Israele ospita Kafka col suo mondo delle metamorfosi

La Biblioteca Nazionale di Israele celebra i 100 anni dalla morte di Franz Kafka con una mostra unica, visitabile fino a giugno 2025, nel nuovo edificio a Gerusalemme. Tra manoscritti, lettere, disegni e rare edizioni, l’esposizione esplora la vita e il pensiero dello scrittore boemo, raccontandone i legami con l’ebraismo e il sionismo.

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Giardino ed esterno della Biblioteca Nazionale di Israele a Gerusalemme ©Shutterstock

Immaginate uno degli autori più iconici del XX secolo, Franz Kafka, intento a scrivere e correggere una delle sue pagine più intense, descrivendo la realtà alienante e spesso assurda che lo ha reso celebre, quella che oggi chiamiamo “kafkiana“.

Questa possibilità prende forma alla Biblioteca Nazionale di Israele, nel cuore di Gerusalemme, grazie a una mostra straordinaria che celebra il centenario dalla sua morte.

L’esposizione, inaugurata nel dicembre scorso, rimarrà aperta fino al 30 giugno 2025 nel nuovo e modernissimo edificio della Biblioteca, situato di fronte alla Knesset.

Questo edificio, già di per sé un capolavoro architettonico, accoglie un vastissimo patrimonio storico e culturale, rendendolo una tappa obbligata per chiunque visiti la città.

L’importanza della Biblioteca Nazionale di Israele

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Biblioteca Nazionale di Israele a Gerusalemme ©Shutterstock

La Biblioteca Nazionale di Israele non è solo un centro di conoscenza: è anche uno dei tre principali custodi al mondo dell’archivio di Kafka. Accanto ad essa, solo il Deutsches Literaturarchiv Marbach in Germania e l’Archivio di Stato di Zurigo conservano documenti originali dell’autore.

Tuttavia, è presso la Biblioteca israeliana che si trova la più ampia collezione, un vero e proprio tesoro letterario.

Questo archivio include materiali che testimoniano l’evoluzione creativa di Kafka, ma anche la sua vita personale, i suoi conflitti interiori e il suo rapporto con il mondo che lo circondava.

L’esposizione, dal titolo Kafka: Metamorfosi di un autore, offre ai visitatori un’esperienza immersiva e approfondita, esplorando le sfaccettature della vita e dell’opera di uno scrittore che ha saputo catturare l’essenza dell’alienazione e dell’assurdità dell’esistenza umana.

Gli obiettivi della mostra dedicata a Kafka

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©Graziella Leporati

Oltre a raccontare il legame di Kafka con l’ebraismo, il sionismo e la lingua yiddish, la mostra getta luce sui suoi rapporti con la famiglia, gli amici e le persone a lui più care.

Uno degli aspetti più affascinanti del percorso è la sezione dedicata alla travagliata storia del patrimonio letterario di Kafka.

Questo tesoro, che include manoscritti, lettere e note personali, venne salvato dal suo amico e curatore Max Brod, nonostante il testamento dello scrittore richiedesse esplicitamente che tutti i suoi scritti fossero distrutti.

Brod ignorò quelle istruzioni, scegliendo invece di pubblicare molte delle opere di Kafka, trasformandolo così in uno degli autori più letti e studiati al mondo.

Questa storia, che inizia poco prima della morte dell’autore, ha trovato il suo epilogo nel 2019, quando la Corte Suprema di Israele ha dichiarato l’archivio di Kafka un bene culturale da conservare presso la Biblioteca Nazionale di Israele.

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I genitori di Franz Kafka ©Graziella Leporati

Tra i pezzi più significativi esposti spiccano il celebre testamento di Kafka, la lunga e dolorosa Lettera al padre di 100 pagine, e manoscritti originali di capolavori come Il ProcessoAmerika e Il Castello.

Oltre a questi, la mostra include racconti, prime edizioni rare, lettere personali, schizzi, fotografie e persino esercizi di scrittura in ebraico, che testimoniano il profondo legame di Kafka con la cultura ebraica.

Ma non è tutto: un’ampia sezione è dedicata all’impatto globale dell’opera di Kafka, documentando le sue influenze nel teatro, nel cinema, nella danza e nelle arti visive.

Le collaborazioni

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L’interno della Biblioteca Nazionale di Israele a Gerusalemme ©Shutterstock

Un tocco unico alla mostra è dato dalla collaborazione con otto illustratori israeliani di fama internazionale – Sergey Isakov, Eitan Eloa, Nino Biniashvili, Anat Warshavsky, Addam Yekutieli, Merav Salomon, Roni Fahima e Michel Kichka – che hanno realizzato opere originali ispirate ai testi e alla figura di Kafka.

Questi contributi visivi arricchiscono ulteriormente il percorso espositivo, offrendo nuove prospettive sull’autore e le sue opere.

Il dottor Stefan Litt, curatore degli Studi umanistici generali presso la Biblioteca e co-curatore della mostra, è stato una figura centrale nella realizzazione dell’evento.

È anche grazie al suo impegno che i preziosi materiali di Kafka, al termine di una lunga vicenda legale, sono stati affidati alla Biblioteca Nazionale di Israele.

Litt e il suo team hanno utilizzato le più avanzate tecnologie per permettere ai visitatori di avvicinarsi all’autore come mai prima d’ora, offrendo l’impressione di osservare Kafka stesso mentre scrive.

La mostra si trova nella prestigiosa Galleria delle mostre itineranti della famiglia Helen Diller e rappresenta un vero e proprio viaggio nella mente e nel cuore di uno degli scrittori più enigmatici di tutti i tempi.

La collezione sul web

Per chi non potrà visitare Gerusalemme, la Biblioteca ha messo a disposizione online l’intera collezione Kafka, offrendo agli studiosi e agli appassionati di tutto il mondo un accesso senza precedenti ai suoi documenti più importanti.

In definitiva, questa esposizione non è solo un omaggio a Franz Kafka, ma anche un invito a riflettere sull’universalità del suo pensiero e sulla sua capacità di parlare a generazioni diverse attraverso i secoli.

È un’esperienza imperdibile per chiunque desideri scoprire o riscoprire il mondo “kafkiano”, un universo intricato e affascinante che continua a ispirare lettori e creatori in tutto il mondo.

Ma non è solo Kafka l’attrattiva della nuova National Library of Israel che, nel suo complesso è rappresenta un tesoro di cultura e innovazione, un gioiello architettonico firmato dagli svizzeri Herzog & de Meuron.

Inaugurata nell’ottobre 2023, in un periodo difficile della storia di Israele, la biblioteca si presenta come un simbolo di resilienza e cultura, ed è destinata a diventare un punto di riferimento globale.

La Biblioteca

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L’edificio in piatra locale della Biblioteca Nazionale di Israele ©Graziella Leporati

L’edificio, costruito con pietra calcarea israeliana, filtra la luce in modo evocativo e richiama metaforicamente un libro o le ali di un uccello.

Con  i suoi 46.000 metri quadrati distribuiti su 11 piani, di cui 5 sotterranei, la biblioteca ospita 4,5 milioni di volumi, una collezione fotografica e archivistica straordinaria, e uno spazio interamente sostenibile.

Tra le innovazioni, un sistema robotico nei caveau preserva i libri a ossigeno ridotto, prevenendo umidità e incendi.

La National Library vanta una delle più grandi collezioni di letteratura ebraica e judaica al mondo, ma include anche opere sul Medio Oriente, l’Islam e le scienze umane.

Notevole è la sezione digitale, che rende accessibili online testi rari e manoscritti, come quelli esoterici di Isaac Newton.

Tra i pezzi unici spiccano la lettera d’addio di Stefan Zweig e altre eccezionali opere esposte a rotazione.

Finanziata da donazioni, tra cui quella di Frank Lowy, la biblioteca combina tradizione e innovazione, ospitando eventi pubblici e offrendo spazi per la meditazione e lo studio. Un luogo che celebra il passato e guarda al futuro, mantenendo viva la civiltà del libro.

La Mostra: Kafka, Metamorfosi di un autore – fino a Giugno 2025

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Testo di Graziella Leporati|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com