Baku, capitale dell’Azerbaigian, è un luogo leggendario: da un lato questo è oriente, Asia, ma le montagne del Caucaso alle sue spalle segnano il confine naturale con l’Europa. Oriente e Occidente e un passato impegnativo che è diventato un presente che ribolle di novità.

Testo di Lucia Giglio foto di Marco Carulli

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Il Centro culturale Heydar Aliyev a Baku, Azerbaigian ©Marco Carulli

Baku, Azerbaigian, che città interessante. Si allarga sul Mar Caspio distesa su di un lungomare bordato di parchi, alle spalle la città vecchia, sito Unesco arrivata direttamente dal medioevo. E poi il nuovo che avanza con architetture futuristiche, esteticamente straordinarie che contengono centri culturali d’avanguardia.

Oggi Baku è la città più grande del Caucaso, capitale animata, dalla vita culturale intensa dove cinema, teatro, opera e balletto hanno grande seguito. Anche la posizione geografica la rende assai attrattiva: già in era sovietica questa era una ricercata meta di villeggiature. Le belle estati calde, alleggerite dalle brezze marine, portano qui tanti amanti delle spiagge e del mare.

Cultura e architettura nella capitale dell’Azerbaigian

E’ dal mare che si apprezza la stratificazione della storia di questa città. Lo skyline è incredibile, dietro le piante del magnifico lungomare, si scorgono i palazzi più antichi, medioevo ma anche barocco e gotico e minareti cupole. Il lungomare offre ben 25 km di promenade ed è diventato il punto d’incontro dei cittadini che lo affollano soprattutto alla sera.

Negli ultimi anni l’amministrazione si è impegnata attivamente per rendere questa camminata a bordo acqua un posto assai godibile; qui si trovano ampi spazi verdi, parchi cittadini pieni di piante esotiche, istallazioni con torri illuminate e la grande ruota panoramica. Altra attrazione architettonica culturale è il Museo del tappeto che si trova sul boulevard appena dietro il mare.

Un museo più bello dell’altro

Anche questo museo è un interessante operazione architettonica piuttosto esplicita: il tetto è un grande tappeto arrotolato, decisamente riconoscibile. Piace molto al pubblico e conserva la più grande collezione mondiale di tappeti azeri, inseriti tra l’altro tra i beni protetti dall’Unesco. Piace particolarmente la singolare istallazione Sound Weaving, un particolare strumento che trasforma in musica i modelli di ricamo del XVII° secolo.

Appena oltre il Museo del Tappeto, ecco Little Venice, apprezzatissima attrazione. Canali, ponticelli, edifici in stile veneziano misto ad echi orientali e bei salici che sfiorano l’acqua, attirano cittadini e turisti che si aggirano felici su imbarcazioni simili a gondole. Anche qui conviene venire alla sera quando le sapienti illuminazioni creano una atmosfera bella e un pochino straniante.

E poi oltre la città vecchia, grattacieli e vetro e gli edifici più futuristici: le Flame Towers, sembrano tre vele o tre pinne di un misterioso animale che si sollevano oltre il panorama cittadino.

Torri di Fuoco

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Le Flame Towers, Baku, Azerbaigian ©Marco Carulli

Le tre Flame Towers, grandiosi grattacieli di altezze differenti, hanno facciate trasformate in schermi giganti, architetture maestose che non stonerebbero in un nuovo episodio di Blade Runner. I tre giganti vetrati sono residenze private di cittadini abbienti, ovvio. Costate la favolosa cifra di  350 milioni di dollari al tempo della conclusione, ossia il 2012, sono frutto di un progetto dello studio americano HOK. L’acronimo concentra le iniziali dei tre architetti Hellmuth, Obata e Kassaram celebri per i progetti di design, architettura e ingegneristica  di alto livello.

 E in città tanti sono i segni lasciati da grandi archistar, primo fra tutti il Centro Heydar Aliyev. Centro culturale d’avanguardia, l’Heydar Aliyev, dal nome dell’ex presidente dell’Azerbaigian, è uno dei lasciti della grande Zaha Hadid, l’architetta britannico irachena. Un complesso tutto bianco e sinuoso a mimare un’onda o un cetaceo secondo l’angolazione.

Luogo visitatissimo e molto ammirato. Qui si celebra la cultura azera in un progetto che è un lancio verso il futuro, un segno di rottura con le rigide regole dell’architettura sovietica. Andateci al tramonto: giochi di luci illuminano gli interni e mettono in comunicazione il fuori e il dentro.

“Città Interna” e “Città Esterna”

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Baku, Azerbaigian ©Marco Carulli

La città vecchia invece è tutta medievale e murata, sito Unesco. Detta anche “Città interna” per distinguerla dalla “Città esterna” nata dall’estendersi dell’abitato a inizio ‘800 e considerata luogo abitato da inferiori, chiamati “cittadini a piedi nudi”, straccioni, insomma.

Entro il circuito delle mura si viene subito catturati da due bellezze antiche, il Complesso dello Shirvanshah, grandiosa città nella città. Un complesso con moschea, cisterne, tombe e un alto minareto.

Altro luogo che fa sognare un misterioso oriente è la Torre della Vergine, alta e grigia, con sottili feritoie per finestre. Un’ architettura quasi mistica e antichissima, risale al XII° secolo. Salite sulla grande terrazza che sta in cima: di qui avrete un ampissima visuale sulla città. La leggenda narra che proprio da quassù si sia lanciata una principessa che tentava di sfuggire al suo molestatore.

Un Tempio di Fuoco

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il Fuoco Sacro di Ateshgah, Baku, Azerbaigian ©Marco Carulli

Un poco fuori dal centro storico, ecco un altro complesso, un altro sito Unesco che sembra un castello ma in verità è un tempio. Ateshgah, posto quantomai misterioso: luogo di pellegrinaggio e di ritiro mistico di fedeli provenienti dal subcontinente indiano, mercanti che trafficavano sulla via della Seta.

Qui sgorgava il Fuoco Sacro da fori nel terreno da cui fuori usciva spontaneamente il petrolio, bruciando in una fiamma eterna. Mura merlate circondano una ampia corte al cui centro sta un altare. I fedeli, indù, sick e zoroastriani venivano qui a meditare e a venerare il Fuoco Sacro.

Prima di lasciare la vivace Baku, sarebbe bene spingersi fino a Gobustan, altro sito Unesco a 60 km dal centro città. Qui sopra rupi millenarie, animali, uomini, carovane di cammelli, racconti di vita quotidiana, tutti bloccati per sempre in queste bellissime incisioni rupestri benissimo conservate.

Sempre in questa zona secca, arida e desertica fuoriesce metano da tanti piccoli crateri fangosi. Il posto è singolare e affascinante, un piccolo universo quasi da inferi: se si avvicina un fiammifero alle bocche dei crateri, il gas si accende in fiammate bluastre. Baku, Azerbaigian, che città interessante.

Infoutili

Informazioni: Baku è la città più grande del Caucaso e si trova sulla costa del Mar Caspio, affacciato su un golfo che si apre sul versante meridionale della penisola di Absheron. E’ una meta molto turistica e che vede in aumento i visitatori occidentali.

Quando andare: Baku è da sempre  un’apprezzata metà di villeggiatura estiva grazie al suo clima secco e salubre. L’estate di Baku è la stagione più lunga. Da maggio le temperature salgono costantemente fino a raggiungere i 31 °C a fine agosto per poi ridiscendere gradualmente. Anche gli inverni non sono rigidi ma forti venti possono far abbassare le temperature.

Come arrivare: Aeroporto internazionale Heydar Aliyev a circa25 km dal centro città. Azerbaijan Airlines è l’unica compagnia che offre un volo diretto da uno scalo italiano (Milano-Malpensa) 2 volte a settimana. L’aeroporto di Baku è collegato con il centro città da un servizio di autobus navetta della linea H1 con capolinea di fronte alla stazione ferroviaria (servita dalla stazione metro “28 Maggio”). La frequenza delle corse è ogni 30 minuti dalle 6:00 alle 22:00 e ogni 60 minuti di notte. Il biglietto di sola andata costa 1,30 manat (circa 0,70 €) e deve essere acquistato prima di salire sull’autobus. L’aeroporto di Baku ha un servizio taxi ufficiale “Baku White Taxi”, le corse si possono pagare in contanti o con carte di credito. Il prezzo medio di una corsa si aggira attorno ai 20/25 AZN. Si possono utilizzare anche le app Uber e Bolt. 

Indirizzi utili: Ambasciata d’Italia a BAKU Khagani Street 77A (Landmark I), Baku, Azerbaijan Tel.: +994-12 – 4975133/35 Fax: +994-12 – 4975202 E-mail: ambasciata.baku@esteri. Si segnala la pagina dedicata all’Azerbaigian, nel sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Fuso orario: + 3 ore rispetto all’Italia

Documenti: Si entra solo con visto della durata di 30 giorni e passaporto valido almeno 3 mesi dalla scadenza del visto di entrata; il visto è elettronico, costa circa 20 Dollari e si richiede al sito dell’ambasciata dell’Azerbaigian in Italia.

Lingua: lingua ufficiale è l’azero; diffusi il russo e il turco. Pochi parlano inglese, soprattutto i giovani e gli operatori del turismo.

Vaccini: nessuno; tuttavia le condizioni sanitarie nel paese sono di basso livello ed è consigliato dotarsi di una assicurazione.

Elettricità: spine di tipo europeo a due poli.

Religione: 96% per cento musulmana

Valuta: La moneta locale è il Manat azero AZN. Un euro vale circa 1,76 AZN.

Testo di Lucia Giglio foto di Marco Carulli|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com