Trekking sulle Alpi Apuane

In autunno a piedi per scoprire la Toscana delle Alpi Apuane. “Terre ancora da plasmare che emergevano da un vuoto sconfinato, color dell’incendio”. Con queste belle parole il poeta e alpinista italiano Fosco Maraini descriveva la natura delle Alpi Apuane. Una catena montuosa che si staglia nel nord della regione a picco sul mar Tirreno: uno spettacolo mozzafiato. Scorrono tra le pendici delle montagne il fiume Magra (nordovest) e il Serchio (est) che corre lungo tutta la Garfagnana, attraversa la Piana di Lucca e si getta nel Tirreno tra le dune della Riserva di Migliarino.

La vegetazione di queste montagne rientra, per la sua vicinanza al mare, nel tipo mediterraneo. Si trovano grandi cespugli di mirto, rosmarino e leccio, mentre nella parte orientale ci si addentra in boschi di castagni e faggi, per poi salire fin dove crescono i pini e gli abeti. Il Monte Prana è l’ultima della Alpi Apuane e forse la più semplice da scalare. Tutto intorno guarda verso le Riserve di Migliarino e San Rossore, le creste delle sue sorelle dietro, la Piana di Lucca davanti e la bellissima Garfagnana appena voltato il crinale. La vetta brulla, su cui spicca a 2,100 metri di altitudine una croce con iscrizione in brasiliano lasciata durante l’ultima grande guerra, si raggiunge a piedi lungo il sentiero 104, all’incirca due ore di cammino partendo dal paesino di Metato. Si sale dal parcheggio del villaggio, lungo una strada sterrata prima e inoltrandosi poi lungo un piccolo sentiero che si imbosca tra castagni e faggi. La passeggiata è molto semplice, adatta anche a escursionisti amatoriali e dalla cima si gode una delle viste più suggestive della regione.

Oggi, questo paradiso fa parte del Parco delle Alpi Apuane, i cui versanti sono punteggiati di piccoli villaggi pittoreschi e con una lunga tradizione storica e artistica. Le Alpi Apuane furono il teatro della Resistenza partigiana contro l’esercito nazi-fascista, durante gli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale. Un film Spike Lee (Miracolo a Sant’Anna) ricorda il terribile eccidio del 12 agosto 1944, giorno in cui oltre cinquecento civili vennero trucidati dai nazisti nell’omonimo paesino della Apuane. Ma questo è anche il luogo dove lo scultore e pittore rinascimentale Michelangelo Buonarrotti si ritirava tra il Monte Altissimo e Fantiscritti per contemplare le forme del marmo che avrebbero poi dato vita alle sue eterne sculture. Già operanti in epoca romana, le cave di marmo sono oggi sfruttate come non mai, anche se di certo costituiscono ancora uno spettacolo suggestivo. Dal mare, con lo sguardo rivolto alla cime, oltre le canne di bambù che frusciano sulle dune della Versilia, il bianco abbagliante del marmo luccica sui dorsi delle montagne e di notte, quando la Luna splende in cielo, le Apuane brillano come la perla.

di Elena Brunello | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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