A Greccio, primo presepe nella storia

Lo storico presepe di Greccio
Il presepe di Greccio ha una lunga storia alle spalle

Il Presepe è  d’obbligo a Natale e quello di Greccio è il Presepe per antonomasia, essendo stato il primo della storia, creato da San Francesco nel lontano 1223 dopo un viaggio in Palestina. Una tradizione che rivive ogni anno da quasi 8 secoli con la stessa magia

La rievocazione storica del primo Presepe  Vivente torna come ogni anno nel Santuario Francescano  di Greccio, piccolo gioiello incastonato tra le verdi colline della Valle Santa di Rieti . Il paese si trasformerà nel luogo ideale per respirare a pieno l’atmosfera della Natività. A accogliere i visitatori in un ambiente magico e familiare, fatto di colori, luci, sapori e musica, sarà un sapiente mix di eccellenze tra arte presepiale e artigianato, una miscela di tradizione, presepi artistici, decorazioni natalizie, artigianato in legno, vetro, metallo, ceramica e prodotti tipici locali. Già, perché il Natale si festeggia anche a tavola: e così, nel suggestivo percorso fra le casette di legno, i visitatori potranno assaggiare e comprare l’olio extravergine di oliva, “l’oro verde” che unisce tutti i paesi della Sabina, la pasta e la cioccolata fatta in casa, la birra artigianale; e ancora i cereali, che nella cultura contadina rappresentavano una delle primarie fonti di sostentamento, riproposti in irresistibili ricette, gli insaccati e i formaggi.Unico e inimitabile, il primo presepe al mondo spegne 791 candeline. Nel lontano 1223 San Francesco, dopo un viaggio in Palestina, decise di ricostruire con persone e animali del tempo le scene della Natività di Betlemme: e così il frate di Assisi e il nobile signore di Greccio Giovanni Velita realizzarono la rievocazione della nascita di Gesù, ovvero il primo presepe della storia, che nei secoli successivi è stato replicato in tutte le case del mondo.Ogni anno, come per magia, questo borgo in provincia di Rieti rinnova la tradizione e fa rivivere più di ogni altro luogo l’atmosfera del Natale: ma il 791esimo anniversario andava celebrato a dovere, e così l’edizione 2014-2015 si annuncia ancora più straordinaria del solito. Il 24 e il  26 dicembre, e ancora il 1, 6, 7 e 8 gennaio, i visitatori provenienti da ogni parte d’Italia potranno ammirare la sceneggiatura rivisitata, ascoltare le nuove musiche e lasciarsi incantare dal rinnovato e spettacolare impianto di luci; a fare il resto sarà la consueta bellezza del luogo, la sua natura incontaminata, la fedeltà delle scene e dei costumi, la bravura e la devozione degli interpreti. Ma il ricco programma prevede anche mostre fotografiche, convegni, esposizioni di presepi artistici, mostre di pittura e gli immancabili mercatini natalizi.Il Presepe di Greccio costituisce un momento di profonda fede cristiana e allo stesso tempo uno spettacolo unico al mondo. C’è infatti un filo indelebile che lega questo luogo a Betlemme: in Palestina si operò il mistero della divina incarnazione di Gesù, mentre a Greccio ebbe inizio, in forma del tutto nuova, la sua mistica rievocazione. Ancora oggi, la celebrazione si snoda attraverso sei quadri viventi, dalla vita dei francescani in queste zone all’accoglienza da parte di papa Onorio III della Regola scritta da Francesco, dall’autorizzazione concessa dal Santo Padre per la realizzazione del presepe fino al giorno in cui Greccio si trasformò in Betlemme.

Raggiungere questo borgo che sorge nella parte occidentale della provincia di Rieti, a 705 metri di altezza alla sinistra del fiume Velino, diventa anche occasione per scoprire un luogo magico, edificato su speroni di roccia in una posizione che sembra impossibile. Un paese circondato da stupendi boschi di querce ed elci, dove è possibile visitare la “Cappelletta” che sorge nel luogo in cui San Francesco si ritirava in preghiera in una capanna protetta da due piante di carpino. A circa 2 km dal borgo di Greccio, arroccato sulla roccia di un costone boscoso, come un nido di aquila, si erge maestoso il Santuario del Presepe, uno dei monumenti più importanti della storia del francescanesimo: è qui che Francesco, nella notte del Natale del 1223, rappresentò con personaggi viventi la natività. L’antico borgo medievale, invece, conserva parte della pavimentazione del vecchio castello e tre delle sei torri di cui la maggiore trasformata nel XVII° secolo in torre campanaria. Meritano una visita la chiesa parrocchiale dedicata a San Michele Arcangelo, la chiesa di S. Maria del Giglio e la sua diruta, oggi restaurata e destinata a Museo Internazionale del Presepio.

Per info: www.fuoriporta.org; Tel : 3408505381

Testo e  foto  di Graziella Leporati || Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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