Nel cuore del Lazio, Tarquinia unisce archeologia e natura: dalle tombe dipinte etrusche alla Riserva delle Saline con i fenicotteri rosa, fino al borgo antico e all’arte accessibile del Museo Archeologico, in un viaggio emozionante tra storia, bellezza e inclusione.

Per i boomer romani Tarquinia è uno dei luoghi del cuore, meta delle gite scolastiche del liceo con i pic nic nei prati intorno alla necropoli etrusca, i bacetti dietro le tombe, i cori con le canzoni di Lucio Battisti al ritorno in pullman.
Uno dei siti archeologici più affascinanti del mediterraneo, la cosiddetta collina di Monterozzi, è un’area praticamente tutta coperta di sepolture – più di seimila – scavate nella roccia o coperte da tumuli e la serie straordinaria di tombe dipinte è stata definita ‘il primo capitolo della storia della pittura italiana’.
Oggi, attraverso un vetro per proteggere i dipinti murali, si possono visitare ventidue ipogei decorati con scene di atleti, cacciatori, pescatori, suonatori e giocolieri, belve feroci e uccelli, banchetti e cortei che narrano inconfutabilmente lo stile di vita degli etruschi. La tomba delle Leonesse, quella dei Leopardi e Caccia e pesca mostrano le pitture più belle che ora si arricchiscono anche di una vista virtuale inquadrando il QR code all’ingresso.
Riserva Naturale delle Saline di Tarquinia

Oggi per le scolaresche in gita e per gli escursionisti amanti del verde la visita alla Riserva Naturale delle Saline di Tarquinia svela un aspetto fino a poco tempo fa sconosciuto nello scenario turistico della zona.
Infatti oltre le dune della spiaggia, altro elemento di richiamo di Tarquinia, si trova una laguna costiera con elevata salinità che è stata sfruttata fin dall’epoca etrusca e romana e poi ripresa nel 1800 dalla Chiesa che stava cercando un posto che sostituisse le saline di Ostia, alluvionate.
Nonostante i vecchi impianti l’area non è mai stata priva di fascino e fu scelta dal regista Luigi Comencini per ambientare alcune scene del film ‘Pinocchio’.
L’attività di produzione del sale si è definitivamente interrotta negli anni’ 90 e vista la presenza tutto l’anno di numerose specie di uccelli stanziali e migratori – il fenicottero rosa, la garzetta, l’airone cinerino, il cavaliere d’Italia, il gabbiano corallino, l’airone Bianco, il falco pescatore, il germano Reale, il cormorano, la quaglia, il fagiano – è stata istituita la Riserva Naturale di Popolamento Animale ed affidata oggi al Comando Unità per la Tutela Forestale Ambientale e Agroalimentare dei Carabinieri.
Durante la visita si segue il sentiero che costeggia uno stagno di acqua dolce ed un laghetto creato sulle ex vasche di precipitazione del sale e soprattutto d’inverno è facile avvistare i fenicotteri rosa e con un pò di fortuna anche qualche tartaruga, volpi, istrici, porcospini e scoiattoli.
Il borgo antico di Tarquinia

Descritta dal poeta Vincenzo Cardarelli “con l’orgoglio della perfezione in tutto…chiese, torri, campanili, case gentilizie, archi, logge e piazze, ogni cosa rispondeva ad un leggiadro principio di armonia”: il borgo antico si dipana dentro vicoli stretti tra torri e campanili, ma su piazza Cavour dà corpo a tutto il suo fascino.
La terrazza è aperta sul panorama verso l’immensa campagna verde, in fondo alla quale si vede il mare e sui lati il Teatro Comunale dedicato a Rossella Falk, il sempre affollato Caffè Impero e di fronte l’elegante Palazzo Vitelleschi sede del Museo Archeologico.
Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia

Per secoli è stato una dimora signorile in stile rinascimentale, uno dei simboli dello splendore cittadino. Lo fece costruire il Cardinale Giovanni Vitelleschi tra il 1436 e il 1439 e dal 1924 è sede del Museo Archeologico Nazionale che raccoglie tutti i reperti provenienti dagli scavi condotti nell’area cittadina e nella necropoli oltre alla collezione privata dei Conti Bruschi-Falgari.
E’un percorso espositivo che abbraccia un arco cronologico che partendo dall’età del ferro arriva all’epoca romana concentra la sua grande attrattiva nella sala dei sarcofagi ed il suo culmine nell’altorilievo dei ‘Cavalli alati’, oggi simbolo di Tarquinia.
L’opera si pensa facesse parte del frontone del tempio dell’Ara della Regina, un tempio etrusco del IV secolo a.C. situato sul Pian di Civita nei pressi della città.
Fino al 4 maggio la visita si arricchisce di un altro capolavoro: la Madonna di Tarquinia di Filippino Lippi per qualche mese è tornata nel luogo in cui fu concepita, commissionata al pittore dal Cardinale Vitelleschi per la cappella del palazzo.
In questa occasione il dipinto si trasforma in una nuova esperienza sensoriale diventando un’opera inclusiva, non solo da ammirare, ma anche da esplorare con le mani nella versione tattile progettata da Skylab Studio per essere accessibile anche alle persone ipovedenti.
Informazioni Utili
Pro Loco Tarquinia Associazione turistica, Via G. Garibaldi 19, Tarquinia, prolocotarquinia2021@gmail.com tel. 3381306997
Le Saline di Tarquinia Per informazioni e visite: Comando Unità per la Tutela Forestale Ambientale e Agroalimentare Carabinieri, Posto Fisso di Tarquinia UTB Carabinieri Roma Località Saline, tel. 0766864605, pf.salineditarquinia@frestale.carabinieri.it
Ufficio territoriale Carabinieri per la Biodiversità di Roma, tel. 0646657673 www.carabinieri.it
Come arrivare
In treno con l’Etruschi Line dalle Stazioni di Roma Termini, Roma Tuscolana, Roma Ostiense, Roma Trastevere e Roma San Pietro il viaggio in treno dura 75 minuti e parte circa ogni ora. (Orari su www.trenitalia.it)
In autobus con i bus Cotral in partenza da Roma Laurentina (orari su www.cotralspa.it)
In auto da Roma tramite l’A12 sono 90 km. Da Grosseto invece si segue la statale Aurelia fino a Tarquinia. Anche in questo caso sono circa 90 chilometri. Da Viterbo, è consigliabile percorrere la superstrada Orte-Civitavecchia, fino all’uscita Monte Romano est (località Cinelli). Da qui si prosegue sulla statale Aurelia bis, fino all’incrocio per Tarquinia. Altrimenti si può scegliere di passare per Tuscania. Entrambi i percorsi sono di circa 45 chilometri.
Dove mangiare
THERRA – Osteria e Carne al Fuoco, Via Vitelleschi 9, tel. 0766032049
FALCIONI – Lungomare dei Tirreni 5, tel. 0766864692
Dove dormire
Le Torri di Tarquinia, via dell’Orfanotrofio 12, tel. 329 0930527, www.letorriditarquinia.it/
Testo e foto di Emanuela De Santis|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com









































