C’è “Botero” a Bologna

Nel Palazzo Pallavicini c’è “Botero” in mostra, con un’esposizione di 50 opere mai viste prima a Bologna, tra cui acquerelli e disegni.

Palazzo Pallavicini si trova nel cuore di Bologna, a pochi metri da Piazza Maggiore e dalle Due Torri. Fu eretto nel Quattrocento e restaurato alla fine del Seicento: da quell’epoca provengono i meravigliosi affreschi e lo scalone monumentale. Da allora il palazzo ospita il salone con tetto a lanterna più alto della città. Questo palazzo già di per sé spettacolare viene esaltato ancora di più dalle mostre che da alcuni anni hanno luogo all’interno delle sue sale. In questi mesi è il turno di un’esposizione intitolata “Botero”, che rende omaggio all’artista ottantasettenne.

La mostra

Fernando Botero, “Woman eating”, 2001.  Acquerello su carta, 108×88 cm. Collezione privata dell’artista

L’esposizione comprende 50 opere di Fernando Botero, tra cui disegni realizzati a tecnica mista e acquerelli su tela. Le sette sezioni in cui è articolata ricalcano i temi cari all’artista, ponendo l’attenzione  al suo occhio poetico. La bellezza creata da Botero è un inno all’esistenza fatto di volumi abbondanti, colori tenui e avvolgenti, soggetti originali: spaziano dal circo alla tauromachia, dalle nature morte ai nudi, fino alle personalità religiose.

La nostalgia e l’ironia procedono insieme per le sale di questa mostra, rendendo atmosfere oniriche e altre più fiabesche, mescolando l’arte italiana con la cultura del Sud America.

Le sezioni

Fernando Botero, “Woman sewing”, 2005.  Matita e acquerello su carta, 40×30 cm.  Collezione privata dell’artista

La prima sezione s’intitola “Vita”, e mostra la quotidianità della gente comune: ladri, guardie, musicisti, mendicanti. Ovunque è il volume, dai corpi dei soggetti ai particolari di ogni oggetto. Botero idealizza la condizione umana, ponendo ogni cosa sullo stesso piano, con le stesse forme e gli stessi colori tenui. Così niente e nessuno ha un’anima, perché è protagonista la forma.

La “Religione” riempie la seconda sezione: nel corso della sua carriera l’artista ha sempre visto il clero come una tematica da interpretare dal punto di vista pittorico. Così la dimensione ecclesiastica assume sfumature quotidiane, sempre dilatate nello spazio. Le espressioni senz’anima dei sacerdoti, le tuniche, le divise dei civili: ecco come Fernando Botero interpreta questa dimensione.

La citazione più famosa di Botero probabilmente è “Io non ho mai dipinto una donna grassa nella mia vita”, e nella sezione “Nudi” questa frase diventa più chiara… o forse no. Il pittore osserva le illustrazioni del Doré della Commedia (che negli anni ’40 erano considerate trasgressive) e da lui prende spunto per i suoi nudi: con questi può così esprimere la sua personale idea di sensualità. Ma attenzione: il corpo femminile viene analizzato solo da un punto di vista concettuale, proprio per esaltare il ragionamento sui volumi e sulla forma.

Fernando Botero, “Still life with blue coffee pot”, 2002.  Pastello su carta, 69×95 cm. Collezione privata dell’artista

Le “Nature morte” di Botero non sono molto conosciute, eppure ne ha dipinte alcune interessantissime, raccolte nella quarta sezione. Proprio da queste ha sviluppato il suo stile, in cui i dettagli valorizzano (ma non disturbano) le enormi masse dei suoi dipinti.

Nella sezione “Circo” sono esposte opere più che altro recenti, che provengono da un’esperienza di una dozzina di anni fa, in cui l’attenzione di Botero venne attirata da un piccolo circo di provincia in Messico. Questo tema non è nuovo ad altri celebri autori, da Renoir a Chagall, fino a Picasso, che si sono misurati con la filosofia di vita dei circensi, fatta di precarietà e di spettacoli.

La penultima sezione è dedicata al colore, elemento fondamentale e caratteristico in ogni artista. Nell’arte di Botero il colore è l’unico protagonista insieme alla forma. Non ci sono ombre, non c’è altro. Solo forma e colore, per dare equilibrio al dipinto. Il colore di Botero è tenue, gli spazi definiti dalle linee sono ampi. Ogni cosa appare all’insegna della semplicità.

La settima ed ultima sezione è dedicata ad una disciplina che l’artista praticò da ragazzo: la Tauromachia. La lotta tra uomo e toro diventa una metafora della lotta umana tra la vita e la morte. È proprio dai dipinti dei tori che inizia la sua carriera, grazie a Don Rafael Pérez, che vendeva biglietti per la corrida.

Informazioni: date, orari e biglietti

Fernando Botero, “Still life”, 2005.  Acquerello su carta, 30×40 cm. Collezione privata dell’artista

La mostra è aperta dal giovedì alla domenica, dalle 11.00 alle 20.00. Sarà visitabile negli stessi orari anche nelle aperture straordinarie del 23 e 30 dicembre, e dell’1, 6, 7 e 8 gennaio 2020.

Il biglietto intero per la mostra ha un prezzo di 13 €. Il ridotto costa 11 €, per i minori di 18 anni e gli over 65, per gli studenti sotto i 26 anni, per militari, guide turistiche, giornalisti pubblicisti e praticanti muniti di tesserino. Sarà possibile acquistare un ridotto anche per gli accompagnatori dei diversamente abili, per i soci ICOM, e grazie alle convenzioni con Italo, per chiunque abbia un biglietto Italo avente origine o destinazione Bologna nella data della mostra, oppure antecedente o successiva di massimo tre giorni.

Ogni giovedì gli studenti under 26 potranno acquistare il biglietto al prezzo di 9 €.

Per ulteriori informazioni, ecco il sito del Palazzo Pallavicini.

Testo di Stefano Ghetti| Riproduzione riservata Latitudeslife.com

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