Borghi d’Italia: Cefalù

“Quanto più il sole si china sul mare, quanto più la luce va facendosi morbida e calda nelle prime ore della sera (…) le linee e i colori si perdono nello sfumato, e della città vedi solo il profilo elegante e sottile: una lama scura sul mare (Steno Vazzana, scrittore).

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La cattedrale di Cefalù illuminata Foto di MichelangeloMignosa da Pixabay

Dal mito alle presenze Puniche e Romane

Un promontorio che digrada dolcemente verso il Tirreno, sovrastato e protetto da 270 metri di sperone roccioso. Questa è Cefalù, l’antica Kephaloidion che per i Greci indicava il capo, la testa, un’estremità, una punta. Per i Romani era Coephaledium, mentre gli Arabi la chiamavano Gafludi, città fortificata e ricca di acque.

Terra del mito e del soprannaturale Cefalù: nel V secolo a.C. era munita di una cinta muraria e aveva un tempio dedicato a Diana cacciatrice e un altro a Giove, fatto erigere da Ercole.

Nel piccolo centro a vocazione marinara si avvicendano nel tempo cartaginesi, siracusani, romani, vandali, goti, bizantini, arabi e normanni; un pluralismo culturale che farà la fortuna di Cefalù.

Date storiche significative prima della nascita di Cristo sono: anno 396, alleanza con Cartagine; il nome greco del luogo è già in uso. Anno 307: la città viene conquistata dai Siracusani e nel 254 Cefalù cade sotto dominio romano. Seguirà i destini di Roma sino alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente.

Città prediletta dal Re Ruggero II

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Foto di Andrea B. Lukács da Pixabay

Nell’anno 858 d.C. avviene la conquista Araba, alla quale segue quella Normanna (1063) con la presenza significativa del Gran Conte Ruggero, che viene aiutato, nella lotta contro gli Arabi, da Rodulfo Rufo, esponente di spicco della città.

Quindi segue il periodo d’oro di Cefalù, con la presenza continua ed illuminante del re normanno Ruggero II (1095-1154) fondatore nel 1131 della Cattedrale e ripristinatore della sede vescovile.

Rimane un mistero perché il re abbia costruito una chiesa così imponente qui e non a Palermo. Forse per voto di ringraziamento dopo esser scampato a una terribile tempesta marina.

Ad ogni modo, non ha badato a spese: terra per il sagrato fatta arrivare da Gerusalemme; chiesa costruita con architetti e maestranze islamiche; stile conseguente, rimarcato soprattutto dalla facciata: finte logge che riecheggiano le linee delle muqarnas arabe.

Una chiesa dal magnifico colonnato interno, arricchita da uno splendido mosaico del Cristo Pantocratore, al centro di uno sfondo interamente d’oro.

Cefalù medievale e barocca

Le tracce dell’impianto medievale di Cefalù sono evidenti un po’ ovunque: piccoli archi collegano tra loro vari edifici; le case presentano ricchi portali, mensole e dettagli architettonici ovunque, nelle vie e nelle piazze del centro storico.

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La Cattedrale di Cefalù. stile romanico arricchito da influenze arabe Foto di Siggy Nowak da Pixabay

Caratteristico al riguardo è il Lavatoio medievale, raggiungibile percorrendo una scalinata in pietra lavica. Dopo aver girovagato per vie e vicoli del compatto e armonioso nucleo urbano, si raggiunge la marina e il vecchio porto attraverso Porta Pescara.

Fra gli edifici religiosi, Cattedrale a parte, c’è la barocca Chiesa del Purgatorio (1668) dalla cripta rettangolare, che conserva cadaveri completamente essiccati.

Altro edificio barocco è il Monte di Pietà (1716), mentre il Palazzo Vescovile del tardo Cinquecento e l’attiguo Seminario Vescovile (1638) entrambi fondati dal Vescovo Francesco Gonzaga, si trovano sulla piazza del Duomo. 

Palazzi nobiliari e stranezze cittadine

Fra i palazzi più belli di Cefalù, due spiccano tra altri: Palazzo Maria, di origini duecentesche, che sicuramente doveva essere la sede dell’antico Palazzo Comunale e Palazzo Piraino, dal bellissimo portale bugnato di Cinquecentesca fattura.

Pregevole e storicamente importante è anche l’Osterio Magno di corso Ruggero, edificio del XIII secolo; è stato edificato su una struttura preesistente che la tradizione, la leggenda popolare (falsa) afferma esser stata l’abitazione di re Ruggero.

Si tratta comunque di un edificio che presenta due bifore duecentesche e una trifora trecentesca; oggi l’Osterio Magno è uno spazio espositivo. Di sicuro interesse è il Museo Mandralisca, perché, fra le proprie opere conserva uno splendido e famoso ritratto d’ignoto di Antonello da Messina, eseguito attorno agli anni 1465-1470.

Ultima curiosità riferibile a Cefalù: il fiume Cefalino, che nasce sulle alture delle Madonie attorno ai mille metrie raggiunge la città lungo un percorso sotterraneo di circa dodici chilometri.

Ricorda Boccaccio che la parte terminale è stata interamente scavata nella roccia dagli abitanti di Cefalù, per consentire alle acque di defluire liberamente nel Mar Tirreno.

Libertas Dicendi n°322 del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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