A San Francisco con le mani in tasca

San Francisco_Presidio Golf Course

Sì, perché le mani in tasca significano camminare senza orari, appuntamenti e scadenze, senza borse piene di documenti, occupandoci solo di noi stessi. In questo modo si possono gustare le tante belle cose che ogni città sa offrire. In particolare San Francisco, una delle mete da non perdere assolutamente se si organizza un viaggio in California. Distesa su una superficie di 122 km quadrati conta circa ottocentomila abitanti ed è la quarta città dello Stato dopo Los Angeles, San Diego e San Josè. È stata al centro di numerosi film e telefilm ed è stata cantata in diverse canzoni Come dimenticare Steve Mc Queen che, sulla sua Ford Mustang, da vita a un inseguimento mozzafiato sulle strade scoscese nel film “Bullit”!

È una città che ha sempre fatto parlare di sé, soprattutto per lo spirito innovativo e anticonvenzionale che la ispira, dai grandi ristoranti a cinque stelle al teatro d’avanguardia, alla cultura omosessuale. A Mark Twain è falsamente attribuita la frase “l’inverno più freddo di tutta la mia vita è stato un’estate a San Francisco”. Il che non corrisponde neppure al vero. Certo, la città è preda di fitte nebbie estive ma le escursioni termiche tra il periodo più caldo e quello più freddo raramente superano gli otto gradi. Di cose da vedere e da fare ce ne sono talmente tante che un articolo può solo elencarne alcune.

San Francisco

Sicuramente da non perdere è il Golden Gate, il lungo ponte di 2,71 km che collega la città con la parte meridionale della Contea di Marin. Inaugurato nel 1937, ha richiesto 25 milioni di ore di lavoro. È colorato di arancione perché questo è il colore che lo rende più visibile nella nebbia. Ai suoi piedi si può visitare il Golden Gate Park Koi Pond, il giardino giapponese ricreato con piante, costruzioni e giochi d’acqua tipici della cultura nipponica.

Altra attrazione particolarmente gettonata è il giro sui Cable Car, i piccoli tram che si muovono in città come fanno dalla fine del 19° secolo trasportando oltre 10 milioni di persone l’anno. Con loro si può raggiungere Fisherman’s Warf, la zona portuale densa di ristoranti, aree per lo shopping e musei. Qui, una cena da Cioppino o Oysters offrirà la possibilità di gustare il famoso granchio di Dungeness, probabilmente la specialità culinaria della città. Nella stagione della pesca, che dura circa otto mesi, se ne raccolgono 17mila tonnellate! Da Fisherman’s Warf partono anche i collegamenti per Alcatraz, la celebre prigione sull’isola che ha ospitato “illustri” criminali. Attenzione però. Meglio prenotare la visita con largo anticipo per essere sicuri, giacché ogni anno è meta di oltre un milione e mezzo di turisti. Di ritorno dalla zona portuale si può fare una capatina a Lombard Street, la strada più celebre di San Francisco. Otto tornanti molto ripidi che permettono il traffico in discesa riducendo la pendenza del 27 per cento cha caratterizza la collina su cui sorge. Ogni tornante è arricchito e decorato da piante e fiori di tutti i colori che rendono particolarmente fotogenica questa via.

Una visita la merita il celebre quartiere di Castro, noto per essere il cuore della comunità gay (si stima che il 18 per cento degli abitanti del quartiere sia omosessuale). Molte le case eleganti che si incontrano, spesso di stile vittoriano, lo stile che dal 1880 ha pervaso la cultura della città e che è ancora ben visibile in numerosi quartieri. Altra attrazione è Union Square, la zona dello shopping dove si concentrano negozi di ogni genere. Da qui, sempre con le mani in tasca, si può arrivare a Chinatown in un quarto d’ora. Si entra dallo scenografico portale che nel 1969 fu donato dalla Repubblica Cinese alla città di San Francisco e che è stato ripreso innumerevoli volte in scene di film. All’interno del quartiere tutto quello che di cinese ci può essere: ristoranti (alcuni anche buoni), negozi che vendono ogni cosa ma, soprattutto, scene di vita ordinaria.

Nei dintorni della città si può scegliere una visita a Silicon Valley dove è nato l’hitech, nella Contea di Marin (quella a più alto reddito pro capite negli USA) o un’escursione a Napa Valley per gustare i celebri vini californiani. O ancora, a soli 20 km da San Francisco, Berkeley, sede dell’omonima università in cui fu perfezionata la tecnica per i trapianti cardiaci. La cittadina è oggi una ridente località che pullula di giovani studenti e di locali dove mangiare bene. A questo proposito non si può non citare il Cheese Board Collective, negozio che dal 1967 vende, tra l’altro, oltre quattrocento tipi diversi di formaggi. Nel 1971 l’attività fu ceduta dai proprietari ai dipendenti che la gestiscono tutt’oggi. Si può anche mangiare, a pranzo e cena, oltre ovviamente ai formaggi, anche pizza e insalate accompagnati da musica dal vivo.

E il golf? Nel comprensorio cittadino si trovano sette percorsi di golf. Tra questi:

Olympic Club, sede del 112° US Open. Il primo l’ospitò nel 1955. Conta 5 mila iscritti che possono praticare 19 diverse discipline sportive a livello agonistico sotto la bandiera del circolo. E’ in attività dal 1860, mentre i percorsi di golf prendono il via solo nel 1917. Tre i percorsi, due di campionato a 18 buche e un 9 buche pitch&putt. Il Lake Course (6300 metri par 71), è inserito tra i 100 migliori campi degli USA.

Presidio Golf Course. Aperto nel 1995 è il campo pubblico più rinomato. Le 18 buche par 72 di 5900 metri si snodano tra pini e altri alberi d’alto fusto. Il green fee costa 8 dollari nei giorni feriali, 12 dollari in quelli festivi. E’ aperto dall’alba al tramonto. Meglio riservate il tee time con largo anticipo.

TPC Harding Park. Conta due percorsi di gioco. Uno da 18 buche, l’altro da 9. Il primo è un par 72 di 5800 metri. E’ stato e continua ad essere sede di importanti tornei internazionali.

San Francisco Golf Club. 18 buche par 71 di 5800 metri. Caratterizzato da enormi bunker e green ondulati particolarmente veloci.

Nei dintorni di San Francisco, merita una giocata il

Napa Valley’s Silverado Golf Resort. A 75 chilometri dalla città offre due percorsi disegnati da Robert Trent Jones. La rivista Golf Week l’ha votato come uno dei migliori 50 campi dell’anno. Si snoda tra foreste di pini, querce e sequoie con numerosi giochi d’acqua che caratterizzano molte buche.

di Pietro Busconi |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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