Il weekend delle sagre si festeggia con bruschette, formaggio di fossa e pan dolce

Per il weekend delle sagre si parte dalla Maremma Laziale e, risalendo la Penisola verso nord, si arriva in Romagna e in Valle d’Aosta.

A Canino si potrà scoprire in ogni sua sfaccettatura l’oro verde di un intero territorio. Il paese in provincia di Viterbo, che da sempre produce un olio extravergine di oliva tra i più pregiati d’Italia, scalda i motori in vista della Sagra dell’Olivo, la festa per eccellenza dell’anno: il 30 novembre, l’1 e il 2 dicembre è in programma uno stuzzicante antipasto della manifestazione con la gara dei poeti a braccio, gli spettacoli teatrali, la maratonina dell’olio e frantoi e cantine aperte “anticipando la sagra”. Sarà una gustosa occasione per degustare l’olio novello sulle bruschette e per scoprire Canino, che sorge su dolci rilievi ricoperti di olivi a pochi chilometri dal confine con la Toscana, immerso in un territorio ricco di storia. La parte antica conserva interessanti edifici fatti costruire dalle importanti famiglie che hanno legato nel tempo il proprio nome al paese, come il palazzo Bonaparte, la fontana Farnesiana e il palazzo del Municipio. Qui infatti nacque Alessandro Farnese – in seguito diventato papa Paolo III – e sempre qui visse e fu sepolto insieme alla famiglia Luciano Bonaparte, il fratello di Napoleone.

Dal Lazio all’Emilia-Romagna, il 2 dicembre Sogliano al Rubicone tornerà ad aprire le sue   porte per la Fiera dedicata al prelibato formaggio di fossa, considerato un piccolo tesoro già nel Settecento. Durante i tre mesi di maturazione il formaggio infossato subisce trasformazioni fisico-chimiche che gli conferiscono aroma e gusto inconfondibili, oltre a migliorarne la digeribilità: nei secoli le tecniche di infossatura si sono sempre più raffinate e nel 2009 questo prodotto d’eccellenza romagnola ha ottenuto la denominazione “Formaggio di Fossa di Sogliano DOP”. Tra spettacoli teatrali, musicali e ricreativi, convegni e concerti, si potrà degustare questa delizia abbinata ai vini, al miele e ai fichi caramellati. E non mancherà un’area interamente dedicata ai bambini e al divertimento, con animazioni, laboratori e giochi.

In Valle d’Aosta, invece, è già tempo di Natale. O meglio della “nonna” del panettone, la micòoula, un particolare pan dolce di segale che si cucina usando gli ingredienti più disparati. Una delizia da assaggiare dal 2 al 9 dicembre nel piccolo borgo di Hone, alla festa ad essa dedicata: si tratta di un prodotto davvero particolare che si differenzia dal comune pane nero per la presenza di castagne, noci, fichi secchi, uva passa, e, talvolta, anche scaglie di cioccolato. Consumato tradizionalmente nel mese di dicembre, prende il nome dal dialetto franco-provenzale patois tipico di queste zone: micòoula” significa infatti “pane un po’ più piccolo e un po’ speciale”. Noto già in età medievale, era l’antico pane con castagne tipico della vallata di Champorcher: poi, con il passare degli anni, è stato via via arricchito negli ingredienti e si è trasformato in dolce natalizio.

a cura di Fuoriporta  |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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