Sua maestà il tartufo sale in cattedra

Un viaggio a tema tra Alto Adige, Emilia, Umbria e Molise, alla scoperta del più prezioso tesoro del bosco: cinque mete imperdibili in cui stanarlo con il cane, degustarlo in versione classica o gourmet e imparare a cucinarlo da chef

Come ci ricorda il Centro nazionale studi tartufo, il pregiato fungo ipogeo della famiglia delle Tuberacee è conosciuto da età antichissima.

Era molto apprezzato alla tavola dei Romani che ne raccolsero l’uso culinario, quasi sicuramente, dagli Etruschi. Anche in epoca successiva lo squisito “Tuber Micheli”, gioiello dei boschi, ha continuato ad essere apprezzato nei banchetti di re, nobili ed alti prelati grazie al sapore ed all’aroma che, per qualche cuoco di corte dell’epoca,  era una sorta di “elisir” in grado di provocare un effetto estatico.

Oggi il tartufo è il “re della cucina” utilizzato nella preparazione di numerosi piatti che non debbono avere sapori troppo marcati che potrebbero coprirne l’aroma.

Il periodo in cui ne è ammessa la raccolta è quello autunnale, con un calendario diverso da regione a regione. Andiamo a scoprire il più prezioso tesoro del bosco con un viaggio a tema attraverso Alto Adige, Emilia, Umbria e Molise.

Per gli innamorati in cerca di gusto e romanticismo

Incominciamo con l’Alta Valle Isarco in Alto Adige, dove il Romantik Hotel Stafler di Vipiteno (Bz) con la firma di Peter Girtler, chef due stelle Michelin, organizza dal 18 novembre al 6 dicembre 2022 le Settimane del Tartufo.

Molto interessante l’offerta: due notti in camera o suite di charme con colazione regionale e buffet dolci nel pomeriggio, menu a scelta da 6 portate e uno esclusivo a base di cinque specialità al tartufo nell’antica Gasthofstube, aperitivo con lo chef Peter Girtler, e total relax nell’oasi benessere Romantica, con un buono wellness di 25 euro per un massaggio rilassante aromatico. Il prezzo per 2 notti è a partire da 351 euro a persona.

Una giornata da tartufaio

Balzo veloce dall’Alto Adige all’Emilia e precisamente in provincia di Parma dove i boschi della Valtaro, piccola capitale del porcino Igp, custodiscono anche il prezioso fungo ipogeo. Si può andare a caccia fino a marzo, partecipando a “Una giornata da tartufaio” affiancati da una Guida ambientale escursionistica e con l’ausilio del cane da cerca.

S’impara qui a individuare e raccogliere il tartufo, ma non finisce qui: lo chef Mario Marini dell’agriturismo “Il Cielo di Strela”, insegna anche tutti i segreti per pulire e cucinare il tartufo nero. Prenotazione obbligatoria al cell: 348-2885159.

Lo chef Paolo Balboni ed il suo menu a tema

Sempre in Emilia-Romagna, nell’Appennino modenese, il tartufo nero e quello bianco sono di casa. Si entra a casa dello chef Paolo Balboni, al ristorante EXÉ di Fiorano Modenese (Mo) che sul tesoro del bosco ha elaborato un menu indimenticabile. Prima dell’esperienza a tavola, un aperitivo imperdibile: il corso per preparare la celeberrima pasta all’uovo con la sfoglina, come nella migliore tradizione emiliana, e i consigli dello chef per preparare il tartufo come i grandi, con un’appetitosa lezione di cucina. Alla fine ……. tutti promossi al gran banchetto finale.

In Umbria alla scoperta del tartufo nero

Il Relais Borgo Campello a Campello sul Clitunno (Pg)  è la destinazione ideale per andare alla scoperta degli habitat prediletti del pregiato tartufo nero umbro il cui tempo di raccolta è tra dicembre e gennaio. Luogo meraviglia da un antico borgo italiano recuperato, l’albergo diffuso tra i colli meno battuti dell’Umbria organizza un’esclusiva caccia al tartufo con il cavatore e il suo cane.

Rigenerante la camminata tra i boschi mentre ci si lascia sorprendere dal tesoro, ingrediente che finirà in tavola per la cena preparata dalla cuoca del relais.


Borgotufi: tour esperienziale alla scoperta del tartufo bianco e nero


Da ultima la proposta di Borgotufi, albergo diffuso di Castel del Giudice (Is) in Molise. Perfetta per i bambini, cui è anche dedicato un menu speciale. Da qui, si parte per una giornata nell’azienda agricola Le Tartufaie, tra i boschi molisano-abruzzesi, e un tour esperienziale alla scoperta delle varianti nere e bianco pregiato, dell’ambiente in cui nascono, e per vedere da vicino la cavatura con i cani.

Poi, l’indimenticabile pic-nic su sedute in fieno o nella casetta vintage con vista, ad assaggiare una superba degustazione di prodotti a chilometro zero.

Testo di Tiziano Argazzi|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com

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