
Infatti, là dove ben tre regioni (Emilia Romagna, Toscana e Liguria) si incontrano troviamo la Lunigiana, zona affascinante e golosissima. “La singolarità della nostra cucina – spiega Luca Barli che con mamma e papà ha ristrutturato il podere dei nonni trasformandolo in un Agriturismo dal nome gioioso – si ritrova nell’unione di ingredienti propri di cucine regionali diverse come la ligure, l’emiliana e la toscana, unione che crea sapori unici”. Piatti semplici ma golosi, ecco svelato il “segreto” della cucina.
E sono sapori come quelli dei testaroli, forse il piatto che meglio di ogni altro rappresenta lo sposalizio tra cultura e gastronomia. Cosa sono i testaroli? Semplicissimi dischi di farina, acqua e sale cotti – da qui il loro nome – in tipici contenitori di ghisa detti “testi” e serviti tagliati “a rombo”, con abbondante pesto ligure. Si potrebbe dire, giocando sulle parole, che da queste parti il cibo è una questione di testa e di “testi”.
La particolarissima cucina della Lunigiana, fatta di originali accostamenti di cucine diverse tra loro, prende “vita” nelle mani dello chef Matteo Domenichini. Fin dall’antipasto sono una vera e propria girandola di aromi e sapori di lunigiana. Gli ospiti del ristorante (aperto tutto l’anno e in un ambiente accogliente con tanto di camino) possono scegliere tra vari piatti, tipici e biologici, tutti cucinati ad arte.
Quello che segue è solo un esempio, ma è bene assaggiare una vera chicca dello chef Matteo: la bomba di riso al piccione, “esplosiva” ricetta tipica di queste terre “emiliane-toscane-liguri” (per dovere di cronaca, va però ricordato che l’originale arriva dal cuore dell’Emilia Romagna).
Allora, per cominciare, un tradizionale antipasto pontremolese con torta di patate e porri, torta di erbe da campo e “panissa” (una polentina al rosmarino a base di farina di ceci e fritta in olio bollente), servita con la tipica “mortadella” della zona – più simile ad una salame che non alla tradizionale “Bologna” – e il classico lardo di Colonnata, ottimo con la focaccia. Come primo piatto, ovviamente, i testaroli. Per secondo, invece, una sorpresa semplice ma gustosa: carré di agnello cotto sulla griglia e servito con carotine e fagiolini.
Insomma, il soggiorno all’Agriturismo “La Burlanda” assicura un benefico stacco dalla quotidianità per immergersi in una realtà dai ritmi rilassati e dove iniziare a coccolarsi fin dal mattino con le squisite torte fatte in casa da mamma Maruska. E poi, prima di partire, una bella scorta di vini che produce i deliziosi “Sassofonista” (bianco) e “Rullante” (rosso), ma è bene anche fare provviste di miele (acacia, castagne, millefiori) e dei golosi salumi curati da papà Adriano.
Ma non è tutto. La Burlanda propone “Burlanda Campus” con il programma “Bambini in fattoria”: passeggiate nel verde, laboratori, fattoria didattica, aiuto compiti, giochi interattivi, orienteering.
Come arrivare e dove si trova
Da Sarzana, seguire l’indicazione “Giucano Fosdinovo”
Agriturismo La Burlanda, Giucano Fosdinovo, via Fabiano, 6 – Tel. 0185/628286 – Cell. 3336244525 – e-mail: info@laburlanda.com
di Stefania Bortolotti |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































