Le Alpi Giulie Occidentali sono una destinazione piena di misteri… ma oggi sono molto più accessibili grazie alla guida aggiornata, con cento itinerari tra Montasio, Jôf Fuart, Canin e Mangart che celebrano un territorio selvaggio e tre grandi protagonisti dell’alpinismo moderno.

Per anni le Alpi Giulie Occidentali sono rimaste ai margini dei grandi flussi dello scialpinismo, frequentate quasi esclusivamente da conoscitori locali e da esploratori instancabili.
Invece oggi, grazie anche alla nuova edizione della guida Scialpinismo nelle Alpi Giulie Occidentali. 100 Itinerari questo angolo tra Italia, Austria e Slovenia prospetta di diventare un punto di riferimento per gli appassionati di sport invernali, con un volume firmato da tre esperti del territorio per un atto d’amore verso montagne aspre, eleganti e ancora capaci di offrire avventura autentica.
Il mistero svelato

Niente più segreti per gli appassionati di scialpinismo: per ogni itinerario delle Alpi Giulie Occidentali la guida propone una descrizione chiara e strutturata, con parametri tecnici basati su una scala internazionale collaudata. L’obiettivo è rendere accessibili i percorsi sciistici per ogni livello di sportività.
Infatti, nel corso di oltre dieci anni, la crescente popolarità dell’area ha reso necessaria una revisione completa del volume, da cui una seconda edizione aggiornata, frutto di nuove esplorazioni e di un’esperienza maturata sul campo, che restituisce un’immagine viva e dinamica della destinazione.
Tre autori, una sola passione

Gli autori di questa guida imprescindibile sono tre figure centrali nell’esplorazione del territorio: si parte da Paul Ganitzer, scomparso nel 2022 e ricordato come un atleta instancabile e un esploratore appassionato delle Alpi Giulie, che ha contribuito in modo decisivo a far conoscere la destinazione.
Lo accompagna la visione poliedrica di Christian Wutte, che spazia dallo scialpinismo all’arrampicata su ghiaccio, dal soccorso alpino al parapendio, che arricchisce il volume con il suo equilibrio fra rigore tecnico e amore per l’ambiente; chiude il terzetto Robert Zink che, con la sua esperienza fra Alpi, Caucaso, Africa e Nord America, offre uno sguardo internazionale sulla destinazione.
Tre autori che, con le loro diverse prospettive, offrono allo stesso tempo uno strumento pratico e una testimonianza culturale capace di trasformare le Alpi Giulie Occidentali da luogo nascosto a destinazione consapevole per chi cerca, nello scialpinismo, qualcosa di più della semplice prestazione sportiva.
Trovate la guida qui.
Testo di Costanza Bersani|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































