Churchill: patria di sua maestà l’orso polare

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Tra Wapusk e Churchill, nel nord canadese, si trova una delle aree di riproduzione di orsi polari più importanti al mondo. Nascono, crescono, si riproducono e, se necessario, migrano, ma il riscaldamento globale di cui tanto si parla li sta davvero mettendo in serio pericolo.

E’ il gigante dei ghiacci, l’icona universalmente riconosciuta del mondo artico, una macchina biologica straordinaria capace, come pochissimi altri animali al mondo, di adattarsi ad uno degli ambienti più ostili del nostro pianeta.

Non ci sono dubbi che stiamo parlando di sua maestà orso polare che, per uno strano amore archetipico, o forse reverenziale, lo abbiamo seguito e rincorso per sette anni, da una parte all’altra dell’artico, proprio per potervi mostrare le immagini di questo servizio e raccontarvi, ci auguriamo, qualche bella storia.

Diffuso in tutto l’areale polare e circumpolare, l’orso bianco vive in Russia, Groenlandia, Alaska ma è soprattutto concentrato in Canada e nelle isole Svalbard. E proprio a Wapusk, una fetta di terra dispersa negli sconfinati territori del nord canadese, divenuto parco nazionale solamente nel 1996, si trova una delle aree di riproduzione più importanti al mondo, assieme a quelle di Kong Carl nelle Svalbard, che però non è visitabile.

Mamme orse giungono a Wapusk attorno al mese di ottobre ed iniziano con le prime nevicate a scavare la propria tana, quella più adatta per trovare un po’ di comfort e riparo per dare alla luce, in serenità, i propri cuccioli che arriveranno nel giro di un paio di mesi. Quando nascono gli orsacchiotti sono dei batuffoli di pelo che pesano qualche etto e la loro rapida crescita dipende esclusivamente dal latte materno. Tanto belli a vedersi quanto difficili a farsi fotografare però!

A marzo, quando i cuccioli sono già agevolmente in grado di camminare e di spostarsi, le temperature sono bassissime, raramente superiori ai -30° e quando il blizzard, il gelido vento del polo, soffia incessantemente verso sud, il termometro precipita in fretta e cogliere un’effusione fra mamma orsa ed i suoi dolci cuccioli può significare restare immobili per 5 o 6 ore a -53°, come è successo nel nostro caso!

Il senso di protezione verso i piccoli è assoluto visto che in questi ultimi anni, proprio per mancanza di cibo, sono sempre più frequenti i casi di antropofagia con attacchi dei maschi adulti che non esitano a sottrarre i piccoli alle madri.

Il riscaldamento globale, di cui tanto si parla, non è purtroppo un fenomeno di mercato o un’esasperazione mediatica, quanto piuttosto un fenomeno reale e tangibile che si evidenzia maggiormente proprio nelle aree artiche e antartiche, le più sensibili ai cambiamenti climatici appunto. La ricerca di cibo si fa sempre più ardua e a Churchill, una quarantina di chilometri a nord da Wapusk, questo lo sanno bene. Sia gli orsi che gli uomini. Churchill, oggi giustamente battezzata capitale mondiale dell’orso polare, è un villaggio di 900 persone, nato negli anni ’30 sulle rive della baia di Hudson come trading-post per carni e pellicce e poi divenuto un punto d’appoggio nella seconda guerra mondiale.

Negli ultimi 10 anni le temperature medie di questa piccolissima cittadina sono aumentate di ben 8 gradi e il disgelo della baia arriva due settimane e mezzo prima rispetto agli anni ’80 con la conseguente diminuzione del territorio di caccia dell’orso, il pack, piattaforma ideale per l’appostamento alla foca. La popolazione degli orsi è scesa del 20% ed il peso è diminuito di circa una ventina di chili ed in alcuni casi si è registrata una migrazione degli orsi bianchi verso sud dove, per ragioni climatiche e di prede, hanno dovuto cambiare la propria dieta e si sono addirittura incrociati con i grizzly che invece, per gli stessi motivi  di clima, sono saliti a nord, dando vita ad una nuova razza: gli orsi grolari.

Ma non tutti gli orsi che popolano la baia di Churchill però si sono adattati a questa migrazione inversa e ci sono alcuni esemplari che preferiscono ad esempio procurarsi il cibo facile, in città ad esempio! Pensate infatti che a Churchill esiste un servizio di ranger operativo giorno e notte per la localizzazione dei maschi che tentano e, talvolta con successo, di raggiungere il paese. E non solo, per sfuggire alla cattura dei rangers alcuni orsi hanno trovato anche i loro nascondigli: nei garages ad esempio! Provate un po’ ad immaginarvi la sorpresa nell’aprire la porta interna di casa e trovarvi di fronte una montagna di pelo e muscoli! Infatti per i più recidivi, esiste il carcere, proprio come per gli esseri umani, una sorta di hangar con tanto di celle a gabbia dove gli orsi vengono tenuti volutamente prigionieri per poi essere sedati, prelevati e trasportati con l’elicottero “into the wild” e qui naturalmente rilasciati. L’orso, che ha una grande memoria, si ricorderà della punizione e nella maggior parte dei casi non tornerà per 6 o 7 anni nell’areale o forse nemmeno più.

Alto fino e tre metri in posizione eretta, un concentrato di muscoli e pelliccia che può oltrepassare i 700 chili di peso, l’orso polare, come dicevamo all’inizio, è una macchina biologica meravigliosa, unica nel suo genere, capace di fiutare una preda a decine e decine di chilometri di distanza, di non andare mai in letargo e di resistere senza cibo per 5 mesi, sopravvivendo a temperature proibitive. E sempre in solitario, adattandosi ai lunghi periodi dell’inverno artico dove il sole non sorge mai sopra l’orizzonte per mesi e mesi.

L’orso polare è un camminatore instancabile, in grado di percorrere diverse decine di chilometri al giorno, ma è anche un ottimo corridore, capace di viaggiare a 50 chilometri orari in qualsiasi superficie. Ma è soprattutto un nuotatore di prim’ordine, è di qualche tempo fa la notizia, pubblicata anche da National Geographic, dell’incredibile exploit di una femmina di orso polare che, costretta a cercare riparo sulla terraferma a causa del prematuro scioglimento dei ghiacci, ha nuotato ininterrottamente per 9 giorni, percorrendo la distanza record di ben 687 chilometri!

Simbolo di forza, l’invincibile creatura dei ghiacci è oggi in serio pericolo nonostante gli oltre 25.000 esemplari attuali e che popolano l’artico da 600mila anni. Ma la natura sta cambiando forma, l’habitat dell’orso polare si sta riducendo drasticamente, spinta dai processi di antropizzazione, diretti o indiretti. Nelle isole Svalbard ad esempio, a causa dell’alto tasso di PCB (policlorobifenili) presente nell’aria e frutto dell’inquinamento umano, sono stati trovati da alcuni scienziati orsi ermafroditi. L’uomo ha le sue responsabilità in tutto questo, nell’aver accelerato un processo che avrebbe avuto una evoluzione decisamente più lenta e naturale. Auguriamoci solo che un giorno, a parlare degli orsi bianchi, non restino solamente le immagini…

Testo e foto di Luca Bracali  |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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Info utili

Informazioni: sul sito ufficiale Travel Manitoba

Come arrivare: per raggiungere Churchill è necessario acquistare un volo per Winnipeg, capitale del Manitoba, servita da diversi voli al giorno su Toronto, Montreal, Chicago, Ottawa, Minneapolis Edmonton e Calgary. Settimanalmente da Winnipeg partono voli per Churchill. In alta stagione i voli diventano quotidiani.

Quando andare – Clima: le stagioni più indicate per visitare Churchill sono l’estate e l’autunno, indicativamente da metà giugno a fine novembre. La fine della stagione turistica, tra ottobre e novembre, è però il periodo ideale per avvistare gli orsi polari, che restano in attesa del congelamento del mare prima di disperdersi sulla banchisa. Meglio non andare a Churchill durante l’inverno a causa delle temperature molto rigide, di decine di gradi sotto lo zero.

Fuso orario: – 7 ore rispetto all’Italia.

Documenti: passaporto in corso di validità, valido per almeno 6 mesi dalla data di entrata in Canada.

Vaccini: attualmente nessuna vaccinazione è obbligatoria.

Lingua: Inglese e Francese.

Religione: cattolici 38,7%, protestanti 6,1%, altri cristiani 13,9%, musulmani 3,2%, ortodossi 1,7%, ebrei 1%, buddisti 1,1%, induisti 1,5%, sikh 1,4%, non religiosi/atei 23,9%, altri 0,6%.

Valuta: dollaro canadese.

Abbigliamento: il clima di Churchill è estremamente variabile e con escursioni termiche rilevanti.

Per l’estate è bene portare maglioni e pantaloni lunghi per le giornate più fresche. Utile anche una giacca a vento. In ottobre e novembre meglio vestirsi a strati per ripararsi dal vento freddo, pioggia ed eventuale neve. Mettere sicuramente in valigia sciarpa, guanti e cappello.

 

 

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