Le stranezze di Milano

Le bizzarrie della città più europea d’Italia, sconosciute ai più, ma che rendono Milano più unica di quanto già non sia.

Tutti conosciamo il Duomo; nessuno ignora l’esistenza del Castello Sforzesco o del Teatro alla Scala. Eppure, Milano conserva tante attrazioni bizzarre, spesso ignorate o addirittura sconosciute, che la rendono ancora più speciale: edifici storti, sculture giganti, statue nascoste. E noi attraverso questo post ne riportiamo alla luce 6, sparse in tutta la città.

Un cavallo gigante: il progetto di Leonardo

Cavallo di Leonardo all’ippodromo.

Non è difficile notare un colosso del genere: una statua di bronzo alta 8 metri. Eppure non è molto frequentata dai turisti, perché si trova leggermente in periferia, a San Siro. Ha una storia davvero particolare: il progetto originale è di Leonardo da Vinci, che avrebbe dovuto costruire la statua equestre più grande della storia. Studiò per anni una statua che avrebbe dovuto pesare 100 tonnellate, esaminando l’anatomia dei cavalli più belli dell’epoca attraverso una serie di disegni preparatori (alcuni dei quali sono tuttora conservati in prestigiose biblioteche in giro per l’Europa). Arrivato il momento di costruirla, il bronzo non era più disponibile, e il progetto venne abbandonato per 5 secoli, finché non fu portato a termine nel 1999 dalla scultrice Nina Akamu.

I guardiani di Casa Omenoni

Sempre tra i monumenti abnormi, strani e non abbastanza frequentati dai turisti, ecco stagliarsi gli Omenoni sulla facciata dell’omonimo palazzo nell’omonima via, al civico 3. Otto telamoni in pietra di dimensioni non certo trascurabili, che rappresentano i barbari sconfitti secondo il canone artistico della Roma classica. Ogni statua rappresenta una stirpe nemica di Roma. Queste statue, oltre ad essere particolari, hanno un valore artistico importante: sono lì da più di 450 anni, progettate e costruite dall’architetto Leone Leoni, per abbellire quella che sarebbe diventata la casa del proprio figlio.

Grattacieli storti e curvi

Torre Hadid, soprannominata Lo Storto

Di nuovo tra gli edifici difficili da ignorare, considerata la loro altezza: ecco Lo Storto e Il Curvo. Statue? No. Personaggi? Nemmeno: sono grattacieli. Nel modernissimo complesso CityLife ne sono sorti tre, diventati oggi protagonisti dell’attenzione e della curiosità dei visitatori. Da queste vie è sempre più facile imbattersi in persone con il naso all’insù davanti a questi colossi architettonici, tanto che da alcuni anni esistono dei veri e propri tour urbani delle nuove architetture milanesi, per i turisti appassionati di skyscraper. Come molte altre metropoli europee, ora anche Milano vanta una considerevole “collezione” di grattacieli e, se volete saperne di più, ecco il link di un articolo del magazine di Expedia Explore sui 10 grattacieli più belli della metropoli meneghina.

Dei tre edifici di CityLife, il più alto è la Torre Isozaki, soprannominata Il Dritto. Poi c’è la Torre Hadid, che, per la sua forma ritorta, è chiamata Lo Storto. Infine, è in fase di compimento il terzo, il più insolito: la Torre Libeskind, cioè Il Curvo. Si sa, Milano è l’unica città d’Italia che, nel corso della Storia, si è sviluppata così tanto in verticale: ed è interessante che anche “in quota” abbia portato la sua originalità.

Dagli edifici enormi alle piccole sculture: i pugili del Duomo

I pugili del Duomo

Il Duomo è il simbolo indiscusso di Milano, e per estensione di tutto il nord Italia: i turisti stranieri sono disposti a stare in fila per ore, per poter ammirare la città dalla terrazza della sua Cattedrale. Eppure, anche qui si trovano dei particolari inusuali, che rendono la Basilica ancora più interessante: piccole statue che giocano a nascondino tra le guglie della terrazza: non solo santi, ma anche personaggi famosi (come Dante), dittatori (come Mussolini) e pugili. Sì, pugili, scolpiti negli anni ’30 del ‘900, e da allora impegnati in una lotta eterna. Eppure, pochi turisti li considerano, incantati dalla –pur bellissima– Madonnina.

L’angolo rosa di Milano

Chi a Milano vuole osservare animali rari, può andare allo zoo o all’acquario. Oppure a Villa Invernizzi: già, perché nel giardino di questa residenza privata hanno trovato dimora alcune famiglie di fenicotteri rosa: un angolo esotico nel centro della città. La villa si trova su via Cappuccini, e queste stupende creature si possono ammirare attraverso le inferriate che ne delimitano il giardino. Un’oasi di calma e di silenzio. Non a caso questa zona è soprannominata Quadrilatero del silenzio, in contrapposizione al famosissimo Quadrilatero della moda, che pure è incantevole, ma tra le sue doti non trova posto le quiete.

Gli unicorni a San Maurizio

Gli unicorni che salgono sull’Arca, insieme agli altri animali, nell’affresco di A. Luini all’interno della chiesa di San Maurizio.

Rimanendo in tema di animali rari, ce ne sono due esemplari ancora più incredibili: gli unicorni. Certo, non in carne ed ossa, ma dipinti: si trovano nella chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore: già di per sé un gioiello autentico dell’arte, con i muri affrescati in ogni angolo, e con una struttura particolare, che suddivide la chiesa in due ambienti: uno per i fedeli che entravano per assistere alla Messa, e uno per le suore di clausura. Una chiesa talmente bella da essere soprannominata “la Cappella Sistina di Milano”. Nell’affresco di Aurelio Luini, la coppia di unicorni sta salendo nell’Arca di Noè prima del Diluvio.

Testo di Redazione|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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