Mamma… li turchi!



Il ricordo delle antiche lotte contro i Saraceni, sinonimo di guerrieri temuti per la loro ferocia, e il detto impreciso “mamma li turchi!” che invitava alla difesa, ormai sono lontani. La Turchia è un Paese volto alla modernità, ma che rimane legato al passato e alla tradizione in un luogo senza tempo dal fascino indiscutibile.

Quante volte mi sono sentita chiedere il motivo di tanta passione per la Turchia. È difficile da spiegare a chi non l’ha mai vista. L’atmosfera accogliente, di casa, non si può raccontare. Così come l’ospitalità tipica del popolo turco non può essere capita, se non si è provata di persona. La bellezza dei luoghi, invece, si può descrivere: lasciate andare ogni pregiudizio legato ad antichi retaggi e fatevi trasportare su sentieri incantati tracciati da tappeti volanti.

Storia e archeologia

La Turchia è da sempre considerata la culla della civiltà e vanta un’elevata concentrazione di siti archeologici, che testimoniano le diverse epoche. Efeso è certamente uno dei più noti e importanti. Le rovine che oggi sono conosciute e visitate appartengono al terzo dei cinque insediamenti iniziali, quello risalente al periodo ellenistico-romano. I primi scavi furono effettuati nel 1874 da un archeologo inglese, che riuscì a individuare il tempio di Artemide, dea della fecondità, che in epoca greca era considerata protettrice della città. Qui, inoltre, San Paolo venne a portare la parola di Dio condannando il culto di Artemide, mentre San Giovanni e la Vergine Maria in questo luogo vissero per lungo tempo. La Biblioteca di Celso è certamente il monumento più scenografico e conosciuto. Questa meraviglia architettonica fu edificata nel II secolo e ricostruita da una squadra di archeologi austriaci nel 1975. Passeggiate sulla via dei Cureti, risalendo il colle fino al tempio di Adriano, e sedetevi sui gradini del maestoso anfiteatro immaginando davanti a voi il grande porto commerciale che fu.

Quello di Aspendos, invece, è noto per essere uno dei tre teatri romani meglio conservati al mondo, insieme a quello di Orange in Francia e di Bosra in Siria. Le decorazioni della scena, i 15.000 posti a sedere e l’acustica straordinaria rendono il teatro splendido. Scena e cavea sono singolarmente unite in unico muro e numerose piccole nicchie servivano ad accogliere parte della ricca decorazione scultorea. Nel teatro di Aspendos, ogni anno a giugno, va in scena il Festival Internazionale dell’Opera e del Balletto: occasione per godere a pieno della scenografia suggestiva.

Poco distante, infine, si trovano Pamukkale e Hierapolis. L’attività sismica ha permesso la nascita di fonti termali la cui acqua, dall’elevato contenuto calcareo, ha lasciato nei millenni spessi strati bianchi scorrendo lungo il pendio della montagna, rendendo l’area simile a un’enorme cascata di ghiaccio o di cotone, come dice il nome. Alle spalle delle vasche candide e vellutate, in cui ci si può immergere, sono visitabili le vestigia di Hierapolis, che fu fondata con ogni probabilità da uno dei successori di Alessandro Magno, per passare poi sotto il dominio dei re di Pergamo con la pace di Apamea, nel 188 a. C. I grandiosi resti testimoniano che in età romana fu certamente una delle più ricche città dell’Asia Minore.

Segue >>>

Sfoglia il magazineVai alle info utili

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.