Taranto imprevedibile

Con monumenti rimaneggiati, antichi ipogei, la storia archeologica e le campagne verdi, Taranto stupisce: basta lasciarsi trasportare.

Testo di Stefano Ghetti foto di Vittorio Sciosia

Taranto non è simmetrica, non è lineare, non è omogenea, non è prevedibile; non è perfetta. E proprio per questo è tutta da scoprire, da visitare senza seguire uno schema, da ammirare senza spuntare una lista di monumenti visti e altri ancora da vedere. Solo lasciandosi trasportare tra gli angoli delle vie e tra le imperfezioni se ne può fare un’esperienza davvero valida.

Gli ipogei sotto la città

Museo spartano © Vittorio Sciosia

Un’esperienza che può partire dal basso; letteralmente. Sotto il suolo della città troviamo gli ipogei, ambienti scavati nel calcare che iniziano a raccontarci la storia millenaria di questa città antica. Queste stanze sono così tante che creano una complicata rete di cunicoli sotto il centro storico. Dopo essere state scavate per utilizzare il calcare nella costruzione dei palazzi, vennero adibite a cantine e depositi. Alcuni ipogei sono visitabili, come quello chiamato Bellacicco, che ospita anche il Museo spartano. Già, perché Taranto affonda le sue radici al tempo in cui Sparta era una delle maggiori potenze del Mediterraneo: fu fondata nell’VIII secolo a.C. dagli spartani, e grazie alla sua posizione e alle sue terre fertili, divenne la più importante città della Magna Grecia.

Le fantasie barocche della Cattedrale

Cattedrale di San Cataldo © Vittorio Sciosia

Tornando all’aria aperta, ecco stagliarsi il tessuto urbano di questa Sparta italiana: un centro che si protende tra la baia del Mar Piccolo e le acque del Mar Grande. I canali che collegano i due mari isolano il borgo antico, su cui sorge la Cattedrale di San Cataldo. Si tratta della più antica cattedrale della regione, e ospita il sepolcro del santo a cui è dedicata. Come tante altre basiliche, e come Taranto in generale, nella cattedrale gli stili architettonici si sovrappongono, lasciando spazio al barocco nella facciata e nel Cappellone, che rappresenta forse la più alta espressione artistica del barocco nella città, essendo abbellita da sculture di Giuseppe Sanmartino, l’autore del celeberrimo Cristo Velato. Il campanile normanno è di recente costruzione, e ha sostituito quello antico riprendendone le forme.

Non lontana da San Cataldo, un’altra facciata rapisce l’attenzione: è quella della Chiesa di San Domenico Maggiore, dominata dal rosone trecentesco e dal raffinato portale. Fu eretta sulle basi di un antichissimo tempio greco, e (nemmeno a dirlo) nel corso dei secoli subì numerosi rimaneggiamenti. All’interno, in contrapposizione alla struttura a una navata, ecco da un lato le cappelle laterali, decorate da altari barocchi, e dall’altro le arcate cieche ornate da dipinti sei-settecenteschi.

Lo scrigno dei tesori archeologici al MArTA

Museo Archeologico Nazionale di Taranto © Vittorio Sciosia

Verso il Ponte di San Francesco di Paola è impossibile non notare l’imponente Castello Aragonese, un altro monumento simbolo, che sorge sopra una precedente fortificazione bizantina.

Al di là del Ponte merita una visita il Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA). Il museo espone una tra le più grandi collezioni di manufatti risalenti al periodo della Magna Grecia; tra questi, i preziosissimi gioielli antichi, forgiati in metalli raffinati, che testimoniano la storia della città e della lavorazione di questi oggetti: sono gli ori di Taranto.

Durante il percorso museale è possibile ripercorrere le vicende tarantine dalla preistoria all’epoca romana, passando per il periodo spartano, vero punto focale della storia cittadina.

Crispiano, il Vallone e i vini pregiati

Crispiano © Vittorio Sciosia

Una visita a Taranto non si può fermare nel suo centro storico. La sua provincia va vissuta come la città: lasciandosi trasportare. E così tra i cespugli verdi caratteristici del Mediterraneo, avanzando nell’entroterra, giungiamo a Crispiano. Questo piccolo comune sorge nei pressi di un solco carsico, chiamato Vallone: una gravina che, grazie alle sue grotte, fu abitata e utilizzata come complesso tombale, sin dalla preistoria. Nella zona sono stati rinvenuti numerosi reperti antichi di grande valore, tra cui alcuni degli ori di Taranto conservati nel MarTA. Nel Medioevo presso le grotte del vallone sorgeva l’abbazia di Santa Maria di Crispiano.

Il moderno centro abitato si è sviluppato negli ultimi due secoli, sempre in prossimità del Vallone.

Oggi su questo territorio sorgono piacevoli resort, come il Wine resort Amastuola: perfettamente calato nel contesto della campagna, il giardino da cui è circondata questa struttura è davvero un’opera d’arte, fatta di vigneti, ulivi e muretti a secco. Come altri resort, questo non è solo un albergo: è qualcosa che racconta una storia contadina, antica eppure ancora viva; infatti il resort produce anche un vino biologico eccellente, riconosciuto a livello mondiale: il Primitivo Centosassi.

La tradizione della ceramica a Grottaglie

Carmelo Vestita nella sua bottega di ceramiche, Grottaglie © Vittorio Sciosia

Abbandoniamo i filari di viti per raggiungere Grottaglie, la piccola città famosa per la sua tradizione secolare delle ceramiche. Non a caso è conosciuta anche come Città delle ceramiche; un altro appellativo è Città dell’uva, grazie alla produzione di uva da tavola nelle campagne circostanti.

Tra le vie di Grottaglie le botteghe dei ceramisti si susseguono, e gli artigiani tramandano la lavorazione della ceramica ricordando l’epoca in cui a Grottaglie si trovavano i forni più grandi del mondo. Anche se i tempi sono cambiati, la tradizione rimane.

Tra i monumenti della piccola città vale una visita l’imponente Castello Episcopio, all’interno del quale ogni anno si svolgono la Mostra della Ceramica (tra agosto e settembre) e la Mostra del presepe (tra dicembre e gennaio).

Ceramiche a Grottaglie © Vittorio Sciosia

Infoutili

Dormire e mangiare

Tra le tante strutture ricettive di Taranto, consigliamo Don Alfredo: un b&b con tutti i servizi, ma speciale soprattutto per la sua posizione, trovandosi a pochi metri dal mare, e comodissimo per visitare il centro storico di Taranto; si trova a poche centinaia di metri dalla cattedrale e a 1 km a piedi dal MArTA.

Trovare un ristorante dove si mangia bene a Taranto non è difficile: la cucina mediterranea e la tradizione tarantina sono sufficienti a creare piatti prelibati in ogni angolo del centro. Vi consigliamo il Ristò Fratelli Pesce, in pieno centro, specializzato in ricercati piatti – ovviamente a base di pesce.

Il wine resort Amastuola si trova a meno di 10 minuti di auto dal centro abitato di Crispiano: oltre alle stanze, il resort offre la possibilità di gustare gli ottimi vini della cantina e pranzare nel raffinato ristorante.

A Grottaglie troviamo numerosi hotel e b&b, anche in prossimità del centro. Ad esempio il Monun Hotel, con anche ristorante e Spa: un hotel a 4 stelle che nasce dal restauro di un antico palazzo nobiliare che per molto tempo fu anche sede del convento delle suore Stimmatine. Anche il resort La dimora del Principe offre un servizio Spa in un ambiente elegante ma sempre immerso nella storia.

Crispiano © Vittorio Sciosia

Testo di Stefano Ghetti foto di Vittorio Sciosia| Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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