Vicenza, un giorno nella città del Palladio

A misura d’uomo, Vicenza questa fascinosa cittadina veneta, è un tripudio di capolavori progettati dal grande architetto rinascimentale Andrea Palladio: ecco un breve itinerario fra monumenti, musei e qualche prelibatezza gastronomica.

Teatro Olimpico di Vicenza (©foto Sonja Vietto Ramus)

Di meraviglie artistiche, Vicenza ne ha tante. Andare a piedi alla scoperta del suo piccolo centro storico è il modo migliore per ammirare il patrimonio storico-culturale che la rende un incredibile museo a cielo aperto (dal 1994 la città è iscritta fra i siti Patrimonio Unesco).

E se il filo conduttore che lega la città ad Andrea Palladio, figlio di un mugnaio diventato poi uno dei più importanti architetti della storia, da solo non bastasse, c’è da ricordare che Vicenza vanta anche un’altra tradizione altrettanto prestigiosa, quella orafa, iniziata all’epoca dei Longobardi e fiorita sotto il dominio della Serenissima.

Monete d’oro e gioielli forgiati per la nobiltà sono fra gli oggetti che più hanno fatto conoscere in tutto il mondo questa località veneta dove nel 1339 si costituì la Fraglia degli Orefici, la corporazione d’arte e mestieri che riuniva tutti gli artigiani orafi vicentini.

Di tesori inestimabili in questa Vicenza “preziosa” ce ne sono a decine: scoperti in compagnia di Elena Cappellaro (guida turistica, interprete e traduttrice), ve ne suggeriamo alcuni imperdibili se si ha un solo giorno a disposizione per scoprire la città.

Il Museo del Gioiello, tesori in mostra

Ingresso del Museo del gioiello (©foto Sonja Vietto Ramus)

Primo in Italia e fra i pochi al mondo dedicati all’arte orafa e alla gioielleria, il Museo del Gioiello è un prezioso spazio museale ospitato su 410 metri quadrati all’interno della Basilica Palladiana, in Piazza dei Signori 44.

Progetto di IEG -Italian Exhibition Group- in collaborazione con il Comune di Vicenza, questo museo accompagna in un interessante viaggio fra monili antichi e moderni, attraverso l’allestimento della designer Patricia Urquiola.

Il piano terra ospita ingresso, bookshop e sala dedicata a esposizioni temporanee, il primo piano è invece suddiviso in 9 sale espositive (Simbolo, Magia, Funzione, Bellezza, Arte, Moda, Design, Icone e Futuro).

Una selezione di 270 opere create da artigiani, artisti e grandi maison fra cui spiccano la Corona e il Pettorale della statua della Madonna di Monte Berico, realizzate entrambe con gioielli ed ex-voto donati da famiglie nobili cittadine (anche papa Leone XIII partecipò alla donazione offrendo il proprio anello papale con ametista e diamanti) in onore della santa patrona di Vicenza.

Luogo perfetto per imparare l’arte orafa grazie ad attività e laboratori dedicati a bambini, famiglie e turisti, il museo organizza anche percorsi didattici rivolti a scuole di diverso ordine e grado.

 Aperto dal martedì al venerdì, in orario 10-13 e 15-18, e il sabato e la domenica dalle 10 alle 18, il Museo del Gioiello fa parte del patrimonio culturale cittadino visitabile con il biglietto unico Vicenza Card (che permette di scoprire ben 11 monumenti della città acquistando un solo ticket d’ingresso). Info su www.museodelgioiello.it

Basilica Palladiana, la “non chiesa”

Portico della Basilica Palladiana (©foto Sonja Vietto Ramus)

Sul lato sud di Piazza dei Signori, salotto elegante di Vicenza, svetta maestosa la Basilica Palladiana, edificio il cui nome è legato indissolubilmente al Palladio che riprogettò il già esistente Palazzo della Ragione aggiungendo alla costruzione gotica le celebri logge in marmo bianco a serliane.

Al primo piano della Basilica si trova l’immensa Sala del Consiglio, lunga 52 metri e alta 25 (nel suo punto più elevato), sede di esposizioni temporanee ed eventi culturali. Nella bella stagione si può accedere alla grande terrazza da cui ammirare, dall’alto, città e territorio circostante: da lì, la vista spazia sulle vie del centro, sui tetti e sui balconi fioriti, sino a scorgere il santuario della Madonna di Monte Berico, luogo di culto e pellegrinaggio.

Al piano terra della Basilica (che non è un edificio religioso ma un luogo dove, come si usava nell’antica Roma, si gestivano la politica e gli affari più importanti), protette dalle logge, si trovano le botteghe legate alla produzione orafa.

Il Teatro Olimpico: meraviglia di legno, stucco e gesso

Ingresso del Teatro Olimpico (©foto Sonja Vietto Ramus)

Nel 1580, quando ricevette dall’Accademia Olimpica (di cui faceva parte) l’incarico di progettare una sede teatrale, Palladio aveva 72 anni. Con geniale maestria disegnò un’opera che ancora oggi non ha eguali al mondo: il Teatro Olimpico.

Non riuscirà purtroppo a vederlo realizzato (il grande architetto scomparirà proprio in quell’anno) e ad occuparsi della sua esecuzione, consegnandolo alla città tre anni più tardi, sarà il figlio Silla, ma quest’opera architettonica, che si ispira ai teatri greci e romani dell’antichità, è considerata uno dei suoi capolavori assoluti.

Inaugurato nel marzo 1585 con l’Edipo Re di Sofocle, il teatro si presenta con una cavea gradinata ellittica, circondata da un colonnato con statue sul fregio, affacciata su un palcoscenico di forma rettangolare e un proscenio aperto da tre arcate.

Celebre per le scenografie prospettiche che rappresentano le vie di Tebe, opera dell’erede spirituale del Palladio, Vincenzo Scamozzi, quello di Vicenza è il più antico teatro coperto in muratura al mondo, adornato da interni sfarzosi realizzati in materiali poveri: gesso, stucco e legno.

Ospitato nel Palazzo del Territorio, in Piazza Matteotti, il Teatro Olimpico accoglie rassegne di musica classica, eventi del Vicenza Jazz Festival, opere di lirica e un suggestivo spettacolo di luci e suoni, della durata di dieci minuti (per gli orari consultare il sito www.teatrolimpicovicenza.it).

Palazzo Chiericati, sede del Museo Civico

Affreschi del Palazzo Chiericati a Vicenza (©foto Sonja Vietto Ramus)

Progettato nel 1550 per Girolamo Chiericati, questo imponente palazzo è un altro dei grandi capolavori del Palladio, anch’esso Patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco.

Affacciato su Piazza Matteotti, questo edificio rinascimentale è impreziosito da stucchi e affreschi e ospita nelle sue sale una delle più prestigiose raccolte civiche europee di sculture, dipinti e arti applicate dal XIII al XX secolo.

Da non perdere fra i tesori qui custoditi sono due rari e preziosi cristalli di rocca incisi dall’orafo vicentino Valerio Belli, amico di Raffaello e Michelangelo: capolavori dell’arte dell’intaglio, sono frutto di una lunga (all’incirca dieci anni!) e raffinata operazione eseguita su un materiale pregiato, lavorato a rovescio, scavandone la superficie con piccoli trapani.

Soprana, 4 generazioni di orologiai (e non solo)

Bottega Soprana Vicenza (©foto Sonja Vietto Ramus)

È il 1910 quando ha inizio la storia della bottega Soprana con Alfredo Giovanni che impara l’arte orologiaia. Passano i decenni e nel dopoguerra, da Valdagno, prima sede di quest’attività artigianale, la famiglia Soprana si sposta a Vicenza dove nel 1956 apre una gioielleria-orologeria al civico 53 di Piazza dei Signori.

 Meno di vent’anni più tardi, l’azienda si trasferisce sotto le “volte palladiane”: la Basilica diventa il cuore dell’attività di questa famiglia che oggi vede in Stefano, classe 1957, la figura di riferimento; la sinergia con il maestro orafo Giovenzio Posenato fa il resto e proprio con la sua collaborazione, Soprana si occupa dell’importante restauro della Corona e del Pettorale della statua della Madonna di Monte Berico.

Da decenni Soprana è gioielleria con creazioni a marchio proprio (fra cui pezzi unici ispirati alla creatività di Posenato), laboratorio di orologeria (con restauro di orologi da polso, tasca e da arredamento), infilatura di perle e boutique con accessori preziosi.

Stefano Soprana dell’omonima bottega storica d’arte orologiaia(©foto Sonja Vietto Ramus)

Quale gioiello identifica Vicenza? “Sicuramente il bracciale con tecnologia Flex’it della FOPE, la più antica fabbrica vicentina, un bracciale elastico con piccole molle in oro, sintesi perfetta del saper fare del Nord Est, un brevetto del genio di Umberto Cazzola -commenta Stefano Soprana- Questo bracciale interpreta la portabilità: senza chiusura, grazie solo alla sua elasticità, permette alle donne di non “perdere tempo” nell’indossarlo”.

Come è cambiato il modo di lavorare in oreficeria da quando ha iniziato la sua attività in bottega? “Da un punto di vista tecnico, il mondo orafo ha seguito quello tecnologico: oggi si costruisce l’oggetto prima al computer e poi lo si realizza.

 Se da un lato questo aumenta la perfezione e la bellezza delle pietre, dall’altro si perde il sapore artigianale della creazione. Ma bisogna stare ai passi con il tempo” conclude Soprana.

Il Ceppo, bistrot del bac(c)alà

Un piatto tipico a base di baccalà al ristorante Il Ceppo di Vicenza (©foto Sonja Vietto Ramus)

Passeggiare nel centro storico di Vicenza, ammirando edifici antichi (da Palazzo Thiene a Palazzo del Capitaniato), musei e monumenti (il Museo Naturalistico Archeologico, la Chiesa di Santa Corona, il Museo Diocesano e quello dedicato al Palladio solo per citarne alcuni), mette un comprensibile languorino?

Ecco allora che taglieri di salumi e formaggi, “bigoli” all’anatra con Asiago di malga, tartare di verdure, fiori di zucca fritti e, naturalmente, lui -sua maestà il bac(c)alà-, sono l’inequivocabile risposta.

Mantecato in TRI-colore (classico, con erbette e con pomodoro secco), alla vicentina, accompagnato da polenta o ancora fritto con sarde in saor e in tante altre ricette storiche (quello a “spuma” in antipasto è una delizia che si scioglie in bocca!), il piatto principe della tradizione gastronomica veneta, lega la sua storia a quella della famiglia Boscolo, da quando “nonno Bepi pedalava tutti i giorni da Chioggia a Vicenza con una cassetta di pesce fresco legata alla schiena e appoggiata al portapacchi”.

Nel cuore storico di Vicenza, in corso Andrea Palladio (al civico 196), il piano inferiore della gastronomia Il Ceppo custodisce un tesoro nascosto: un piccolo bistrot che celebra sapori e gusti, fra vini pregiati e mattoni a vista, dove deliziarsi con un itinerario nel mondo del gusto e dei sapori. L’indirizzo perfetto per chi vuole assaggiare la cucina vicentina in chiave contemporanea.

Testo e foto Sonja Vietto Ramus |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com