Un viaggio che inizia da Oviedo, la capitale ‘locale’, e si addentra tra paesaggi incontaminati, in luoghi ancora intatti dove gustare la gastronomia più autentica: il fascino di una regione risparmiata dalla frenesia turistica.
Testo e foto di Emanuela De Santis

La pressione turistica non ha intaccato il cuore verde della Spagna. Le Asturie, la regione più a settentrionestretta tra il Mar Cantabrico e la lunare catena montuosa dei Picos de Europa, è uno degli ultimi paradisi verdi del Paese, con pascoli, boschi selvaggi e calette rosicchiate dalle onde.
Piccole spiagge che sono il rifugio estivo degli spagnoli che evitano la pazza folla delle isole, della Costa Brava o della Costa Del Sol.
Le Asturie, un pianeta a parte
Risparmiate dal tornado immobiliare che ha deturpato i litorali iberici, le Asturie restano una meta turistica per happy few.
È il clima capriccioso e umido che determina i paesaggi naturali così cangianti della regione: addentrarsi all’interno lasciandosi alle spalle i suoi oltre 300 chilometri di costa è come scoprire un altro pianeta.
In treno per felici scorpacciate
L’arrivo del treno ad alta velocità che attraversa il ventre dei Picos con una serie di profondi tunnel ha ridotto i tempi di percorrenza tra Madrid e la capitale locale, Oviedo.
Così da adesso i weekend per i madrileni e le vacanze due in uno per i visitatori sono più allettanti che mai; accorrono anche i buongustai attratti dalla storia gastronomica delle Asturie.
La grande varietà di prodotti del territorio, e la ricchezza dei sapori legati alla tradizione sono un irresistibile richiamo per gli amanti della tavola.
Un elenco che fa muovere i succhi gastrici: dai fabes, i grossi fagioli locali di color bianco crema, al cabrales, formaggio erborinato a base di latte vaccino, ovino e caprino che matura in grotta avvolto in foglie di acero.
E poi i sapidi salumi come il chosco de tineo, salume dal forte sentore di paprika affumicato nelle cocinas de ahumado con legni di essenze locali e stagionato sui carros, lunghi pali di legno. Senza dimenticare il sidro, la bevanda più popolare.
Oviedo, tesoro di Spagna

Oviedo è uno dei gioielli storici della Spagna. Una breve passeggiata attraverso il parco di San Francisco conduce nel centro storico, cuore della vita cittadina.
Qui si passa dalla fontana della Foncalada e poi al monastero di San Vicente con il museo Archeologico.
Magnifica la cattedrale del Salvador con la Cámara Santa, cappella preromanica che custodisce uno dei sudari del Cristo.
Nel gomitolo di strade pedonali gli stucchi rococò sfidano le forme delle sculture contemporanee, dalle donne giunoniche di Botero alla figura minuta di Woody Allen, omaggiato con una statua per aver qui ha girato il suo “Vicky Cristina Barcelona”.
Un carnet per i gastroturisti

I banchi e i chioschi del mercato centrale di El Fontàn offrono tutte le prelibatezze locali, ma anche le vie laterali svelano qualche chicca come Casa Maribel, indirizzo di tradizione per la scelta dei prodotti tipici, e la storica macelleria Arrieta, rinomata per le salsicce alla paprika e le carni da allevamenti asturiani.
La fabada, stufato di fagioli e carni di maiale (pancetta, spalla, morcilla di sanguinaccio, chorizo), il pote, zuppa di fagioli, patate e cavoli e soprattutto il cachopo, cotoletta fritta preparata con due fette di fesa di vitello farcite con jamòn serrano e formaggio asturiano, con la sua crosticina croccante che al morso cede alla morbidezza del goloso ripieno, sono alcune delle specialità che non possono mancare nelle trattorie tipiche.
Da El Fartuquìn, ai fornelli comanda ancora una guisandera, la cuoca maestra di cucina asturiana.
Herminio è l’unico llagar (frantoio per il sidro) di Oviedo, ma le sidrerías si aprono ovunque, in particolare nella calle Gascona, ribattezzata “Cider Boulevard”, dove i camerieri si sfidano nell’arte di escanciar un culete, mescendo il sidro a braccia tese, bicchiere in basso e bottiglia in alto, tecnica necessaria per non far perdere alla bevanda la sua schiuma e il suo perlage di frizzanti bollicine.
Andar per sidrerie

Tra botti e bottiglie che disegnano il décor d’effetto della gastronomia-sidrería Tierra Astur si comprano specialità asturiane, si mangia pesce del Cantabrico o carne di ternera asturiana, il bovino locale, cotto alla brace di legna.
E si degusta infine la sterminata varietà di formaggi regionali: oltre al cabrales, l’intenso e pungente casin, il gamonéu, grasso, sapido e leggermente affumicato.
E ancora, il rey silo, floreale ed erbaceo grazie alla biodiversità vegetale dei pascoli asturiani, il teyedu, un cabrales più cremoso e l’afuega’l pitu, sia quello stagionato che quello appena fatto; quest’ultimo da gustare accompagnato da miele, zucchero o fragole fresche.
Mai senza dolci

La pasticceria è un altro vanto della città che nel 2024 ha ottenuto il titolo di capitale spagnola della gastronomia.
Fanno ormai parte della storia di Oviedo i carbayones, pasticcini glassati ripieni di pasta di mandorle (i più buoni sono quelli della confitería Camilo de Blas), le moscovitas, friabili cialde di mandorla e cioccolato (provatele nella pasticceria Rialto) e i dolci casalinghi della tradizione, le casadelles, fagottini imbottiti di noci e anice.
L’itinerario cittadino si completa con una gita fuori porta, quattro chilometri lungo la carretera che si avvolge tra i castagneti del monte Naranco, fino a scoprire le forme ieratiche delle chiese preromaniche di San Miguel de Lillo e di Santa María.
La 634 è l’arteria che lascia Oviedo ad est in direzione di Arriondas, da dove una carretera devia verso Cangas de Onis, attraversa vallate e gole, si arrampica su colline pietrose, lambisce i pascoli bradi attorno alle casonas, le fattorie trasformate in alberghi.
Quindi sfiora i borghi fitti di casolari e di horreos, granai di legno appoggiati su pilastri di pietra, fino a raggiungere il Mirador de la Reina, il belvedere naturale da cui lo sguardo abbraccia i Picos de Europa e la costa Cantabrica.
Incantano i laghi glaciali di Covadonga, dalle acque azzurre in cui il cielo si riflettecome una lastra di cristallo lucidata dalla brezza dell’Atlantico.
Il Santuario neoromanico della Vergine di Covadonga, uno dei luoghi più sacri di Spagna, appare all’improvviso in uno sbuffo di nebbia, in bilico su uno spuntone di roccia come i castelli delle favole.
In gita fuori città
La campagna color verde smalto e i campi arati che si spingono fino alle rive del rio Sella raccontano una vita rurale i cui prodotti, dai fagioli ai formaggi artigianali, confluiscono nel mercato domenicale; da non perdere il ponte d’età romana, attrazione principale di Cangas de Onis.
Cangas de Onis è il paese dove andare a dominguear, a fare struscio tra le bancarelle allineate sotto i portici, tra il Palaciu Pintu e la chiesa di Santa María; finito il vagabondaggio tra le bancarelle si va poi a tapear nelle sidrerie.
Paradiso dei canoisti, il fiume saltella e serpeggia fino all’estuario di Ribadesella, a nord, l’antico porto dei brigantini che salpavano carichi di avventurieri in cerca di fortuna nelle Indie; oggi è una località di glamour cantabrico.
Gastronomia costiera

Ribadesella ha il fascino insolito di un villaggio di pescatori punteggiato da eleganti palazzine eclettiche e abbracciato dal promontorio del Corbero.
E in alto sull’altura svetta un eremo cinquecentesco che sta a guardia della spiaggia a ferro di cavallo. La 632 ritorna verso Oviedo correndo lungo la costa e sfiorando il borgo di Lastres, un tempo centro della pesca alle balene.
Oggi i cetacei vivono sereni e qui si sosta per un assaggio gourmet; che sia un piatto di fabes con almejas (fagioli con le vongole), una porzione di pitu de caleya (pollo ruspante in casseruola) o una fetta di torta al sidro dall’intramontabile Eutimio.
Eutimio è assieme hotel, ristorante e conserveria dove si inscatolano specialità come la cococha de merluza, ovvero la gola di merluzzo, e le prelibate alici del Cantabrico.
Subito oltre ecco Gijón, sintesi affascinante di borgo marinaro e città d’arte, una storia raccontata dai suoi luoghi simbolo come le terme romane e la casa-museo di Jovellanos dove è raccolto il meglio della produzione artistica asturiana.
Dal lungomare, che disegna tutto il perimetro cittadino, si taglia verso la plaza Mayor, dove la movida comincia di primo mattino, nelle sidrerie sotto i porticati che fanno da sipario alle file ordinate di banchi di cecina de vaca, la bresaola asturiana, e di boroña, il tradizionale pane di farina di mais.
Aviles, bellezza dell’Atlantico

Ad Aviles l’architettura moderna del centro culturale Niemeyer si avvita a spirale sui caratteristici palazzi in stile atlantico che impreziosiscono il centro storico: una prospettiva di facciate colorate, balconi sospesi, bovindo, terrazze in bilico sui porticati.
E sotto gli ombrosi portici si aprono le botteghe di specialità antiche come il bollo, il pane dolce della tradizione sefardita, o le marañuelas, soffici brioches profumate di anice e limone.
Ancora venti minuti d’auto qualche chilometro a nord di Oviedo, correndo incontro ai cavalloni che s’infrangono sulla costa brulla di Cudillero e si giunge al borgo, un grumo di case appese alla scogliera che circonda il porticciolo.
Nelle taverne, a sera, è rimasto qualche turista solitario, gomito a gomito con i locali, a sorseggiare un ultimo bicchiere di sidro prima di perdersi nel gomitolo di viuzze umide, spazzate dal vento dall’Atlantico.
Infoutili
Informazioni: sul sito dell’Ente del turismo Spagnolo
Come arrivare: Voli da Roma a Oviedo con Ryanair (da 73 € A/R) e Vueling (da 300 € A/R) e da Milano Malpensa con Vueling (da 112 € solo andata) e da Orio al Serio con Volotea (da 83 € solo andata)
Dove dormire:
Hotel NH Principado **** Calle San Francisco 6, Oviedo, tel. +34985217792
El Moderne Hotel Calle Marqués San Esteban 27, Gijòn, tel. +34984080809,
Parador di Villanueva a Cangas de Onís, Monasterio de San Pedro de Villanueva s/n Villanueva (Cangas de Onís). tel. +34 985849402
Hotel NH Avilés ***** Plaza de España, 9 Avilés, tel. +34985129080
Dove mangiare:
Casa Fermin, Calle San Francisco 8, tel. +34 985216452; una ristorazione di gran livello, tradizione ed evoluzione.
Sidreria Tierra Astur Parrilla, Calle Gascona 9, Oviedo, tel. + 34 984846624; sidreria con brace e grande assortimento di formaggi
Restaurante Casa Eutimio, Calle San Antonio, Lastres, tel. +34 985850012, ristorante tradizionale con annesso laboratorio di lavorazione del pesce.
Shopping
Mercato El fontan, Plaza 19 de Octubre, Oviedo, tel. +34 985204394. Il mercato centrale di Oviedo con grande assortimento di formaggi, legumi e salumi.
Casa Maribel, Calle Fierro 2, tel.+34 985 226 742, Oviedo. Prodotti tipici tra cui il Chosco de Tineo IGP è un salume crudo, affumicato, essiccato e insaccato in budello di suino,
Carniceria Arrieta, Calle del Peso, 6, Oviedo, tel. +34 985 219599 macelleria con prodotti tipici della lavorazione del maiale
Pasteleria Rialto, Calle San Francisco, 12, Oviedo, tel. +34 985212164, pasticceria storica famosa per i biscotti chiamati moscovitas.
Pasteleria Camilo de Blas, Calle Jovellanos 7, Oviedo, tel. +34 985 211 851; altra pasticceria storica famosa per i carbayones, dolcetti ripieni di pasta di mandorle.
Coalla Oviedo, Calle Asturias, 14. tel. +34 984 181 800. Enoteca con prodotti tipici
Crivencar, Calle Santa Susana, 2, Oviedo, tel. +34 985223272. Salumeria con prodotti locali
Testo e foto di Emanuela De Santis|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com






































