Sciare sulle piste incontaminate del Queyras

 

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Natura selvaggia, piste incontaminate,  il Queyras è un piccolo territorio a 140 chilometri da Torino, all’ombra  del versante francese del Monviso. Il Parco naturale del Queyras, protetto gelosamente dalle Hautes Alpes offre in qualunque stagione splendidi scenari naturali. In questo periodo, per chi ama la neve fresca e apprezza le sciate primaverili la valle, ancora ovattata in un soffice manto bianco e lontana dal turismo di massa, offre il vero contatto con la natura e con le tradizioni. Non solo d’inverno: anche Pasqua è un momento ottimale per regalarsi una piccola vacanza tutta relax, riposo, rigenerazione e salutare attività fisica al tiepido sole di primavera.

Il Queyras è però una regione capace di attrarre anche chi ama vivere altri aspetti della montagna, e i 90 chilometri di piste di sci alpino sono affiancate dal oltre 100 km di itinerari per sci di fondo e dall’organizzazione di attività di diverso tipo“a contatto con la natura”, dai percorsi con cani da slitta guidati da John ( +33 682 46 23 86 / jonathan.perrolaz@wanadoo.fr) o in racchette da neve , oppure la risalita con ramponi dei torrenti ghiacciati fino agli sport estremi come il parapendio, o le scalate delle cascate di ghiaccio dove l’adrenalina sale a mille. Una valle di straordinaria bellezza naturalistica e teatro di importanti eventi storici (qui nacque la repubblica degli Escartons), lentamente, schiude i suoi segreti. All’ombra di pini Cembro, abeti e larici , marmotte, volpi, cinghiali, di camosci, stambecchi, mufloni, lepri si abbeverano nel fiume che attraversa la regione. Dalle cime rocciose delle Alpi, aquile e gufi vegliano su questo paradiso inviolato nel quale nidificano un centinaio di specie di uccelli. Immersi nella natura, fanno capolino, tra i rami innevati delle conifere gli otto paesini che costellano la valle: Saint-Veran, il comune più alto d’Europa con i suoi 2040 metri (“dove – dicono – i galli beccano le stelle”) . Famoso per le moltissime meridiane, più di una trentina, che decorano le sue case in pietra e legno.

E poi Anguille, Arvieux, Ceillac, Molines, Ristolas, Abriès e Chateau-Ville-Vieille dove Philippe De Broca girò alcune scene del film «Il cavaliere di Lagardère». Duemilacinquecento gli abitanti nei mesi invernali, tre volte tanto in luglio e agosto quando la natura esplode nelle mille tonalità di verde di prati e alberi, e nella tavolozza multicolore dei fiori. Dalle cucine delle antiche case si sprigionano gli odori inconfondibili delle ricette locali, arricchite dall’utilizzo di prodotti tipici della zona . Qui, tra queste montagne, la cucina ha mantenuto la genuinità della tradizione.

Naturalmente, essendo in territorio francese, la parte del leone la fanno i formaggi: il migliore è il Bleu du Queyras, un erborinato a pasta dura gustosissimo abbinato al miele o sciolto nella fondue Savoyarde. La Raclette “all’Ours Blanc” a Molines è sublime e costa solo 14 euro. Val la pena anche di assaggiare anche la Tartiflette a “L’Etape Gourmande” a Ceillac e poi terminare il pranzo con le croquettes du Queyras, i biscottini secchi parenti stretti dei nostri cantucci. Anche l’ospitalità è calda e accogliente: ad Arvieux, la “Ferme de l’Izoard” ha deliziose camere e una cucina che conquista oltre a una piscina esterna riscaldata. Se preferite un hotel dedicato all’arte di vivere elegante, allora scegliete l’Alta Peyra a Saint Véran. Progettato dall’architetto Régis Dallier, l’hotel Alta Peyra è stato concepito come un piccolo villaggio, suddiviso in cinque edifici tutti collegati. L’architettura è in perfetta armonia con le abitazioni tipiche di Saint Véran, denominate “Fustes”, modello architettonico europeo. Gli interni sono di gusto moderno, senza creare rottura con l’ambiente, utilizzando i materiali più pregiati della Regione (ardesia, legno, pietra), lane e una gamma di colori, che spaziano dai beige ai grigi, con sprazzi di caldi rossi.  Prima di lasciare questo paradiso naturale, è d’obbligo una sosta alle botteghe degli artigiani del legno: Pier e Claude Grossan a Ceillac da 60anni intagliano tavoli, sedie, culle, saliere e sottopentole tutti decorati con la tipica rosa alpina di Queyras, mentre per una panoramica completa su miele, liquori, erbe, tessuti, legno, mobili scolpiti, pizzi e ceramiche rigorosamente locali, tappa obbligata alla Maison de l’Artisanat a Chateau-Ville-Veille.Per info: www.queyras-montagne.com.

 Testo  e foto di Graziella Leporati |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

 

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