Anche ritornando in luoghi conosciuti in realtà c’è sempre qualcosa di nuovo, perché noi siamo cambiati e altrettanto lo sguardo, il nostro percepire, le occasioni esterne così variegate e molteplici. Ma al di là di sensibilità soggettive, effettivamente a Tel Aviv, rispetto all’anno scorso ci sono delle realtà nuove come per esempio la Mitcham Hatachana, ovvero l’ area della Stazione.

L’area offre 22 edifici di varia architettura, rappresentativi ciascuno di uno stile o di un momento storico differente come per esempio il terminal commerciale del 1892 o la Casa Rossa con richiami arabi; due carrozze d’epoca raccontano in una mostra fotografica le varie fasi del recupero. Spazio aperto per i giovani, per i vecchi, per tutta la città ed i turisti, vi confluiscono ora mostre d’arte, shopping, gadgets solo su Tel Aviv, atelier per i più piccoli, incontri di design, ristoranti e varie manifestazioni culturali, adesso mi pare si dica “events”. Ho trovato bellissimi gli interni del negozio della casa cosmetica israeliana Ahava, i cui prodotti sfruttano le proprietà delle acque del Mar Morto (non ho beccato nessuna percentuale per questa pubblicità).
Naturalmente c’è molto gente e molto movimento, ma i negozi sono numerosissimi e smaccatamente nuovi di pacca, aleggia nell’aria forte odore di business e, per quanto mi concerne, del troppo “restaurato”, ma senz’altro meglio così: monumentalizzare con un restauro attivo l’area piuttosto che radere al suolo una pagina di storia, parte integrante della città, per farci un parcheggio, un grattacielo o un supermercato.
Testo e Foto di: Sarah Nathan













































