Dalle acciaierie ai musei, dalle ciminiere trasformate in torri panoramiche fino ai palchi del Colours of Ostrava: la terza città ceca ha cambiato volto e oggi intreccia industria, cultura e natura in un mix sorprendente.
Testo e foto di Emanuela De Santis

Arrampicarsi su per i vicoli di Mala Strana a Praga o ritemprarsi nelle acque delle terme di Karlovy Vary. Ecco i due must, un po’ scontati per la verità, di un viaggio nella Repubblica Ceca.
Ma oggi Ostrava, terza città per dimensioni dopo Praga e Brno, è la destinazione che con la forza della trasformazione è partita alla conquista di viaggiatori curiosi in cerca di esperienze autentiche.
Chi la conosce pensa subito a miniere, acciaierie e ciminiere fumanti. Difatti questa città della Moravia-Slesia, al confine con Polonia e Slovacchia, è stata per decenni il motore industriale della Cecoslovacchia, dove il carbone non era solo una risorsa naturale, ma la vera moneta della città.
Ostrava, da città operaia a città creativa

Era chiamata la “Manchester ceca” per le facciate delle case a mattoncini rossi come nei quartieri operai inglesi. Da città operaia a città creativa: oggi quel patrimonio industriale è stato reinventato in un quartiere dove passeggiare tra altiforni trasformati in spazi culturali e dove respirare un’energia nuova fatta di arte e vitalità urbana.
Lo sviluppo moderno di Ostrava è iniziato alla fine del XVIII secolo, quando furono scoperti i giacimenti di carbone. La città divenne presto uno dei principali centri minerari dell’Impero austro-ungarico e successivamente della Cecoslovacchia.
Intorno alle miniere sorsero acciaierie, fonderie e stabilimenti chimici. Il paesaggio urbano si riempì di ciminiere, altiforni, ferrovie.
Ostrava era conosciuta come la città nera, simbolo della potenza industriale ma anche del pesante inquinamento che per decenni ha condizionato la vita quotidiana. Dopo la caduta del comunismo e la progressiva chiusura delle miniere, la città ha dovuto affrontare una difficile riconversione economica.
Dolní Vítkovice: dall’acciaio alla cultura

L’abbandono di molte aree industriali ha però aperto la strada ad un processo di rigenerazione urbana che oggi rappresenta una delle esperienze più interessanti dell’Europa centro orientale.
Se c’è un posto che racconta meglio la nuova Ostrava questo è Dolnì Vìtkovice, un ex complesso siderurgico trasformato in spazio culturale e turistico.
I vecchi impianti industriali, gli altiforni e le torri di raffreddamento sono stati riconvertiti in musei, palcoscenici da concerto, parchi culturali, sale per mostre, eventi e convegni, caffè e ristoranti. Fino a pochi decenni fa qui si produceva acciaio, oggi è uno dei luoghi cool d’Europa, un set post-industriale che si snoda tra tubi arruginiti, torri, altiforni.
Colours of Ostrava: il festival che fa ballare la città

Ogni estate l’atmosfera si fa effervescente quando va in scena Colours of Ostrava, ma ormai per gli habitués è Colours, un festival che è un frullatore di generi musicali.
Dai sedici palchi si alternano star internazionali (Sting e Iggy Pop nell’ultima edizione, Lenny Kravitz e Tom Morello nel 2024), nuovi e nuovissimi stream di dance, electro, hyperpop, afrobeat.
Lungo il percorso ci si perde come in una grande fiera, nel labirinto di stand di prodotti bio-beauty, artigianato, bijoux fatti a mano e moda in stile vintage, street foood da tutto il mondo, rhumerie, ginerie e pub.
Spenta l’eco resta nell’edificio Gong Pecka Dov una pizzeria “vera Napoli”gestita da un pizzaiolo casertano, anche se il luogo simbolo resta il bistrot della Bolt tower, torre panoramica ricavata da un altoforno con vista spettacolare fino ai monti Beskydy, uno scenario sulla storia della città mentre il tramonto tinge di arancio le antiche strutture di metallo.
Il centro di Ostrava tra stili e atmosfere

Lasciato alle spalle il quartiere operaio di Vítkovice, disegnato come un villaggio del Lego, il percorso vira verso il centro città e si profila con un singolare miscuglio di stili dove le grigie geometrie comuniste fanno il filo a civettuole allegorie jugendstil.
Nel centro della città, tra i palazzi ottocenteschi e secessionisti, non mancano piccoli scorci barocchi: portali scolpiti, cappelle votive e statue sacre, spesso nascoste tra gli edifici moderni.
Poco lontano da piazza Mazaryk, sede dell’antico mercato, si accendono le strade più eleganti che fanno il verso a Josefov, il quartiere chic di Praga, come Tyršova, dove dalla colazione alla cena si staziona ai tavoli de La Petite Conversation, bistrot di cucina belga, e si fa shopping da Nikola Zezulova per un outfit essenziale in stile mitteleuropeo contemporaneo.
O Sokolskà trida, dove in un giardino segreto in una delle più antiche case della città accoglie Hogo Fogo, laboratorio gastronomico in cui il veganesimo sposa i sapori della tradizione.
Vita culturale e serate lungo l’Ostravice

Tra primavera e estate i locals si contendono le panchine che affacciano sul fiume Ostravice e sulla leziosa mole del Castello di Slesia.
Non è mai a corto di visitatori la terrazza del nuovo Municipio, costruita negli anni ’30 in stile costruttivista; grazie al primo ascensore installato nell’Europa centrale, regala la vista da un lato sul panorama della città e dall’altro sui parchi ritagliati dal corso del fiume e da lunghe piste ciclabili.
Quando cala la sera il punto caldo è Stodolní, una strada che nel fine settimana si accende di vita, pub, club e locali uno accanto all’altro, musica dal vivo e visitatori da mezza Europa.
La vita culturale della città passa con disinvoltura dal rock al violino: per gli amanti del classico c’è lo Janáček May festival, tutto dedicato al grande compositore moravo Leoš Janáček, mentre il teatro Antonín Dvořák e quello intitolato a Jiří Myron offrono una ricca stagione di prosa, danza ed opera.
Nel campo dell’arte contemporanea l’ultima acquisizione è Plato, un vasto centro espositivo ricavato da un ex-macello. Inteso come “spazio per l’incontro e la riflessione”, funziona come un puzzle dove le sale delle mostre di artisti cechi e internazionali s’incastrano con le art room, le sale cinema, gli angoli talk e i laboratori per progetti multidisciplinari.
Natura e avventure nei Monti Beschidi

A dispetto della sua fama industriale, Ostrava è circondata dal verde. I Monti Beschidi, a poca distanza, regalano sentieri per trekking e mountain bike d’estate e piste da sci d’inverno. La funivia è il mezzo panoramico per raggiungere Pustevny resort, rinomato per la sua architettura.
Gli edifici in legno, tra cui il rifugio Maměnka e il ristorante di cucina tradizionale Libušín, progettati dall’architetto Dušan Jurkovič in un suggestivo stile art nouveau, sono il punto di partenza per escursioni che salgono al monte Radhošť, famoso per la statua del mitico dio Radegast e per la vista mozzafiato sui Beschidi, o procedono lungo il sentiero di Valaška, una passerella tra gli alberi con una torre panoramica e una piattaforma di osservazione in vetro.
Landek Park: viaggio nel cuore minerario di Ostrava

Ovviamente non può mancare l’escursione in miniera. Ad appena cinque chilometri dal centro città c’è il cuore di un’oasi nel verde, il Landek Park, all’interno del quale si apre il più grande museo minerario della Repubblica Ceca, e poi sentieri esplorativi, un camping, un campo di paddle e una trattoria rinomata per i suoi hamburger.
Casco in testa e lampada accesa ci si intrufola nei cunicoli sotterranei, per scoprire passo dopo passo i sotterranei ancora ingombrati da carrelli e picconi. Un monumento alla memoria del lavoro operaio oggi consegnato alle nuove tendenze del turismo esperienziale.
Infoutili
Informazioni: Una guida on line di Ostrava si trova su visitostrava.eu/en in inglese e su visitczechia.com/it in italiano.
Come arrivare: In aereo: l’aeroporto di Ostrava-Mosnov collega la città con alcune destinazioni europee, altrimenti si può volare su Praga o Katowice (Polonia) e proseguire in treno o bus.
In treno: Ostrava è ben collegata dalle linee ferroviarie ceche con collegamenti da Praga (3 ore) e da Cracovia (4 ore).
Da visitare: Dolní oblast, Vítkovice 3004, dolnivitkovice.cz Grande polo siderurgico trasformato nella principale attrazione di Ostrava con musei, ristoranti, spazi per eventi e concerti.
Plato, Porážková 3395/26, 702 00 tel. +420 702 206 099, plato-ostrava.czIl nuovo centro per l’arte contemporanea in uno storico macello cittadino dove si effettuano anche visite guidate con l’architetto Yvette Vašourková, che ne ha curato il design interno.
Dove dormire: Hotel city.city, Macharova 105/16, tel +420 602 672 162. L’hotel più fascinoso di Ostrava, in un edificio d’epoca, tre piani senza ascensore, tutto in puro stile scandinavo, arredato con mobili e accessori Vitra,Normann Copenhagen, Magis, Foscarini, Flos and Design House Stockholm.
Dove mangiare: Hogo Fogo, Sokolská třída871/6, tel. +420 774 854 665. Bistrot in una delle case con giardino più antiche di Ostrava, dove gustare piatti della tradizione e nuove ricette vegan.
La petite conversation, Tyrsova 31, tel. +420602 390 948. Elegante bistrot aperto tutto il giorno, serve piatti tipici della tradizione belga oltre ad una grande varietà d’insalate fatte al momento.
Libušín, Prostřední Bečva 221, tel.+420 603 343 888. Da ammirare per lo stile, un liberty di montagna disegnato dall’architetto Dušan Jurkovič, ma anche per la cucina che offre le delizie della tradizione locale, dal gulasch agli strapacky, gnocchetti di patate con cavolo e pancetta.
Bolt Tower Café, Ruská 2993, tel. +420724955121. Sul punto più panoramico di Dolní Vítkovice l’ideale è salire al tramonto per un drink. L’ingresso costa 300 corone e include una bevanda.
Dove comprare:
Nikola Zezulová,Tyršova 1852/36, tel.+420 606 682 406. Fashion designer di abbigliamento in toni naturali. Ogni capo con un significato, una forma e un’atemporalità.
Lajka žije, 28. října 572/4, tel. +420 732 420 328. Caffè espresso e vintage shop, tanti capi second hand di gusto e a prezzi abbordabili.
Starožitnosti Srnec, Sokolská třída 104/2, tel.+420 732 848 559. Antiquariato dell’ottecento mitteleuropeo, tanti orologi d’epoca e oggetti curiosi, porcellane e antiche divise.
Testo e foto di Emanuela De Santis|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com






































