Sulle orme di Roald Dahl

roald-dahlCon questo articolo inizia la nostra collaborazione con Annamaria Giannetto Pini. Laureata in Lettere a indirizzo turistico, lavora inizialmente come agente di viaggio e poi come promotrice di eventi culturali. Diventa giornalista scrivendo di porzioni di mondo e collabora con web magazine e free press trattando di viaggi, cultura e tempo libero. Grazie agli studi in Editoria, alla passione per il disegno e alle sue “tre simpatiche canaglie” da cui trae continua ispirazione, inizia a illustrare libri per bambini. Per Latitudeslife fonde viaggio e infanzia in questa rubrica intitolata “Piccoli nomadi”.

Cent’anni fa nasceva Roald Dahl e il mondo, almeno quello dei bambini, non sarebbe stato più lo stesso. Ciò che questo autore britannico di origini norvegesi avrebbe scritto, si sarebbe impresso nella memoria collettiva e l’infanzia sarebbe diventata ancor più dolce.

Ripercorrere le orme di Dahl per un bambino è un’esperienza imperdibile. Di quelle che non si dimenticano e ti cullano nei momenti bui dell’età adulta. Quindi irrinunciabile. E allora, mamme e papà, prendete nota.

Il nostro viaggio agli albori del “Grande Gigante Gentile”, l’amico che ogni bambina vorrebbe avere, e di “Matilde”, ragazzina assetata di libri e di affetto, comincia a Great Missenden, centro medievale a circa 60 Km a nord-ovest di Londra. È qui, nella contea del Buckinghamshire, che Dahl visse per quasi 40 anni ed è qui che la maggior parte dei suoi memorabili personaggi ha preso vita. Nota come Gipsy House, la sua era ed è tuttora una grande casa bianca dall’aspetto fiabesco, con giardino fiorito, sentieri che si snodano tra piante perfettamente potate e vasi traboccanti di fiori. E se si scopre che a realizzare questo giardino all’inglese aperto al pubblico,  oltre allo stesso Dahl, è stato proprio colui che ha ispirato il GGG, l’incanto aumenta. Perché pare infatti che un tizio del posto, tale Walter Saunders, avesse nasone, orecchie enormi e mani a casco di banane proprio come il mitico gigante.

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La visita a Great Missenden, con la sua manciata di case e le due graziose cappelle, prosegue al cimitero locale in cui il romanziere, dal 1990, è sepolto (meglio se in pieno giorno, così da non impressionare troppo i nostri piccoli viaggiatori). E continua al The Roald Dahl Museum and Story Centre che vanta sale interattive per piccoli scrittori in erba, mostre biografiche e la poltrona originale dell’autore dove, tra gli altri, nacque Willy Wonka.

È immaginando di essere guidati da questo stravagante personaggio che raggiungiamo la prossima tappa, Bournville, a 140 Km da Great (8 da Birmingham). Qui si trova Cadbury World, parco tematico che omaggia la bottega dolciaria omonima di inizio Ottocento e che ispirò a Dahl, neanche a dirlo, “La fabbrica di cioccolato”. Probabilmente non ci sarà alcun Umpa Lumpa ad accogliervi, ma la visione di cacao a perdita d’occhio è assicurata (tour completo, circa 3 ore).

Per chi ha tempo e voglia di spostarsi verso il nord, in Cornovaglia, nella cittadina di Newquay, lungo la costa atlantica, si trova poi lo spettrale quanto lussuoso Hotel Headland in cui fu ambientato “Chi ha paura delle streghe?”, trasposizione cinematografica del romanzo di Dahl “Le streghe”. Ci si può accontentare di guardarlo da fuori dove il manto erboso che lo circonda e l’Oceano sullo sfondo soddisfano qualsiasi pretesa suggestiva. E i bambini potranno vedere con i propri occhi il luogo descritto su quelle pagine in cui le streghe dagli occhi cangianti e dai piedi senza dita si riunivano per programmare diabolici piani.

Sarà sempre quello scenario, così simile alla costa norvegese, a catapultare i giovani lettori di Dahl nelle atmosfere di “Boy”, il suo romanzo dichiaratamente autobiografico.

Il nostro itinerario termina seduti comodamente in poltrona, questa volta non quella di Dahl però e neppure la vostra, ma quella del cinema più vicino a casa dove, dal 1 gennaio 2017, arriverà anche per il pubblico italiano l’attesissimo “GGG” per la regia di Steven Spielberg (che a Dahl deve già il soggetto dei Gremlins). E in sala, al posto dei pop-corn, “sciroppio” e “centrionzoli” per tutti.

di Annamaria Giannetto Pini |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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