Notti bianche (e mondiali) a San Pietroburgo

Pare di vederla, la malinconica Nasten’ka vergata da Dostoevskij passeggiare sul lungofiume mentre la città è assonnata, silente, quasi immobile: sotto la volta crepuscolare di San Pietroburgo ci si sente tutti un po’ visionari, un po’ intrappolati nelle pagine di quel “Racconto sentimentale. Dalle memorie di un sognatore”,  come sottotitola lo scrittore russo quel breve romanzo de Le notti bianche, delicato manifesto di ogni reveur.

 

Elegante, immaginifica, moderna e tradizionale: la vecchia Leningrado è una città affascinante, quest’anno sotto i riflettori per i Mondiali 2018, che fa dei contrasti una delle sue peculiarità. Impareggiabile tra maggio e luglio, quando esplode il fascino unico delle sue notti bianche quando il sole sembra non tramontare mai.  Un cielo acquerello sovrasta il dedalo infinito di canali e corsi d’acqua che lambiscono le 42 isole su cui poggia Piter, come la chiamano affettuosamente i suoi abitanti. Adagiata dolcemente sul delta del Neva, la Venezia del Nord si presta a esser scoperta scarpinando, in certe nostalgiche passeggiate notturne che delle notti comuni hanno ben poco. Di sicuro non il buio.

Gli albori caldi e violacei tinteggiano la Prospettiva Nevskij, la nota strada tanto cara a Gogol. Sembra di incontrarli tutti quei personaggi protagonisti dei Racconti di Petroburgo che animano la vita di questo lungo vialone che attraversa la capitale degli zar. Riverberi rosa si irradiano sulla città fondata da Pietro il Grande, coprendo di morbidi bagliori il Museo dell’Ermitage, nel noto Palazzo d’Inverno, la Cattedrale di Sant’Isacco, le cinque sommità smaltate della Chiesa del Salvatore sul sangue versato. Cupole dorate e guglie che svettano dalle antiche cattedrali, leoni, cavalli e grifoni di bronzo che sorvegliano i ponti dei tanti canali, stucchi delle facciate barocche: in tutto si manifesta la maestosità e lo sfarzo di questa che è la città più europea della Russia.

Scocca in lontananza il rintocco annebbiato che segna la prima ora del nuovo giorno; passerà circa mezz’ora e gli occhi di tutti si soffermeranno intrepidi sull’apertura del Ponte del Palazzo: lo spettacolo  dei ponti fluviali che si alzano per fare passare i battelli, è una delle immagini che certamente rimangono più impresse nei ricordi di chi vi assiste.

Ricco il programma di eventi che vivacizzano la città che “non dorme”: in piazza delle Arti, il Teatro Mariinskij ospita  balletti, opere prime e spettacoli di musica sinfonica.

Tra le note soavi che accompagnano queste notti meravigliose, come Dostoevskij  ci si chiede: “è mai possibile che sotto un simile cielo vivano uomini collerici e capricciosi?” Caro lettore, noi speriamo di no.

Testo di Francesca Calò © RIPRODUZIONE RISERVATA | Foto web

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