Di corsa a Phuket, la Thailandia in versione active

Phuket è l’isola più grande e popolata di tutta la Thailandia, anche se in effetti con la sua superficie di 800 chilometri quadrati è solo poco più di 3 volte l’Isola d’Elba. La sua splendida costa frastagliata, un continuo alternarsi di baie dalla sabbia bianca e finissima, scogliere granitiche a strapiombo sul mare cristallino e una lussureggiante vegetazione tropicale, l’hanno resa da decenni una delle località più famose di tutta l’Asia, con milioni di visitatori ogni anno, che sembrano ormai aver dimenticato lo tsunami che colpì l’isola nel 2004.

In effetti, tutto è stato ricostruito anche meglio di quanto fosse in precedenza: sono sorte nuove strutture moderne che hanno rivoluzionato il paesaggio, alberghi e resort hanno ricominciato a registrare il tutto esaurito, segnando continui record di affluenza e facendola diventare la seconda provincia più ricca della Thailandia, seconda solo a Bangkok. Per non farsi trovare impreparati come quella volta, l’isola è stata dotata di un sistema di sensori collegato al fondale oceanico e in grado di percepirne i movimenti, per dare subito l’allarme ed evacuare le zone costiere. Plasmata da una lunga storia, riconoscibile dai diversi gruppi etnici e dalle differenti culture che la compongono, dalle diverse influenze architettoniche e dalla raffinatezza delle varie cucine che vi si trovano, offre moltissime attività e svaghi per una vacanza indimenticabile.

Oltre ad ammirare paesaggi mozzafiato ovunque si volga lo sguardo ed effettuare escursioni in una miriade di isolette paradisiache, ci si può immergere nella barriera corallina del Mare delle Andamane, praticare pesca d’altura e provare ogni tipo di attività acquatica, visitare i parchi nazionali che brulicano di vita marina e la foresta pluviale con il suo habitat incontaminato:  una varietà paesaggistica di tale bellezza da far passere in secondo piano le attrazioni culturali, come ad esempio gli antichi templi di Wat Phra Thong, famoso per una statua dorata di Buddha parzialmente sepolta, e di Wat Chalong, in cui è custodita una autentica reliquia del Buddha, oppure suggestivi monumenti come il Buddha gigante di Phuket, una statua bianca alta 45 metri, che si erge sulla collina più alta di Ao Chalong.

La Thailandia è stata sempre indipendente e non è mai stata colonizzata da potenze straniere, ma a Phuket Town, il capoluogo dell’isola, sembra di essere proprio in una città coloniale, in cui sono visibili ovunque le influenze architettoniche cinese e portoghese. Nell’Ottocento, infatti, tutti i commercianti cinesi e portoghesi, che si erano arricchiti col fruttuoso commercio dello stagno, di cui l’isola era una vera e propria miniera, vivevano in questa città in cui si possono ancora ammirare caratteristici e coloratissimi edifici in stile sino-portoghese, che oggi ospitano accoglienti negozi, bar e ristoranti, in un connubio perfetto tra le tradizioni orientali e occidentali.

Per chi non resiste al fascino di un magnifico tramonto, il promontorio di Phrompthep Cape, che significa “Capo di Dio”, situato nel punto più meridionale dell’isola e da cui si domina dall’alto tutto l’infinito l’orizzonte, è la scelta giusta. Anche se di certo sarà difficile avere un po’ di romantica solitudine, dato che ogni sera, prima che il sole si tuffi nel Mare delle Andamane, arrivano migliaia di turisti per godere di questa vista spettacolare. Assolutamente da non perdere e il giro delle due grandi isole di Koh Yao Noi e Koh Yao Yai, insieme a di tutte le isolette della baia di Phang Nga, che divide Phuket da Krabi, tra le quali spiccano James Bond Island, che deve la sua fama a uno dei film di 007 in cui il cattivo di turno l’aveva scelta come dimora, con il suo enorme pilastro di roccia infilato nell’acqua come un meteorite, e Koh Hong, che sbuca dal mare come la cima di una montagna sottomarina. Partendo dalla punta più orientale dell’isola, precisamente dall’Ao Po Grand Marina, in cui sono ormeggiate sia barchette per noi comuni mortali che yacht da nababbi, si può visitare tutto l’arcipelago a bordo di un comodo battello, e per non farsi mancare proprio niente, pranzare a bordo di una palafitta in mezzo all’acqua mangiando pesce appena pescato, magari dopo aver fatto un giretto in canoa e un po’ di snorkeling circondati dalla barriera corallina. Per i più spericolati, che oltre al relax sulla spiaggia e ai pesci tropicali cercano anche un po’ di adrenalina, un’attrazione da non perdere è il parco avventura Hunaman World.

Secondo la tradizione induista Hanuman è lo spirito dalle sembianze di scimmia che simboleggia l’onestà, la forza, la fede e la devozione, ma a Phuket se fai questo nome ti mandano qui, in una specie di Jurassic Park senza i dinosauri ma con le stesse urla di terrore dei visitatori, che prima di entrare fanno venire in mente che forse non è stata proprio una buona idea e che sarebbe meglio alzare i tacchi e scappare senza voltarsi. L’attrazione principale consiste, infatti, dopo un lungo percorso sospeso tra gli alberi, nel salire con una scala a chiocciola su quello più alto di tutti, almeno quanto un palazzo di dieci piani, a cui è fissato un cavo d’acciaio simile ad uno skilift. Dopo aver indossato una speciale imbracatura, si viene agganciati al cavo e lanciati nel vuoto, verso un altro albero a qualche centinaio di metri di distanza, che si percorrono a più di 50 km/h (il volo dura giusto il tempo di recitare qualche avemaria, pregando di non precipitare).

Questa è veramente un’isola per tutte le stagioni, che in effetti sono solo due, quella secca che va da ottobre ad aprile con temperature ottimali e splendide giornate di sole, e quella delle piogge che va da maggio a settembre, in cui piove quasi ogni giorno, ma al massimo per un paio d’ore, durante le quali si troverà sempre qualcosa d’interessante da fare o da vedere, e poi il sole torna a fare capolino, e comunque la temperatura, anche quella dell’acqua, oscilla sempre tra i 25 e i 30 gradi. Chi si trovasse a passare da queste parti all’inizio di giugno del prossimo anno, non può perdere l’occasione di partecipare alla Laguna Phuket Marathon, che dopo 12 edizioni gode ormai della fama di evento unico nel panorama mondiale e attira migliaia di partecipanti di ogni nazionalità, che vogliano affrontare una sfida in un paradiso di sole e mare, in una cornice nuova ed originale rispetto ai soliti luoghi di corsa, circondati da lussuosissimi resort, da piantagioni di ananas e caucciù, da laghetti e campi da golf. E dopo una bella faticata, per recuperare le forze non c’è niente di meglio che concedersi qualche altro giorno di dolce far niente in questo paradiso, perduto e ritrovato.

Per info: Turismo thailandese

Testo e foto di Valerio Barbieri | Riproduzione riservata Latitudeslife.com

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