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Saltare da un’isola all’altra alle Filippine è possibile anche a bordo di una Banka la tradizionale imbarcazione ©Shutterstock

Nell’arcipelago delle Filippine ci sono isole e isolotti perfetti per chi pratica immersioni, con fondali in cui ammirare e nuotare fra decine di specie marine, altre con spiagge paradisiache su cui rilassarsi immersi in paesaggi affascinanti e altre ancora ricche di una natura rigogliosa fatta di cascate, vulcani e grotte, imperdibili per gli amanti di escursioni e trekking.

Da nord a sud questa terra insulare del sud-est asiatico offre scenari naturali unici nel loro genere. Migliaia di isole fanno di questo Paese una delle destinazioni più affascinanti al mondo: ma quali scegliere per un tour indimenticabile? E come spostarsi da una all’altra?

Se si tratta di isole piuttosto vicine fra loro (un paio di ore al massimo di navigazione) i mezzi ideali per gli spostamenti sono le bangka (o pumpboat), tradizionali barchette con ai lati due bilancieri di bambù o di legno.

Con queste tipiche canoe ci si può spostare nel più autentico spirito dell’island hopping, il “saltellare” cioè fra una terra e l’altra, solitamente in una stessa giornata ma anche in più giorni.

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Una tradizionale imbarcazione filippina nelle acque di Palawan ©Shutterstock

Per gli attraversamenti via mare più lunghi ci sono invece traghetti e ferryboat più veloci mentre per gli spostamenti fra le isole più distanti è necessario muoversi in aereo per poi, raggiunta la destinazione, andare alla scoperta delle bellezze locali magari in sella a un motorino e su una Jeepney.

Viaggiare (anche seduti sul tetto quando all’interno non c’è più posto) su questi bizzarri veicoli colorati, eredità degli Stati Uniti, è una delle esperienze più simpatiche e adrenaliniche di un tour nelle Filippine. Ma anche andare in bangka da un’isola all’altra, soprattutto se il mare è agitato, può essere divertente. Pronti a saltellare da un’isola all’altra?

Da Cebu a Bantayan passando per Negros

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La spiaggia dell’isola di Bantayan ©Shutterstock

La sua posizione strategica ne fa una delle principali mete turistiche dell’arcipelago, grazie anche a collegamenti aerei e marittimi.

L’isola di Cebu offre non solo attrazioni per tutti i gusti – fra cui le Kawasan Falls, con un itinerario pazzesco fra pozze d’acqua cristallina e cascate e lo snorkeling con gli squali balena nella zona di Oslob – ma è anche ideale punto di partenza per esplorare altre isole.

Da Cebu si può visitare ad esempio la vicinissima Negros che, con una superficie di oltre 12mila km quadrati ricoperti di natura rigogliosa, è forse fra le isole meno conosciute delle Filippine nonostante sia la quarta più grande dell’arcipelago.

Un paradiso terrestre dove protagonista assoluta è la riserva naturale con il parco del Monte Kanlaon. I trekking che portano alla vetta di questo vulcano si snodano fra una vegetazione senza pari, con un patrimonio di biodiversità vegetale ineguagliabile.

Se si è al nord di Negros, dopo una visita a Cadiz City, ci si può spostare sull’isola di Bantayan, dove l’attività migliore da fare è… il dolce far nulla!

Se cercate una spiaggia bianca, di sabbia finissima come il borotalco, con una palma alla cui ombra riposarvi prima di un tuffo nel mare turchese, quest’isolotto è quello giusto.

Per un’escursione semplice (della durata di mezz’ora) si può visitare l’Oboon Mangrove Eco-Park, un suggestivo ecosistema creato da un intricato labirinto di radici sospese.

Natura e misteri: Bohol, Siquijor e Apo

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Le Chocolate Hills di Bohol, così chiamate per il colore bruno che assumono durante la stagione secca ©Shutterstock

A Bohol, rinomata per le sue barriere coralline e per le particolari formazioni geologiche fra cui le Chocolate Hills, si può arrivare via traghetto (un paio di ore) da Cebu City e da Argao; per chi preferisce, c’è anche un aeroporto, seppur piccolo, nella cittadina di Tagbilaran.

Ricca di paesaggi unici, quest’isola ha davvero molto da offrire: dalle risaie che si aprono sulla giungla sino al Tarsier Sanctuary, nei pressi del villaggio di Corella, habitat del tarsio, un simpatico animaletto grande come un pugno e dagli occhi enormi.

Da Bohol ci si può spostare poi nell’isola più misteriosa delle Filippine: Siquijor. Ancora poco turistico, questo lembo di terra asiatica è noto per i suoi sciamani e per i percorsi dedicati al trekking: per visitarlo, passando da un paesino all’altro, si può noleggiare uno scooter o un motorino.

Chi vuole nuotare con le tartarughe marine e i pesci tropicali o ammirare i fondali ricchi di coralli può recarsi sull’isola di Apo (la si raggiunge facilmente da Siquijor o Dumaguete); qui le spiagge sono perlopiù rocciose e sull’isola c’è elettricità solo poche ore al giorno.

Palawan, Dumaran e Balabac: dove l’acqua è protagonista

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Un’isola dell’arcipelago delle Balabac Island, Filippine ©Shutterstock

Oltre ad essere l’isola più grande dell’arcipelago, Palawan è anche la destinazione ideale per gli appassionati di natura e di escursioni in barca.

Fra gli spot più frequentati c’è El Nido, un insieme di isolette, lagune e baie di incredibile bellezza, dove ammirare la barriera corallina. Da non perdere sono anche il parco nazionale del Fiume Sotterraneo, nei pressi di Puerto Princesa, con la traversata in canoa del corso d’acqua.

Così come la cattedrale dell’Immacolata Concezione (la più a occidente di tutte le Filippine), le grotte di Tabon dove sono stati rinvenuti anche resti umani (il cosiddetto “uomo di Tabon”).

A poco meno di 3 km dalla costa di Palawan, l’isola di Dumaran è accessibile anche in barca. Qui le attrazioni principali, oltre a spiagge e mare, sono un antico forte spagnolo e le cascate nella foresta.

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Un dugongo mentre si ciba di alghe nei fondali delle Filippine ©Shutterstock

Ma c’è anche un altro motivo per visitare Dumaran Island: questa località è infatti una delle poche in cui si può avvistare il dugongo, un mammifero marino erbivoro simile al lamantino, purtroppo in via d’estinzione.

All’estremo sud di Palawan, si trova invece l’arcipelago di Balabac, una decina di isole quasi sconosciute al turismo di massa, con spiagge e mare da cartolina. La fauna marina di queste acque è qualcosa di unico con delfini, squali balena, mante e tartarughe.

Panay e Guimaraes, foreste e manghi

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Guimaraes è nota per la sua grande produzione di frutti di mango ©Shutterstock

Perla del mare filippino, Panay è un’isola dell’arcipelago delle Visayas. Se il mare che ne lambisce le coste è di un azzurro mai visto, i territori interni hanno incredibili tonalità di verde, con alberi secolari e foreste selvagge.

La popolazione accogliente e i numerosi piccoli villaggi che costellano quest’isola, in cui sembra di ritrovarsi fuori dal tempo, ne fanno una delle mete da visitare.

Famosa per la sua produzione di manghi, considerati i più dolci di tutte le Filippine, l’isola di Guimaraes è raggiungibile dal porto di Iloilo City con una breve traversata in barca.

Oltre alla sabbia color crema del suo litorale, qui meritano una visita il faro che domina la spiaggia di Guisi, fra i più antichi del Paese, il monastero trappista (dove acquistare anche souvenir) e le cascate di Sadsad.

Da Alubihod Beach partono i tour per visitare le isolette più vicine fra cui Turtle Island (perfetta per prendere il sole in relax) e Natago Island (di proprietà privata).

Islas de Gigantes

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Cabugao Gamay Island, Filippine ©Shutterstock

Sulle isole dei Giganti (a est della costa di Carles e Estancia, a nord est di Ilolio) l’attività più in voga è l’island hopping nel senso più autentico del termine: un tour, cioè, in barca che porta in giro fra isolette vicine fra loro.

Saltellando di isola in isola in questo itinerario giornaliero si potranno vedere spiagge di sabbia bianca lambite da acque azzurre in cui nuotare e rilassarsi in un paesaggio naturale prorompente.

Ma anche esplorare luoghi di inimmaginabile bellezza. Da non perdere la grotta Pawikan, nascosta dietro a ripide formazioni rocciose, l’isola Cabugao Gamay e quella di Bantigue oltre al vecchio faro di epoca coloniale spagnola dell’isola Gigantes Norte.

Testo di Sonja Vietto Ramus |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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