Sport invernali, attenti agli infortuni

Sci, snowboard, ciaspolate, sport invernali piacevolissimi e tanto attesi. Ma attenzione agli infortuni. Ecco un elenco dei guai più frequenti e temuti e i suggerimenti per evitarli.

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Caduta sugli sci © Shutterstock

Distorsioni, strappi e fratture: infortuni non rari tra chi ama gli sport invernali e che possono rovinare la più bella tra le vacanze. Chi pratica lo sci, in particolare lo sci alpino, in caso di incidenti ha un’alta probabilità di procurarsi lesioni degli arti inferiori, ginocchia in primis. Invece con le tavole di Snowboard sono più esposti gli arti superiori, spalle e polsi soprattutto.

L’Istituto Superiore di Sanità avverte: il 10% degli infortuni legati agli sport invernali si deve a scontri tra gli sciatori e gli snowboarder; gli atleti sulle tavole, inoltre, hanno spesso scontri che coinvolgono volto e cranio: incidenza bassa ma rischio molto alto di lesioni gravi.

Consigli utili per prevenire gli incidenti

Ecco un elenco di attenzioni utili a evitare infortuni sulla neve:

  • 1) Preparazione atletica adeguata. Uno dei problemi più comuni collegati agli infortuni durante gli sport invernali riguarda la scarsa preparazione muscolare e di resistenza. In molti, alle prime nevi, si gettano sulle piste pur non facendo nessuna attività sportiva durante l’anno. Invece il primo principio essenziale per la prevenzione è provvedere ad una adeguata preparazione atletica precedente sciate e discese sulle tavole. Sci, sci alpino e snowboard richiedono al nostro corpo, alle articolazioni e ai muscoli, uno sforzo acuto e di lunga durata che non può essere sopportato da un organismo che è stato fermo per lunghi mesi.

2) Riscaldarsi, fare sedute di stretching prima di iniziare e alla fine della giornata. Distendere e allungare muscoli e tendini rende le articolazioni più elastiche e forti. E in grado di sostenere meglio le sollecitazioni intense dovute alle lunghe ore sugli sci, sulle pareti e sulle tavole. E comunque anche se preparati, meglio iniziare con gradualità iniziando da percorsi semplici e via via arrivare a quelli più ardimentosi. Semplici attenzioni che possono ridurre l’incidenza di infortuni legati agli sport invernali.

3) Riposare quando ci si sente stanchi. Ascoltare i messaggi che il corpo ci invia. La stanchezza come il dolore, sono segnali da ascoltare con attenzione. Evitare di continuare a fare sport quando un arto fa male o quando la stanchezza si fa sentire: un atteggiamento che può evitare guai anche importanti. Altra accortezza: se si assumono farmaci antidolorifici il segnale del dolore viene eliminato o limitato. Così si finisce per sollecitare una parte del corpo già sofferente senza rendersene conto.

4) Conoscere bene lo sport in cui si è impegnati. Informarsi su quali sollecitazioni uno sport impone al nostro corpo, sul livello di impegno muscolare collegato e sui rischi connessi ad una attività piuttosto che ad un’altra. E saper rispondere a situazioni impreviste legate all’attività scelta. Ad esempio, come rialzarsi dopo una caduta sugli sci.

5) Alimentazione adeguata e liquidi a sufficienza devono essere una priorità. Gli sport invernali richiedono una buona dose di energia e sciare per ore fa perdere liquidi e calorie. Mentre si scia o si scende sulla tavola, immersi nella neve, con il sole che riscalda e il panorama incantato, si può facilmente ignorare sete e fame. Un errore da evitare. Ricordare quindi che anche sulle piste meglio fare qualche sosta per idratarsi e mai saltare colazione e pranzo.

Sicurezza sopra tutto

La sicurezza non è mai abbastanza. Proteggersi e proteggere gli altri dovrebbe essere un obbligo. Ma la percentuale di scontri tra sciatori, fratture da caduta, distorsioni e strappi muscolari che si contano ad ogni stagione invernale dicono che la prevenzione non abbastanza considerata. Ecco un elenco di cose da fare e non fare:

  1. 1) Le statistiche dicono che la maggior parte degli infortuni collegati agli sport invernali avviene a fine giornata o a fine vacanza. Responsabile ancora una volta la stanchezza. I riflessi sono meno vivi, i muscoli sono affaticati, le energie sono in calo. Risultato: guai in arrivo. Ancora una volta il diktat è il riposo. L’ultima discesa a tutti i costi può costare molto;

2) Di nuovo sul banco degli imputati, la fine della giornata: al pomeriggio le piste sono “mosse” dal continuo passaggio degli sportivi, la neve è meno buona e più pesante. Situazioni che sommate alla stanchezza, possono essere fatali;

3) Dotazioni personali di sicurezza. Obbligatori casco ed occhiali. Il casco per la nostra legislazione, è obbligatorio solo per i minorenni, ma sarebbe buona norma che tutti i praticanti gli sport invernali lo indossassero per proteggersi e proteggere.

4) L’ambiente: affollamento, qualità della neve, nebbia e piste ghiacciate, sono nemici assoluti della sicurezza. E’ sempre bene informarsi sulle condizioni atmosferiche prima di iniziare la giornata. E come recitava un avvertimento rivolto agli alpinisti: ricordare sempre la “positività della rinuncia”.

Informazioni utili sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità

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Testo di Lucia Giglio|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com