Normandia, sussurri dal passato

Un viaggio in Normandia significa andare alla scoperta di luoghi che hanno fatto da palcoscenico a grandi eventi storici e di scorci di natura struggente e selvaggia. Un territorio fiabesco, da ammirare senza frenesia. Solo così si potrà assaporare la vera essenza di questa regione dove tradizioni e modernità convivono senza intralci.

Testo di Gabriele Laganà foto di Marco Carulli

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Le scogliere di Etretat in Normandia ©Marco Carulli

Quando si sente pronunciare la parola Normandia ai più viene subito in mente la regione della Francia settentrionale dove è avvenuto il famoso sbarco che ha cambiato il corso della Seconda guerra mondiale. Non è un errore. Questo territorio, del resto, è plasmato da storia, cultura e tradizioni. Ma la Normandia offre tanto di più. 

È il luogo dove la natura si esalta e modella i paesaggi secondo i propri capricci. Basti pensare a Mont Saint-Michel, un luogo leggendario grazie alle maree che la contraddistinguono. Ma non è l’unico.

Incredibile è la diversità di ambienti che caratterizza questa regione: si va dalle foreste ai boschi, dalle verdi praterie della campagna alle scenografiche scogliere bianche della Costa d’Albâtre fino alla baia di Mont-Saint-Michel.

Il blu del mare si fonde alla perfezione con i colori che dipingono la terraferma. I capolavori realizzati dall’uomo si integrano con quelli forgiati dalla natura. Qui nulla è fuori posto.

Cosa fare in Normandia

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Le case di Honfleur si riflettono sulle acque del porto ©Marco Carulli

La Normandia è una terra perfetta dove riposarsi o andare all’avventura per scoprire le meraviglie del Creato. Il tutto, però, deve essere fatto con la massima calma. Solo così si potrà assaporare ogni meraviglia che offre questo territorio.

Un territorio che è una sorta di oasi di pace e di bellezza che, nonostante il lento scorrere del tempo, ha saputo conservare il proprio patrimonio culturale, architettonico e gastronomico.

Sì, perché anche i sapori sono un tesoro di inestimabile valore che la regione può vantare. Frutti di mare, sidro, il dolce teurgoule, i latticini di Isigny o i formaggi del Pays d’Auge sono delizie che soddisfano ogni tipo di palato, anche quello più esigente.

Le Havre, architettura e non solo

Un viaggio in Normandia non può che avere inizio da Le Havre, una città di fondazione relativamente recente (stiamo parlando dell’ottobre 1517) e dalla forte vocazione marinaresca: navi e marinai, contrabbandieri e mercanzie, schiavi e soldati, prodotti esotici, guerre con gli inglesi sono alcuni elementi che hanno fatto la storia di questa città.

Le Havre è risorta dalle ceneri della Seconda guerra mondiale. La città fu rasa al suolo per liberarla dalla presenza dei tedeschi. Il tributo di sangue fu tremendo. Così come furono ingentissimi i danni al patrimonio architettonico. La ricostruzione venne affidata allo studio di Auguste Perret.

L’uso quasi esclusivo del calcestruzzo fu un marchio distintivo della rinascita di Le Havre. Un marchio che ancora oggi è quasi sinonimo della città e che è valso a quest’ultima un ambito titolo. Il 15 luglio del 2005 l’Unesco iscrisse il centro della città nel Patrimonio mondiale dell’umanità. Un titolo ben meritato.

Perché proprio l’architettura ha permesso il rilancio di questa città. Il modo con cui sono stati ricostruiti gli edifici fa risaltare in modo a dir poco incredibile la luce naturale. Quella stessa luce che ispirò Claude Monet per il capolavoro “Impression, soleil levant”.

Cosa vedere a Le Havre

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Le Volcan, centro culturale a Le Havre ©Marco Carulli

Sono numerosi i tesori che Le Havre custodisce. Tra questi vi è la Cattedrale, conosciuta anche come la cattedrale di Nostra Signora, luogo di culto cattolico e monumento storico dal 1919. Nel corso dei secoli la struttura ha subito diversi gravi danni, in particolare durante la Rivoluzione francese e la Seconda guerra mondiale, ma è sempre stata ricostruita.

Questa storia turbolenta ha fatto sì che l’edificio venisse riparato senza badare troppo ad una linearità di stili. Proprio questo mix particolare ed eterogeneo conferisce alla Cattedrale una suggestiva atmosfera mistica. Da ammirare sul lato ovest spiccano la facciata barocca della struttura, decorata con figure di angeli e una grande ed imponente finestra sopra l’altare.

Altro importante luogo di culto è la chiesa di San Giuseppe che, con la sua eccezionale torre lanterna ottagonale alta 110 metri, è uno dei capolavori architettonici del XX secolo.

Non meno suggestiva è l’Abbazia di Graville, costruita a partire dal IX secolo per ospitare le reliquie di Sainte Honorine al sicuro dalle invasioni normanne. La presenza di frammenti sacri ha reso questo luogo di culto meta di costanti pellegrinaggi.

Dal sacro al profano. Un esempio incantevole dell’anima moderna di Le Havre è rappresentato da “Le Volcan”, grande centro culturale che ospita diverse sale da concerto ed una biblioteca considerata come una delle più originali di Francia.

Nei quartieri meridionali si può, invece, ammirare il lavoro compiuto da Jean Nouvel che ha posto la propria firma sui “bagni dei docks”, un complesso acquatico costituito da una decina di bacini ispirati alle terme romane.

In quest’area sorge anche il Carré des Docks, un famoso centro congressi e grande parco espositivo che consente alla città di inserirsi a pieno titolo tra le destinazioni del turismo d’affari.

Proprio di fronte ad esso sono situati i celebri Docks Vauban, strutture ottocentesche che a seguito di radicali lavori di riqualificazione sono divenuti un popolare centro commerciale e di svago.

Le meraviglie architettoniche non si esauriscono qui. Perché di grande suggestione è la Casa dell’Armatore, una delle ultime testimonianze della Le Havre del XVIII secolo. Chi visita questa costruzione potrà scoprire il modo di vivere di un commerciante del passato. Una esperienza da provare.

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L’esterno del MuMa a Le Havre ©Marco Carulli

Così come da non perdere è l’occasione di scoprire il Museo d’Arte Moderna André Malraux – MuMa Le Havre, struttura che ospita interessanti collezioni della fine del XIX e XX secolo e spazi dedicati alle rassegne temporanee ed eventi culturali.

Le Havre è anche natura, un elemento che non solo si integra alla perfezione con i paesaggi urbani ma li valorizza. Chi desidera immergersi nella tranquillità più assoluta può raggiungere i “Giardini pensili”, classificati come “giardino di pregio”.

Si tratta di un giardino botanico che copre 17 ettari, realizzato in un ex forte militare sulle alture della città che custodisce piante provenienti da ogni angolo del mondo. La struttura,  affacciandosi sulla baia della Senna, offre una splendida vista sul mare e sulla città.

Honfleur, romanticismo oltre il tempo

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Il porto di Honfleur, Normandia ©Marco Carulli

Il viaggio in Normandia può proseguire verso la vicina ed affascinante Honfleur, vivace città d’arte e di storia situata alla foce della Senna. Il porto per pescherecci e imbarcazioni da diporto, le stradine acciottolate su cui si affacciano antiche dimore di pietra, a graticcio o con pareti rivestite in ardesia sono gli elementi che esaltano questa località, un tempo roccaforte militare.

Antico e moderno si integrano e regalano alla città un’aura romantica. E proprio questo il segreto di Honfleur: essere riuscita a conservare le testimonianze di un importante passato senza rinunciare alla bellezza del presente.

I visitatori che giungono qui restano incantati dai meravigliosi scorci che sembrano parlare all’animo delle persone. Oggi come ieri. Perché in passato questa idilliaca cornice è stata fonte di ispirazione per numerosi pittori, musicisti e scrittori. Non a caso può essere considerata come la città dell’Impressionismo.

I tesori della città

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Uno dei bistrot affacciati sul porto di Honfleur ©Shutterstock

Il Vieux-Bassin, che comprende il vecchio quartiere che si sviluppa intorno al porto, è il luogo migliore dal quale partire per andare alla scoperta di Honfleur.

Qui si susseguono case antiche dai delicati colori pastello che si specchiano nelle acque del porto. Alcune delle abitazioni più affascinanti sorgono in Quai Sainte-Catherinerue de l’Homme de Boisrue du Puits.

Dall’altra parte del porto sorge il delizioso quartiere Enclos, il cui nome deriva dal fatto che in origine quest’area era circondata da bastioni e fossati che delimitavano le case. L’antica atmosfera che tutto ammanta esalta questo luogo molto apprezzato da chi ha voglia di passeggiare lontano dalla folla.

È qui che spuntano i bistrot più autentici, quelli frequentati dalla gente del posto. Luoghi dove fermarsi per gustare qualcosa di sfizioso e trascorrere del tempo osservando la vita che scorre.

Il cuore di Enclos è Place Arthur Boudin, piazza circondata da vecchi edifici in ardesia. In questo quartiere si trovano anche i granai del sale, antiche costruzione risalenti al XVII secolo che venivano utilizzate per immagazzinare il prezioso ingredienti di cucina impiegato per la pesca al merluzzo.

Di queste strutture oggi ne restano solo due ma entrambe godono di buona salute: gli edifici sono stati riconvertiti in spazi che ospitano mostre, convegni e concerti.

Una delle costruzioni più famose della città è la chiesa di Saint-Catherine, edificio in legno risalente al periodo compreso fra il XV e il XVI secolo. Il luogo di culto comprende un campanile, separato dal resto dell’edificio, che custodisce una mostra di oggetti religiosi.

Più lontano dal centro sorge Le Jardin des Personnalités, un giardino di circa 10 ettari che omaggia il passato letterario e artistico della città.

Qui si trovano statue di personaggi nativi di Honfleur o che vi hanno soggiornato come, solo per citarne alcuni, Claude Monet, Charles Baudelaire ed Eugène Boudin. A quest’ultimo è inoltre dedicato il Museo Eugène-Boudin che espone collezioni di dipinti e disegni del periodo fra il XIX e il XX secolo.

Étretat, tra natura e mito

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Le falesie di Etretat, forgiate dal mare e dal vento ©Marco Carulli

Il viaggio continua alla volta di Étretat, un tempo villaggio di pescatori affacciato sul Canale della Manica divenuta poi un’apprezzata destinazione balneare. Un luogo magico e a diretto contatto con una natura tanto magnifica quanto fragile.

Questa cittadina, residenza di personaggi illustri come Guy de Maupassant e Claude Monet, sembra essere uscita da un quadro impressionista dell’800, grazie al suo fascino retrò e ai colori pastello che ne dipingono ogni angolo.  

Ad esaltare il tutto vi è la natura: il mare ed il vento hanno scolpito le scogliere creando una successione di archi sospesi sull’acqua e falesie da vertigine. Le più conosciute sono Falaise d’Amont e la Falaise d’Aval, la cui imponenza contrasta armoniosamente con la dolcezza delle spiagge.

Falaise d’Aval è considerato uno dei punti più suggestivi della Costa di AlabastroLa sua roccia bianca, che si fonde con il blu del mare, si tinge di mille tonalità in base ai momenti della giornata.

Salendo una scalinata che parte dal lungomare si giunge in cima alla scogliera dove è presente una terrazza panoramica: da qui parte un sentiero lungo il quale ci si può fermare per ammirare vedute straordinarie.

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La Chapelle Notre-Dame-de-la-Garde spicca in cima alle scogliere di Etretat ©Marco Carulli

Lo sguardo verrà catturato non solo dall’infinita distesa d’acqua ma anche dal Porte d’Aval, il famoso arco naturale descritto da Maupassant come un elefante che beve nel mare, e dall’Aiguille de la Falaise d’Aval, formazione rocciosa isolata e lontana dalla scogliera che per molto tempo ha stuzzicato la fantasia degli scrittori.

A nord della baia è situata la Falaise d’Amont, che custodisce l’arco più piccolo fra tutte le scogliere del borgo.

Sulla sua sommità, raggiungibile in auto o a piedi, ad attendere il visitatore vi sono una romantica chiesetta a picco sul mare, la Chapelle Notre-Dame-de-la-Garde, e il monumento Oiseau Blanc, dedicato agli aviatori Nungesser e Coli che l’8 maggio 1927 tentarono di attraversare per la prima volta l’Oceano Atlantico a bordo del biplano Levasseur ribattezzato “L’Oiseau blanc” in memoria di un capo indiano.

Il luogo natio di Lupin

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Clos Arsène Lupin, il celebre personaggio frutto della fantasia dello scrittore Maurice Leblanc ©Marco Carulli

Étretat presenta anche un animo “enigmatico” e fantasioso con il Clos Arsène Lupin. In questa casa lo scrittore Maurice Leblanc è riuscito a trarre ispirazione per creare il celebre personaggio di Arsenio Lupin.

Molte delle avventure del cosiddetto “ladro gentiluomo” si svolgono proprio in questa cittadina: Qui lo scrittore compose tutte le sue opere: 19 romanzi, 39 racconti e 5 opere teatrali tutte con protagonista Lupin. La casa museo, affascinante e ricca di misteri, permette  non solo di scoprire il mondo di uno dei ladri più famosi al mondo ma anche di vivere un’esperienza stuzzicante in prima persona.

La visita dell’abitazione si svolge con modalità teatrale: in pratica il visitatore viene accompagnato dalla voce narrante dei personaggi, seguendo sette scene ad effetto: una coreografia appositamente studiata, associata a musiche e video, che ha come obiettivo risolvere il mistero dell’Aiguille Creuse, il romanzo più famoso della saga.

Avventura entusiasmante. Ma non è tutto. Perché si narra di un favoloso tesoro nascosto nel cuore di roccia dell’Aiguille Creuse, titolo del famoso romanzo e nome della guglia di Étretat.

Qualcuno crede che da qualche parte, nella casa o nei dintorni, ci sia un passaggio segreto con un cunicolo che lo raggiunge. Voci che alimentano il mito. In fondo anche questa è  la magia di una terra semplicemente incantata dove tradizioni e modernità convivono in modo perfetto.

Infoutili

Informazioni: Tutte le informazioni per viaggiare in Francia si trovano al sito www.it.france.fr/it. Informazioni più specifiche sulle proposte di viaggio sul sito del Turismo in Normandia 

Come arrivare: conviene volare su Parigi con i numerosi voli di Air France e poi noleggiare un’auto. In alternativa si può viaggiare con la propria auto

Quando andare – Clima: cominciamo col dire che se pensate di pianificare un viaggio in Normandia i mesi da evitare sono quelli che vanno da dicembre alla fine di marzo; questo a causa del clima, spesso piovoso, e delle poche ore di luce.

A dire il vero la regione atlantica francese ha un clima che è sempre molto variabile, esposta com’è ai venti in arrivo dal nord. I mesi migliori sono la tarda primavera e l’autunno, che offre colori meravigliosi.

Il tentativo è sempre lo stesso: evitare l’estate, senza dubbio il periodo più affollato, soprattutto le località balneari prese d’assalto dai turisti francesi.

Dove dormire:

Hotel Vent d’Ouest: Le Havre, 4 rue de Caligny, tel. +33.235.425069,

E’ un hotel ideale per stile e posizione, arredato in stile nautico. Si trova proprio di fronte alla chiesa di Saint Josep.

Dove mangiare:

Chez Andrè: Le Havre , 9 rue Louis Philippe, tel. +33.235.218807.

Indirizzo per nulla turistico dove si impiagano prodotti freschi e locali con l’atmosfera familiare di un posto tra amici, con lo chef che serve direttamente ai tavoli. Il conto fa uscire allegri, oltre che appagati.

Jean Luc Tartarin: Le Havre, 73 avenue Foch, tel. +33.235.454620. Ristorante con due stelle Michelin, vera icona della cucina normanna. Interni molto curati e cucina che lascerà ottimi ricordi. Conto comprensibile, considerando le due stelle.

La Margote: Le Havre 50 quai Michel Féré, tel. +33.235.436810

Il giovane chef Gauthier Teissere propone una cucina con ingredienti della regione, gustosa e originale nelle soluzioni. Carta dei vini nazionale con interessanti etichette, conto più che accettabile.


Abbigliamento: Capi comodi e scarpe da escursione. Dato il clima umido ed esposto ai venti è sempre bene avere con sé qualche capo contro il vento e la pioggia a meno che non siate abituati a portare l’ombrello.

Testo di Gabriele Laganà foto di Marco Carulli|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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