Passeggiata estetico-romantica attraverso i cimiteri di Parigi

Cimitero Pere Lachaise Parigi
Cimitero Pere Lachaise Parigi ©photo Eugenio Bersani Latitudes

Abbandonate i pensieri macabri e i luoghi comuni  e seguiteci in un racconto romantico-letterario che si dipana tra i viali dei tre cimiteri di Parigi più estetici e ricchi di testimonianze architettoniche. Nessuna tristezza, magari un filo di malinconia gentile che riempie l’animo: Père- Lachaise, Montmartre e Montparnasse, diversi tra loro, ma tutti rigogliosi come parchi, silenziosi e quieti come oasi cittadine dove aleggia persistente lo spirito di letterati, artisti e musicisti. E ispirandoci al  Foscolo,  da questi marmi  ” trarrem gli auspici”

I parigini ci odiano, noi turisti intendo. L’invasione persistente e importuna di orde di barbari guida-muniti, li indispone e li incattivisce. Il rischio della mummificazione cittadina esiste. Il rischio che la città più bella della galassia venga trasformata in un museo semi-vivente, piegata e ridotta   a cartolina, non è solo immaginazione. Dunque, per sfuggire a questo pericolo, la proposta è la seguente: cercare un rifugio, possibilmente estetico e corroborante al pari grado dell’estetizzante Parigi, ma quieto, dolce, scevro dalle turbolenze delle masse in gita. Eccoci qua con una Modesta Proposta, vivere i più bei cimiteri parigini come un sunto della città stessa, alla ricerca di una nuova e innovativa estetica della morte. Per abbandonare l’equazione cimitero-morte e dolore, serve che la giornata sia soleggiata e lieta, ça va sans dire. Il sole, la primavera delicata o l’estate raggiante, persino l’autunno splendente, vanno sempre bene. Astenersi da giorni piovosi e freddi quando si stenterebbe ad abbracciare questa nuova corrente filosofica.

 

Le cimetière de Montparnasse

Il cimitero di Montparnasse a Parigi, visto dalla Tour de Montparnasse
Il cimitero di Montparnasse a Parigi, visto dalla Tour de Montparnasse

La Tour Montparnasse, orrendo scempio architettonico sul fondo della deliziosa rue de Rennes, è tanto avvilente e sgradevole da sembrare una vendetta sulle delizie dell’immarcescente Saint Germain, vicina in linea retta, ma lontanissima in ere architettoniche. Domina, ovunque e su ogni cosa, divinità brutta e cattiva. Gli oriundi la sberleffano dicendo che il punto più bello della Tour è la cima, perché è l’unico luogo da cui non la si vede. Anche qui, tra i dolci viali del Cimetière, non lascia tregua. Così, viene facile pensare con tocco grand guignol, che sia preferibile rifugiarsi nella vità eterna piuttosto che stare perennemente sotto l’occhiuta ombra dell’oscura torre. Comunque, torre a parte, il cimitero di Montparnasse è come un bel giardino ombroso rallegrato dal cinguettio bisbetico dei merli,  fitto di panchine e di bei monumenti. Il côtè dominante è tardo ottocentesco, goticheggiante e per sovrappiù, coperto da una patina scura che offusca il neogotico cimiteriale lanciando la fantasia verso le sorelle Bronte e Mary Shelley. Al sabato, giorno perfetto, i viali sono territorio di dolci mesdames che con vigore vedovile lustrano le tombe dei mariti defunti. Poca, pochissima gente. Sembra di stare in una bolla  silenziosa e verde al centro della città. Certo, questi cimiteri parigini sono luoghi ricchi di fascino e d’arte e in ogniuno di questi  sono previste visite guidate. Ovvero anche qui si spingono i turisti. Sono troppi a Parigi per fermarli tutti. Ma i più qui non arrivano: i cimiteri sono meta di chi si ferma per periodi abbastanza lunghi in città. Arrivano dopo le mete ben più classiche. Molto dopo….

Siccome si tratta di piccoli villaggi  mortuari assai estesi, non pensate di far bene andando a naso perché vi trovereste sfiniti e persi chissà dove: alle entrate sono a disposizione delle mappe plastificate e gratuite da riconsegnare alla fine. Onestamente sono piuttosto imprecise, ma tant è. Il pellegrinaggio sulle tombe dei grandi offre molti spunti a Montparnasse; tutto lo scibile umano v’è rappresentato, scrittori maledetti, industriali, cantanti e commediografi. Una grande vittoria alata al centro del cimitero, sulla 1° divisione, segnala il sarcofago di una celebrità moderna, Serge Gainsbourg , i cui fans orfani e afflitti lasciano ancora biglietti e fiori. Alla 15ma divisione dorme l’oppiomane genio di Baudelaire: solo un monumento anonimo, gotico e appuntito, che si fatica a trovare, per una delle glorie di Francia. Sassi, biglietti e memorabilia per Sartre e Simone de Beauvoir, sepolti insieme sotto una semplice lapide rigorosa e spoglia dove la sola cosa evidente sono i loro indimenticati nomi. Le ‘cimitière du Sud’ come viene chiamato Montparnasse, accoglie 42.000 sepolture protette e vegliate da 1200 alberi

 

Le cimitiere de Montmartre

La tomba di Dalida al cimitero Pere Lachaise a Parigi
La tomba di Dalida al cimitero Pere Lachaise a Parigi

Eccoci verso ovest. Un antico, elevato cimitero all’interno delle mura e sopra la città. Più modesto di quello di Montparnasse, ma forse più interessante per architetture e atmosfera. Arrivando da Place de Clichy ci si trova immersi in un romanzo, non sai dire se di Balzac o di Hugo. Vecchie mura, un ponte in ferro alto sulle strade, vicoli e viottoli e infinite tombe antiche arricchite da una patina di vecchiume e polvere. Nostalgico e antico, risale al 1798, offre tagli goticissimi, soprattutto nelle tombe più antiche e abbandonate: cappellette a punta, dai vetri rotti fittamente decorate da ragnatele e marmi sbeccati. Poi, tra terrazzature verdeggianti che seguono i declivi della Butte de Montmartre, si incontrano i nomi noti. Fanno sussultare i nostri cuori, Zola, Stendhal, Dumas e poi Truffaut, Degas e Offenbach. Neppure la morte porta l’eguaglianza. La tomba di Émile Zola è sontuosa ed enorme, alta sulla piazza principale del cimitiere. Marmo rosso e fluenti linee decò a formare un anfratto dove domina il busto severo e baffuto dell’ ècrivant. Proseguendo e passeggiando tra cespugli di rose aggraziate e ombrose fronde si incespica su antichi cippi abbandonati che fanno molto pensare. Ma poi, volti l’angolo e il sole dorato cancella ogni timore riconducendoti in questo bel giardino odoroso dove, per combinazione, dormono gli avi.  Ed ecco che sopra un alto terrazzamento rifulge la figura intera di Dalida, immortale in un lungo abito da sera  marmoreo e bianchissimo. Impressionante : la statua è fissata nel marmo eppure sembra muovere verso chi la guarda. Piacioso e quasi sorridente, con i ricci mossi di ogni genio ottocententesco, occhieggia da un bassorilievo bronzeo il bel volto di Stendhal. Curiosi versi suggellano la lapide;  qualcuno ha voluto scrivere: “ Arrigo Beyle-Milanese”. Quel pazzo di Stendhal, è noto,  dopo lunghi soggiorni milanesi, sosteneva che Milano fosse la più bella città del mondo. Forse qualche milanese ha voluto omaggiare….

 

Le cimitiere du Père Lachaise

Cimitero di Pere Lachaise Parigi ©photo di Eugenio Bersani Latitudes
La tomba di Edith Piaf al Cimitero Pere Lachaise Parigi ©photo di Eugenio Bersani Latitudes

Qui il progetto traballa. Trattasi del più visitato cimitero al mondo con 69.000 tombe tra cui  celebrità che sviluppano fenomeni di fanatismo. Viene in aiuto la sua estensione, 43 ettari, che diluiscono assaissimo le presenze umane. Il padre a cui è intitolato, era un gesuita , nientemeno che il confessore di Luigi XIV che morì in questo luogo dove la Compagnia aveva un ospizio. Qui amenità, estetica e leggende si fondono in un fascino arcano a cui non si sfugge. Se ne avete il tempo, preferite un percorso in esterni. Il bus n° 69 parte da Place de la Bastille e vi deposita di fronte all’entrata principale attraversando i bellissimi quartieri popolari alle spalle di Bastille. Se siete fortunati, all’entrata su Boulevard Daumesnil, troverete una giovane parigina che ha messo in piedi un utile commercio con cartine dettagliate davvero preziose. Il cimitero è infinito, un grande parco quieto per passeggiate estetiche in raccoglimento. Fuori le alte mura, la città rimbomba di traffico e vita. Qui le leggende si sprecano, si racconta di messe nere sulle tombe, di riunioni di spiritisti e necrofili, finanche di vampiri. Non è leggenda però,  che il giorno di Ognissanti appaiono grandi mazzi  di fiori su alcune tombe…in ogni caso, il Père Lachaise è un luogo incantato dove si saluta la storia. Vano è il tentativo di omaggiare tutti i celebri abitanti della Città dei Morti, ma alcuni di loro si debbono obbligatoriamente  sottrarre all’oblio. Adorata, indimenticata, Colette ‘Ici Repose’ sotto marmo nero e snobbata dai più. In una cappelletta anonima, ma su uno dei viali principali, giace Rossini, pure lui un pò snobbato senza neanche un rigo di pentagramma. Ma magnifica è la grandeur funeraria, obelischi, piramidi, busti enormi in bronzo, anche qui architetture gotiche e tanto muschio. Spazi infiniti, alberi maestosi e finanche una grande chiesa  e un arco di trionfo sul piazzale centrale.. Perfino Chaplin ha un monumento familiare anonimo che non lo onora. Ma è proprio l’anonimato il valore aggiunto, un certo under statement che evita sensazionalismi. Balzac, l’imperatore della Comédie Humaine, non ha sorte migliore; giace sotto un piccolo cippo sormontato dal busto del suo nobile volto. Oscar Wilde, morto povero e perseguitato, ha invece il conforto di una grandiosa tomba dai tratti quasi egizi. Un vetro ritardatario protegge la figura alata che qualcuno ha evirato. Jim Morrison combatte con la sua fama imperitura: in passato scene isteriche, gente che amoreggiava sul sepolcro, avevano richiesto la presenza quotidiana di un gendarme. Oggi non ve n’è traccia. Adesso a evitare gli eccessi ci sono solo delle brutte transenne. Sic transit gloria mundi.

Montparnasse_IMG_1884Vai alla photogallery

 

Info Utili:

Un ottimo sito per vedere e scaricare mappe è :

http://www.paris.fr/cimetieres#les-20-cimetieres-parisiens_4

Inoltre per localizzare i vari cimiteri della città un’ottima pagina è

http://meslieux.paris.fr/cimetieres

Linkutili:

http://it.france.fr/

Come arrivare: Ryanair offre voli low-coast da Milano Orio Al Serio a Parigi Beauvais (85 km dal centro città).  www.ryanair.it

Ottima alternativa il treno. Prenotando via internet con almeno 15 giorni di anticipo, si viaggia con 60 euro (A/R) www.sncf.com

Quando andare – Clima: Parigi ha un suo fascino in ogni stagione. Il clima è continentale

 

Fuso orario: come in Italia

Documenti: carta d’identità

Lingua : Francese.

Religione: cattolica.

Elettricità: 220 w

Prefisso telefonico: 0033 (1 per Parigi) + numero abbonato

Valuta: euro

Abbigliamento: gli inverni sono freddi e piovosi e occorrono indumenti pesanti; in estate può fare molto caldo. Primavera e autunno richiedono abbigliamento a strati perché è difficile stabilire le temperature in corso.

 

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