Ostrava, cuore pulsante della Moravia-Slesia

OstravaAnni fa, da una coppia di turisti stranieri in visita a Bevagna, venni a conoscenza che nel loro paese era stata pubblicata una guida sull’Umbria, dal titolo: “Non solo Toscana”. Spostandosi nella Repubblica Ceca, “Non solo Praga” vorrebbe essere un semplice spunto di riflessione su Ostrava. Questa città è uno dei principali centri d’interesse della Moravia-Slesia, regione che merita di essere scoperta e vissuta per la sua ricchezza storica, socio-culturale e paesaggistica. Una volta visitata Praga, perciò, non si dovrebbe far ritorno senza aver prima assaporato quanto offrono Ostrava e il suo territorio. Questi i motivi:

1) Ostrava offre uno spaccato della storia industriale degli ultimi due-tre secoli e può considerarsi il fulcro di un itinerario turistico da svilupparsi nel cuore della Moravia-Slesia e, in particolare, in alcuni suoi centri: Příbor con la casa di Sigmund Freud, Kopřivnice con il museo tecnico della Tatra, Nový Jičín con il Museo dei Cappelli e Štramberk, dove ancora oggi, come centinaia di anni fa, è possibile sorseggiare birre prodotte in loco.

2) Ostrava risulta essere ben collegata a Praga, da cui dista poche ore, grazie ad un’efficiente e funzionale rete di trasporti ferroviari pubblici e privati.

3) Questa città, patria del famoso tennista Ivan Lendl, mostra anche una vocazione sportiva ospitando uno dei principali rendez-vous dell’atletica leggera, il Golden Spike, competizione che fa parte del Campionato del Mondo.

4) Ostrava non rinnega inoltre il suo passato di città industriale, ma fa sì che questo riviva, giorno dopo giorno, nel suo presente. Dolní Vítkovice e Landek Park ne sono un’evidente dimostrazione, grazie anche al ruolo centrale che Dolní oblast Vítkovice ha svolto e svolge per la loro conservazione, valorizzazione e fruibilità.

Entrambi i siti, facilmente raggiungibili con mezzi pubblici e privati, sono infatti parte del progetto di Dolní oblast Vítkovice, un gruppo che sta trasformando aree industriali in luoghi di interesse per i visitatori e in un polo educativo, culturale e sociale dal carattere extra-regionale, fruibile quotidianamente dalle più svariate fasce di utenza: studenti e insegnanti, famiglie con bambini, appassionati, addetti ai lavori e semplici curiosi. Landek Park e l’area industriale di Dolní Vítkovice propongono un’offerta di alto interesse storico, socio-culturale e pedagogico.

A Dolní Vítkovice si può fare il giro “panoramico” nello speciale montacarichi a vetri che porta verso la parte più alta dell’ex-altoforno n°1 (seeing tower VP1) e da cui si può godere di una magnifica vista o assistere, nel GONG auditorium (ex-gasometro), a conferenze, seminari ed eventi socio-culturali. Da qui l’opportunità, per studenti, insegnanti e genitori di prendere parte a divertenti programmi di animazione nella VI Centrale Elettrica (U6).

Landek-ParkA Landek Park, il più grande museo minerario della Repubblica Ceca, è possibile invece calarsi nei panni di un minatore per tutta un’intera giornata. Situato nei cunicoli del livello più alto della miniera di Anselm (i filoni di Albert e František), il museo documenta l’attività mineraria svolta nel sito tra il 1782 ed il 1990. L’allestimento, ben curato e corredato da specifica oggettistica, ha il pregio di immergere il visitatore nello spaccato di vita quotidiana proprio di una miniera di carbone. La miniera-museo mostra infatti, sin da subito, una grande ricchezza pedagogica, grazie ad una scelta oculata degli elementi sonori e visivi da utilizzare (rumore di martelli che frangono il terreno, di impianti di ventilazione e quello di macchine di estrazione che “avvolgono” manichini adeguatamente abbigliati e disposti nell’atto di simulare lo svolgimento di azioni proprie della miniera).
È quindi grazie a questi elementi sonori e visivi e a minatori-guida, che il visitatore riesce a immedesimarsi e a comprendere anche gli aspetti più duri del lavoro in miniera.
A completare il percorso, in spazi adiacenti, un’esposizione dedicata ai servizi di soccorso e alle strumentazioni di salvataggio, un monumento commemorativo con i nomi di alcuni dei soccorritori morti in azione e uno speciale poligono che simula le condizioni ambientali dei diversi tipi di miniere: buio, calore, rumore, spazio limitato ed un ambiente soffocante. Qui il visitatore può sperimentare le condizioni in cui una squadra di soccorso doveva trovarsi durante un intervento all’interno di una miniera. Il Parco Nazionale di Landek è un sito di fama mondiale non solo per storia, scienze naturali, attività mineraria e geologia, ma anche per l’archeologia, come dimostra il ritrovamento della Venere di Landek (o di Petříkovice), una statuetta in ematite realizzata tra i 21 e i 23 mila anni fa, la cui peculiarità sta nella forma esile, quasi “cubista” che la rende unica nel suo genere. In spazi aperti, corredati da appositi pannelli esplicativi, sono stati inoltre realizzati allestimenti inerenti ad attività umane, riconducibili ad un periodo compreso tra l’Età della Pietra e la ripresa, nel Novecento, delle attività di estrazione. All’interno di uno stabile a sé stante, è invece possibile visitare le docce e gli spogliatoi a catena tipici della miniera.
A Landek Park percorsi didattico-educativi si alternano con ampi spazi verdi dedicati al relax, allo sport e al divertimento dei più piccoli in un rapporto armonico con la natura stessa. Infine, dopo una “dura giornata di lavoro” ci si può rifocillare all’Harenda u Barborky, il ristorante che una volta ospitava la mensa e dove, ancora oggi, è possibile mangiare “come un minatore del luogo”.

Ostrava non è, però, solo una città dal pesante retaggio industriale, è anche, a suo modo, una città “verde”. E proprio “questa” Ostrava si può ammirare dalla torre del Nuovo Municipio. Da qui, oltre ad un’inconsueta vista della città, si riesce a scorgere anche il massiccio montuoso della Moravia-Slesia, parte delle montagne Beskydy, il passo moravo, il confine con la Polonia e, in giornate di cielo terso, persino Praděd.

A questo punto è d’obbligo una sosta al Zámek Zábřeh, un castello rinascimentale recentemente restaurato, dove è possibile gustare prelibate ricette della tradizione ceca. Queste, rigorosamente preparate con ingredienti locali, freschi e di qualità, ben si sposano con la birra prodotta nello stesso Castello, dove la tradizione birraia viene attestata sin dal 1574. La struttura mette inoltre a disposizione dei suoi ospiti camere dove pernottare, una spa con la birra e con il vino e uno spazio all’aperto con panche di legno, ideale per le soste pomeridiane di ciclisti e famiglie. Infine, nel centro di Ostrava, a soli pochi chilometri dal castello di Zábřeh, l’Imperial Ostrava Hotel. Inaugurato il 1 gennaio del 1904, è uno degli edifici storici della città, le cui vicessitudini permettono di ripercorrerne le diverse fasi della storia. Ostrava è, dunque, la testimonianza tangibile di come una città possa vivere il presente con la consapevolezza del suo passato e, nella sua riscoperta e valorizzazione, riuscire a renderlo il suo peculiare tratto identitario. Colours of Ostrava ne è un’ulteriore ed eclatante dimostrazione! Questo festival musicale multi-genere, alla sua 14° edizione, dal 2012 si tiene nella suggestiva cornice di Dolní Víktovice e, oltre a ricevere il favore della critica, ha avuto il pregio di vedere la presenza di alcuni artisti d’eccezione: Björk, Robert Plant, Bobby McFerrin, Sinéad O’Connor, Jan Garbarek e Michael Nyman, solo per citarne alcuni. Il consiglio è, dunque, di non perdere la prossima edizione, che si terrà – date ufficiali alla mano – tra il 14 ed il 17 luglio 2016!

di Mauro Stelletti Curatrice: Maria Grazia Galeazzi Mazzetelli |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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