Girare il mondo in moto? Un gioco da donna

Anita-YusofStando alla religione non potrebbe nemmeno usare la bici, e invece Anita gira il mondo in sella a una moto ruggente, spronando le donne musulmane ad “aprire gli occhi”.

Un divorzio doloroso alle spalle all’età di 45 anni e due figli da crescere. Anita adesso di anni ne ha 52, ma l’evento del passato l’ha segnata a tal punto da decidere di intraprendere un’avventura singolare: girare il mondo a bordo di una moto. “Ero affranta”, dice, “…così ho pensato che un’esperienza forte mi sarebbe stata utile”.

Come destinazione per il primo viaggio ha scelto Cambogia, Laos e Birmania. Tante le cadute, e non solo fisiche, ma non si è mai arresa ed è sempre ripartita più carica di prima.
Il secondo tour è stato più ambizioso: Asia Centrale. Ha sfiorato la guerra in Afghanistan evitando i punti di pericolo e, dopo tante peripezie, ce l’ha fatta.
Sono seguiti viaggi in Nepal, Cina e Indonesia, durante i quali ha temprato anima e corpo per il grande obiettivo: il giro del mondo.
Il 14 settembre 2015 la mamma e insegnante della Malesia dà il via all’avventura della sua vita partendo da Seattle, con l’idea di attraversare tutti i continenti visitando 40 Paesi. America del Nord, America del Sud, Inghilterra, Spagna, Portogallo e finalmente Italia, dove in questi giorni sta toccando con mano la cultura del belpaese.

Anita è la prima donna musulmana a girare il mondo in moto e sotto il casco porta il velo, ma ogni tanto se lo toglie per aggiustarsi i capelli scuri raccolti in una coda e lo riannoda attorno al collo: è il nuovo simbolo della donna musulmana libera e ne va fiera.

Uno tra gli obiettivi dell’impresa mondiale di Anita Yusof è invitare tutte le musulmane come lei ad aprire gli occhi non solo sulla religione, ma sulle condizioni della donna.

Partner del suo tour è stata GIVI, l’azienda di Giuseppe Visenzi (ex pilota di moto), che le ha fornito tutta l’attrezzatura necessaria al viaggio.

di Ilaria De Pasqua |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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