Give me five! Le Cinque Terre più internazionali d’Italia

Cinque Terre

Borghi di pescatori e marinai in origine, le Cinque Terre hanno saputo nel corso dei decenni cambiar pelle ed organizzarsi per accogliere le migliaia di turisti  che le invadono pacificamente ogni anno. Un tratto di costa aggrappato tra cielo e mare, aspro ed affascinante allo stesso tempo, capace di influenzare profondamente la vita dei suoi abitanti che per plasmarlo secondo le proprie esigenze hanno dovuto a lungo faticare . Di questa profonda interazione tra uomo e natura l’Unesco ha tenuto conto nel 1997 quando ha deciso di annoverare le Cinque Terre tra i  Patrimoni dell’Umanità. I famosi terrazzamenti coltivati prevalentemente a vite ed ulivo che arrivano quasi a sfiorare le onde sono l’esempio di questa tenacia, nota già ai conquistatori romani. La natura prima e la mano dell’uomo poi hanno contribuito così a rendere unico questo tratto di costa della Riviera ligure appartenente alla provincia della Spezia, protetto e tutelato dalla costituzione di un’Area Marina Protetta e di un Parco Nazionale.

Cinque Terre mare

Come raggiungerle

Le Cinque Terre posso essere raggiunte con mezzi differenti a seconda del tempo che si ha a disposizione e del tipo di visita che si desidera effettuare. La strada litoranea provinciale delle cinque terre (SP 370) parte da La Spezia ed attraversa tutta la costa regalando scorci emozionanti sui panorami circostanti . Se con l’auto si ha il vantaggio di trovarsi immersi nel fitto della vegetazione mediterranea e delle coltivazioni tipiche riuscendo a vedere da vicino la particolare struttura dei muretti a secco, grande opera di ingegneria ambientale, dall’altra potrebbe rendere difficoltosa la visita dei cinque paesi a causa della scarsità dei parcheggi. Con il battello i collegamenti partono da Portovenere, Lerici e La Spezia. La prospettiva che si ha arrivando dal mare è senza dubbio di grande effetto.  Un altro mezzo di cui tener conto  per esplorare la zona è il collegamento ferroviario, conquista abbastanza recente per questi luoghi che ne furono dotati solo verso la fine dell’ottocento. Un percorso suggestivo di trentadue gallerie che attraversa questo territorio in maniera discreta senza deturparlo.  La Cinque Terre Card è uno strumento molto utile per i visitatori: permette di fruire di illimitati viaggi in treno sulla tratta La Spezia-Cinque Terre, di avere accesso gratuito  sui minibus all’interno dei cinque centri abitati e sul Sentiero Azzurro. Per i più allenati esiste infatti una fitta rete di sentieri, per secoli unico collegamento con l’entroterra e il capoluogo, di cui avvalersi per scoprire con lentezza le peculiarità del luogo.  Il percorso si snoda per centoventi chilometri attraverso il Sentiero dei Santuari  , il Sentiero numero uno e il più noto, quello Azzurro citato sopra. Attraverso questo cammino il 20 marzo 2016 si svolge Sciacchetrail una corsa nella natura di quarantasette chilometri.

Cinque Terre Vernazza

I cinque borghi

Riomaggiore è il primo paese che si incontra partendo dal capoluogo. La sua origine è da collocarsi intorno alla metà del XIII secolo quando gli abitanti delle piccole frazioni limitrofe decisero di riunirsi attorno alla foce del torrente “Rivus Maior” giurando  fedeltà alla Repubblica di Genova. Il Castello, la Chiesa di San Giovanni Battista e gli Oratori  arricchiscono il piccolo centro urbano caratterizzato dalla presenza di case torri dai toni pastello. Manarola lega le sue origini alla nobile famiglia dei Fieschi che dominarono sul suo territorio fino all’arrivo dei genovesi. Il suo nome parrebbe ricondursi al termine magna rota ad indicare un vecchio mulino o frantoio, ancora oggi visibile, a testimonianza della sua vocazione agricola. Dalla parte alta del paese in cui si trova la Chiesa di San Lorenzo con il singolare campanile staccato dal corpo principale a scopo difensivo, gli stretti carrugi scendono ripidi verso  la piccola marina . Corniglia si distingue tra tutti per la sua posizione collinare, lontana dal mare. La sua origine sarebbe da attribuirsi alla famiglia  romana   Cornelia, produttori già allora di vino di grande pregio tanto da essere conosciuti fino a Pompei dove furono ritrovate anfore con impresso il loro nome. Il cuore del paese è la piazza del Largo Taragio su cui si affacciano l’Oratorio di Santa Caterina, la Parrocchia di San Pietro -ottimo esempio di gotico ligure e con chiari richiami alla simbologia templare- e le abitazioni dalla struttura larga e bassa. Vernazza, annoverata tra i borghi più belli d’Italia e molto apprezzata dai turisti , nacque come base marittima dei marchesi Obertenghi per contrastare l’avanzare dei pirati saraceni. La sua natura difensiva perdurò nei secoli ed ancora oggi si possono ammirare i resti della cinta muraria, del castello Doria, del Bastione Belforte e delle torri di avvistamento da cui è possibile godere di una vista mozzafiato. Monterosso è l’ultimo , il più grande e popoloso  dei cinque, suddiviso in paese vecchio e paese nuovo .  La parte più antica del borgo,  raccolta nella valle del torrente Buranco, ancora porta nei suoi edifici storici le cicatrici della violenta alluvione del 2011. Un promontorio su cui sorgono i resti dell’antico sistema difensivo ed il monastero dei Cappuccini con la chiesa intitolata a San Francesco fregiata di opere di grande valore conducono alla parte più vocata al turismo. Tra i più illustri frequentatori è doveroso citare Eugenio Montale, premio nobel per la letteratura, a cui è dedicato un parco letterario.

Sapere e sapore

Di alberi e profumo di limoni parla Montale nelle sue poesie citando uno dei prodotti migliori del territorio, coltivato dal Seicento. Il clima favorevole per quasi tutto l’anno favorisce la crescita di uve pregiate e dall’aroma particolare. La millenaria coltura della vite ha conosciuto una fase di declino legata alla complessità della coltivazione in un terreno tanto impervio. L’istituzione del Parco Nazionale ha contribuito ad invertire la rotta favorendo il recupero di molti terreni abbondonati ed il rilancio di una  produzione basata ancora prevalentemente sul lavoro manuale. Oltre al vino da tavola fregiato della Doc con le uve coltivate sui terrazzamenti si produce un passito dal profumo inconfondibile e dal colore ambrato : lo sciacchetrà. Noto a poeti e letterati, da Plinio a D’Annunzio, passando per Boccaccio e Petrarca, si produce con acini fatti appassire al sole fino a novembre e poi selezionati scrupolosamente a mano. Dal mare arriva il pesce fresco in particolar modo le acciughe pescate con le lampare e le reti a cianciolo. Lavorate a mano ancora fresche vengono disposte a strati, pressate e conservate in una salamoia ben equilibrata che le mantiene gustose a lungo.

Terra e mare uniti in una storica simbiosi . A tal proposito il pittore Renato Birolli scrisse : “Dalle vigne geometriche scenderà tra poco l’uva; dal mare sale sempre il pesce. E chi va a pesce è il medesimo che sale alle vigne…”

Info utili:

Dove mangiare:

Pasticceria Laura Via V. Emanuele,59 Monterosso

www.ristorantemiky.it

www.gelateriavernazza.it

Link utili

Turismo in Liguria

 

Altri link utili

Consorzio turistico 5 Terre

Parco Nazionale 5 terre

Consorzio Marittimo Turistico Cinque Terre Golfo dei Poeti

 

Testi e foto di Serena Borghesi |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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