Nepal, batter d’ali

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Lumbini, patrimonio dell’UNESCO, è la città del Buddha. Il luogo, sacro al buddhismo, meta di pellegrinaggio, è anche l’habitat di numerosi volatili che qui hanno trovato un loro ecosistema. Forse perché si respira un’atmosfera che mette in pace col mondo.

La piccola città dove è nato il Buddha si  trova nella pianura del Terai, a circa venti chilometri dal confine indiano e a 250 km dalla capitale, Kathmandu. Lumbini – che significa l’incantevole – è patrimonio dell’Unesco dal 1997 principalmente perché luogo di nascita del principe Siddharta, divenuto poi, nel corso della vita, colui che si liberò dai condizionamenti terreni. La parola Buddha è il participio passato del sanscrito budh – prendere conoscenza, svegliarsi – significa, quindi, risvegliato. Siddharta fu noto anche come Tathagata, colui che ha trovato la Verità.

Questa città è uno dei luoghi più sacri del Nepal ed è una delle quattro mete di pellegrinaggio più importanti per i buddhisti: questo sito rappresenta, appunto, la sua nascita, Bodhgaya è dove si è verificata la sua illuminazione, il luogo del suo primo discorso è Sarnath, e quello della sua morte è Kushinaga. Si trovano tutti in India, eccetto Lumbini, e tutti questi eventi sono avvenuti a contatto con la natura e sotto la chioma di alberi secolari. Nell’area sacra adiacente alla città, oltre al luogo di nascita dell’Illuminato, sorgono numerosi templi e monasteri costruiti grazie ai contributi di tutti gli stati buddhisti del pianeta. Tale area è stata messa a disposizione dallo stesso stato del Nepal. Una cosa interessante è che ogni tempio è stato realizzato mantenendo i diversi stili architettonici delle diverse nazioni in cui viene praticato il buddismo. E’ possibile visitare l’area a piedi, in bicicletta, oppure in risciò. Nell’unica strada di una certa importanza della città, la main road, si trovano una manciata di negozi e ristoranti; è questa la zona battuta dai turisti provenienti da tutto il mondo, che si danno il cambio passandosi il testimone per una breve esperienza, della durata di due o tre giorni al massimo. Poi ripartono tutti subito alla volta di Kathmandu o Pokhara.

Appena fuori dal minuscolo nucleo cittadino, comincia un’area costituita principalmente da prati in fiore, zone campestri e piccoli agglomerati di case e baracche, più o meno accoglienti,costruite in legno o con materiali di recupero. Quella è la vera Lumbini, la parte che non è stata ancora troppo intaccata dall’influenza del turismo, attività che è cresciuta molto nel corso degli ultimi anni. Lì la vita è calma, quieta, di una semplicità e di una povertà disarmanti rispetto agli standard europei. I prati fioriti che circondano i campi coltivati, le fattorie e le case private dei contadini, sono di un bel verde acceso, con fiori gialli di Brassica dal lungo stelo che spuntano a testa alta dalla massa di erba sottostante, vengono utilizzati per ricavarne la senape. Questi prati sono intervallati da pozze d’acqua dove cresce abbondante la Tipha, con i suoi fiorellini di colore bruno e le spighe cilindriche marroni lunghe fino a 30 cm. Su queste distese d’acqua si pussono osservare il Kingfisher (la versione asiatica del nostro Martin pescatore), la Cicogna bianca, l’Airone bianco maggiore, pappagalli di un verde brillante, il Marabù maggiore asiatico, l’Anastomo asiatico, la più rara Gru Antigone ed altri volatili di piccole dimensioni. La Gru Antigone è una grande gru stanziale che quando si erge sulle zampe e distende il collo, raggiunge un’altezza di quasi due metri. È facilmente distinguibile dalle altre gru per via del colore grigio del piumaggio e per il contrasto con il bel rosso della parte superiore del collo e del capo.

C’è una sorta di quiete magica in queste zone lacustri: essendo l’acqua priva di onde, l’atmosfera è sospesa, la delicatezza raffinata degli uccelli acquatici che le popolano aumenta questa sensazione d’irrealtà, poiché con le loro zampe sottili sembrano procedere in punta di piedi, rispettosi del silenzio che li circonda. Le ali dell’Airone bianco maggiore, come lame morbide, solcano l’aria o per meglio dire l’accarezzano. Il suo corpo ricorda quello di un pattinatore sul ghiaccio, di bianco vestito e con l’andatura delicata come se stesse sfiorando i tasti di un pianoforte. Come tutti gli aironi, però, possiede un abito di nozze che indossa nella stagione riproduttiva: in quel periodo il becco diventa nero e le zampe più gialle fino a diventare quasi rossastre, il piumaggio è più brillante e le piume si estendono come un ventaglio sulla parte inferiore del dorso. La Cicogna bianca  è immediatamente riconoscibile per via del suo piumaggio bianco e nero. Le zampe, il becco e il collo sono dotati di una fisionomia elegante e sottile e presenta un piumaggio prevalentemente bianco, con solo le remiganti delle ali di colore nero. La Cicogna bianca è il terzo uccello più grande nel genere Ciconia: dalla punta del becco alla punta della coda supera il metro, con una apertura alare di oltre due metri.  L’Anastomo asiatico, è un uccello della famiglia dei Ciconiidae,  con la sua lunghezza di soli 68 cm è una delle cicogne più piccole. Nella stagione degli amori il piumaggio degli adulti è completamente bianco, tranne le copritrici nere, le zampe rosse e il becco grigio-giallastro. Il Marabù invece possiede uno stile diverso: le sue ali sono possenti e quasi minacciose. Ha un’apertura alare tra le più grandi di tutti gli uccelli terrestri, raggiunge quasi i tre metri. Ha zampe lunghe e sottili ed un corpo delicato e forte allo stesso tempo; però il suo portamento non è elegante come quello dell’airone, ricorda piuttosto una guardia di frontiera, un asceta o il giocattolo meccanico dello schiaccianoci; infatti Il nome marabù deriva dal francese marabout, che significa “asceta in meditazione”, che a sua volta viene dall’arabo murābit “guardia di frontiera”.

Seguendo la rotta di uno di questi uccelli  si torna a Lumbini, una città a cavallo tra l’era moderna, fatta di turisti, wifi, caffè espresso all’italiana,  pancake, bancomat e tour organizzati, e un passato che per fortuna, fino ad ora permane nella quiete e nella semplicità di un luogo che non possiede molte attrattive “tipicamente turistiche”.  La naturale pace dell’ambiente circostante e la sua potente spiritualità sono il prezioso lascito dell’aver accolto nel grembo della sua terra, duemilacinquecento anni fa, una delle guide spirituali più importanti nella storia del nostro pianeta, il Buddha.

Testo e foto di Lorenzo Zelaschi  | Riproduzione riservata Latitudeslife.com

Info utili

Informazioni su Discover Nepal

Come arrivare: sono arrivato a Lumbini lasciandomi alle spalle Varanasi e, giunto in treno a Gorakhpur, ho preso un autobus diretto al confine, nella cittadina di Sonauli. Da quest’ultima è possibile arrivare a Lumbini in taxi, dividendo il viaggio con qualcuno, se lo si desidera, in modo da abbassare i costi; oppure prendendo altri due pullman.

 

Quando andare – Clima: a mio avviso, la stagionale ideale è la primavera – o, addirittura, da metà febbraio in poi, in quanto l’estate è molto calda di giorno e l’inverno abbastanza freddo di notte.

 

Dove dormire: Lumbini per essere una piccola cittadina, offre abbastanza alternative; io consiglio “Lumbini Village Lodge”, la guest house dove ho alloggiato per un mese, sentendomi a casa. Sito web: https://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g424940-d1904807-Reviews-Lumbini_Village_Lodge-Lumbini_Lumbini_Zone_Western_Region.html

Dove mangiare: ci sono ristoranti più o meno economici, a seconda delle proprie esigenze.

Viaggio organizzato:  si può richiedere un viaggio organizzato per visitare il complesso di templi nella zona sacra, dove è presente anche la casa natale di del principe Siddharta – il Buddha.

Azonzo Travel organizza da maggio a ottobre viaggi organizzati Nepal e Tibet a partire da 1500€

Fuso orario: UTC +5.75 Asia/Katmandu

 Documenti: passaporto e visto che si può richiedere una volta varcato il confine, oppure una volta arrivati in aeroporto a Kathmandu

 Vaccini: nessuno in particolare, a mio avviso.

 Lingua: nepalese/hindi/inglese (come spesso succede in queste zone, solo chi ha a che fare con i turisti parla l’inglese)

Religione: buddismo/induismo

Valuta: rupia nepalese; qualcuno accetta anche i dollari.

 Elettricità: Le spine sono simili a quelle italiane e la maggior parte delle volte ce la si cava senza adattatore, ma se l’avete o vi capita la possibilità di comprarlo è una sicurezza in più. C’è qualche blackout sia al mattino che alla sera, ma niente di penalizzante.

 Telefono (prefisso e copertura mobile): Il prefisso 71 è il prefisso della città di Lumbini e Lumbini si trova in Nepal. Se ci si trova al di fuori del Nepal e si desidera chiamare una persona a Lumbini, oltre al codice di zona, bisogna inserire il codice del paese che si desidera chiamare. Il codice del Nepal è +977, quindi se ci si trova in Italia e si vuole chiamare una persona a Lumbini, bisogna anteporre al numero di telefono di questa persona +977 71.

Abbigliamento: in primavera: vestiti leggeri e una giacca per la sera. Altrimenti, per stagioni più fredde, attrezzarsi con vestiti caldi per la notte, in quanto in Nepal, Guest House, Lodge e Hotel non sono riscaldati; se fa freddo fuori, farà freddo anche dentro.

Shopping: Lumbini è una città molto piccola e non offre molte attrattive per quanto riguarda lo shopping

 Suggerimenti: una zona interessante da visitare è l’area di “Kapilvatsu”; si può raggiungere noleggiando uno scooter oppure in taxi

 Eventi:Holi Festival” (festa delle polveri colorate, di nascita indiana) il 2 marzo.

 

 

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