Negli ultimi mesi del 2019 stampa e televisione hanno trattato diffusamente il problema degli eventi catastrofici che si sono verificati (incendi in Amazzonia, Cina e California, allagamenti a Venezia, terremoti un po’ ovunque). Se non riusciremo a comprendere l’importanza di affrontare in maniera efficace le differenti criticità del pianeta, che potrebbero anche rivelarsi irreversibili, finiremo per subirne, tutti, le conseguenze.

Vita in Amazzonia – Poi c’è il problema di chi ci vive, in Amazzonia. Le varie comunità indigene, in primo luogo, quindi gli animali e le piante. I recenti incendi hanno messo a rischio d’estinzione qualcosa come 180 specie di animali e 85 specie vegetali. Incredibile, ma vero: ogni anno si scoprono in Amazzonia nuove specie animali e vegetazioni sconosciute. Le aree verdi alienate sono destinate in primo luogo all’allevamento del bestiame, a terreni agricoli (latifondi e piccole proprietà) alla raccolta del legname, alle opere pubbliche. Naturalmente, sottraendo verde, si rischia l’esistenza di alcune specie animali più di altre: in Amazzonia non se la passano bene l’Aquila arpia, alcune specie di scimmie arboricole, il Giaguaro; tra i mammiferi dei grandi fiumi è il Lamantino ad avere problemi (inquinamento delle acque); la distruzione dell’habitat naturale mette a rischio molte altre specie.
Piogge e Maree –Sono catastrofiche le previsioni per le terre e le città che potranno finire sott’acqua. L’innalzamento delle temperature del globo favorisce – per effetto del riscaldamento – uragani e grandi temporali e i livelli del mare tendono inesorabilmente a salire. La Venezia dei giorni scorsi è un campanello d’allarme e le isole Maldive, insieme a numerose isole del Pacifico, vedono con preoccupazione questo fenomeno in continuo peggioramento.


Tra le positività: alta aspettativa di vita (fra gli 81 e gli 85 anni); ancora contenuto il tasso di popolazione urbana (70%) rispetto, ad esempio, ad alcune zone europee: Belgio, Germania. Infine, il dato (importante) sullo spreco del cibo in famiglia: in Italia è del 7% (si può far meglio) ma alcuni paesi (Stati Uniti, Canada, Svizzera) sprecano molto di più. Buon Anno e Buona Fiducia, a tutti.
Libertas Dicendi n° 242 del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































