Paese che vai, Natale che trovi

London, UK: Regent street
Foto di Vittorio Sciosia

Simboli del Natale? Ce ne sono a iosa. Anzitutto l’Albero decorato (pigne, palline colorate, candele, pacchettini con dolci o piccoli regali ecc.) e il Presepe (il bue e l’asinello a scaldare il neonato Gesù e una schiera di pastori con agnellini a tracolla a far da corona alla capanna).

I simboli, in Italia e nelle varie parti del mondo che festeggiano la nascita del Redentore, sono tanti e decisamente ‘misti’: intendendo con questo che non tutti sono simboli religiosi e molti di essi hanno origine da antiche credenze pagane o da interpretazioni di fedi specifiche di luoghi e consuetudini di una infinita varietà di popoli e razze. Siccome però la ricorrenza del Natale è oramai festeggiata un po’ dappertutto, ecco che altri ‘simboli’ si aggiungo a quelli citati: il Ceppo,  la Stella di Natale, il Vischio, l’Agrifoglio, la Calza per i doni appesa al caminetto e, specie da noi, per il Cenone di Natale, prelibatezze gastronomiche quali il cotechino, lo zampone, il capitone a Roma, i cappelletti in Emilia, senza dimenticare una varietà di ‘dolci’ che ha dell’incredibile: panettoni, pandori – naturali e farciti- quindi torroni, caramelle, canditi e ancora eccetera, eccetera. In Italia, ogni zona vanta la sua specialità natalizia; in Europa e nel mondo avviene altrettanto, motivo per il quale la festa di Natale la si può considerare, senza ombra di dubbio, la festa regina dell’anno solare.

Girovagando fra le altre nazioni, scopriamo ad esempio che la festa di Yule (Natale) nei paesi anglosassoni era antecedente la festa cristiana, così come l’albero di Natale pare sia stato utilizzato come simbolo natalizio per la prima volta in Germania. Nei Paesi delle due Americhe, molto più che in Europa, è abitudine decorare l’esterno delle case con luci, fantocci di neve (quando c’è), slitte a rievocare l’arrivo di Babbo Natale e altre figure natalizie. Sono tante oramai le città del mondo che allestiscono festoni di luci colorate – il più delle volte ‘sponsorizzate’ dai negozi, da consorzi privati o da autorità comunali, per illuminare le vie e le piazze più importanti. Non ha avuto sempre giorni lieti, questa festività. Nel breve periodo storico della repubblica cromwelliana in Inghilterra (1653) la festa del 25 dicembre venne abolita, così come venne completamente ignorata nell’ex Unione Sovietica dopo la rivoluzione bolscevica del 1917; ben 75 anni di buio durante i quali i cristiani ortodossi furono obbligati ad officiare i riti natalizi di nascosto.

Mentre gli olandesi hanno stabilito la festa di Santa Claus (San Nicola, un vescovo del IV secolo dopo Cristo) nel giorno del 6 dicembre, nel Nord America e nelle colonie inglesi il nome del santo

(Santa Claus o Saint Nick) ha assunto la veste di colui che portava i doni ai bambini e anche agli adulti. In Austria, Svizzera e Alto Adige, nella sua opera di distribuzione di doni, San Nicola è accompagnato da un personaggio chiamato Knecht Ruprecht – nel nord dei paesi di lingua tedesca – o Krampus, nelle Alpi centrali: una specie di diavolo che anziché recare doni poteva persino rapire i naturali destinatari, cioè i bambini. Altri personaggi preposti ad allietare le festività con la consegna di regali, dolci e calze ripiene di prelibatezze, sono Santa Lucia (13 dicembre, festeggiatissima nel nord Europa, specie in Svezia) e la Befana (6 gennaio, in Lombardia orientale, Veneto ed Emilia-Romagna). ‘Messaggeri’ di regali sono anche i Re Magi, in modo particolare in Spagna. Scampoli di feste di fine d’anno si hanno nelle altre parti del mondo: el Niño Jesus in Colombia e nell’America Latina in genere; in Cile c’è el Viejo Pasquero e in Brasile Papai Noel.

Si può completare (parzialmente) il quadro delle ricorrenze natalizie con le Filippine, che celebrano la più lunga stagione natalizia del mondo, sotto l’influenza della cultura ispanica. Le funzioni di Natale hanno inizio il 16 dicembre e durano nove giorni, sino alla vigilia, detta la Noche Buena.

Ultimo flash: la lontana Corea del Sud e l’ancor più lontana isola di Timor Est (un tempo colonia portoghese) luoghi nei quali Natale è considerato una festa ufficiale; sentita e praticata forse in misura maggiore che in tanti altri luoghi tradizionalmente cattolici.

del ‘Columnist’ Federico Formignani | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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