Un recente sondaggio su larga scala (22.000 viaggiatori da 37 paesi) dell’agenzia Horizon Consumer Science ha voluto sondare le abitudini viaggiatori che fanno shopping all’estero: ne sono risultati profili ed accoppiate curiose.


In modo simile i Practical shoppers vogliono fare compere come a casa, senza avere l’impressione di fare alcunché di diverso. Anche per loro l’interesse è rivolto ad affari imperdibili, indifferentemente che si tratti di prodotti di lusso o di oggetti di tutti i giorni: l’importante per loro è sentirsi a casa. Rientrano in questo modello i viaggiatori italiani e russi.
Al contrario il motore dei Cultural explorer è, per l’appunto, esplorare la cultura locale: in questo caso si tratta spesso di acquisiti impulsivi per qualunque cosa catturi la loro attenzione ed abbia la fama di essere qualcosa che non possa essere scovato altrove. I prodotti prescelti sono quelli considerati rappresentativi della cultura locale e considerati un bel ricordo da portare a casa. Conoscere la cultura locale tramite lo shopping è, secondo il sondaggio, l’inclinazione dei viaggiatori americani, tedeschi, giapponesi.
Similmente alcuni turisti si identificano come Destination shoppers, turisti mossi dal desiderio di ottenere prodotti unici, ovvero qualsiasi cosa per cui quel luogo è famoso, indipendentemente dal prezzo: ottenere un pezzo della loro destinazione sembra che sia l’unica cosa che conti. I turisti canadesi e sauditi paiono essere molto inclini a questa idea di shopping.
In ultimo i Memento shoppers vogliono portare a casa un ricordo del viaggio, qualcosa che non possa essere acquistato a casa, ma che non deve per forza rappresentare il luogo visitato. Nel loro caso la stessa esperienza dello shopping è una parte importante delle loro memorie di viaggio. Con questa idea in testa i turisti spagnoli, svedesi e polacchi organizzano i loro acquisti.
Testo di Costanza Bersani | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com


















































