I concerti che hanno fatto tremare il Muro di Berlino, a 30 anni dalla caduta

Oggi ricorre il trentesimo anniversario dalla caduta del muro. Per questa occasione ripercorriamo i concerti che hanno scelto il muro come sfondo. Sempre in tono di sfida.

Foto di Caro Sodar da Pixabay

Oggi, 30 anni fa, crollava il muro di Berlino, sotto i colpi dei suoi abitanti: è uno dei momenti più importanti della Storia contemporanea. Come si sa, i sentori di una caduta di questo confine erano presenti già da mesi. Ma, nel periodo della divisione della Germania, molte personalità affrontarono questa politica di separazione, e la sfidarono con i mezzi che avevano. Tra loro figurano alcuni famosi musicisti, che, in anni diversi e con climi diversi, suonarono e cantarono nelle vicinanze del muro, in tono di protesta, per gridare al mondo che la musica poteva unire anche una città così divisa.

I teatri di questi concerti furono piazze e palazzi, che costituiscono un itinerario differente da quelli classici per una visita a questa città.

Il Jazz nell’Europa orientale

Il primo fu uno dei più grandi trombettisti della storia, Louis Armstrong, che nel 1965, solo 4 anni dopo l’edificazione del muro, tenne un concerto con il suo gruppo, gli All Stars, nel Friedrichstadtpalast, a Berlino Est, a poche decine di metri in linea d’aria dal muro. Non succedeva spesso, a quei tempi, che un musicista jazz del suo calibro, famoso in tutto il mondo, si esibisse al di là dell’Europa occidentale. Per molti critici questo concerto è un momento storico, perché riuscì a rompere la Cortina di ferro.

Gli Hansa Tonstudios

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Tra il 1976 e il 1979 Berlino Ovest venne scelta come dimora da alcuni dei più grandi musicisti dell’epoca, tra cui Iggy Pop e David Bowie, che in quegli anni condividevano un appartamento e registravano le loro canzoni presso gli Hansa Tonstudios, praticamente attaccati al grande muro. A questo periodo risalgono i più grandi successi di entrambi gli artisti, che nel corso della loro carriera sono sempre rimasti legati a Berlino e al muro.

Il concerto del Duca Bianco

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Una decina d’anni dopo, nel 1987, Bowie canta in un concerto storico. È il 6 giugno, e come luogo per questo evento viene scelto, sicuramente non a caso, lo spazio davanti al Reichstag, di nuovo a pochi passi dal muro. Mentre gli abitanti di Berlino Ovest si preparavano ad assistere al concerto, quelli di Berlino Est si avvicinavano il più possibile al muro per ascoltare una musica che aveva un sapore di solennità e di speranza. Si dice addirittura che alcuni altoparlanti del concerto fossero volutamente rivolti verso Berlino Est. Il momento in cui Bowie cantò “Heroes” fu indimenticabile, sia per il pubblico sia per lui stesso. Una canzone che parla di due innamorati che si baciano davanti al muro, proprio a un passo da quel muro che, di lì a due anni, sarebbe crollato per sempre.

Il discorso di Bruce Springsteen

Un anno dopo, il 19 luglio 1988, a Berlino Est Bruce Springsteen tenne un emozionante concerto. Le regole dell’Europa dell’Est stavano pian piano crollando, e questo concerto nella parte orientale di Berlino, proprio nelle vicinanze del muro, ne è un chiaro sintomo. Sul palco di Weißensee pronunciò un discorso significativo, in un tedesco un po’ stentato, in cui affermava di non essere venuto lì a favore di una fazione politica, ma solo per suonare, nella speranza che ogni barriera venisse abbattuta.

Rostropovič e il suo violoncello

Mentre il muro crollava, solo due giorni dopo quella notte del 9 novembre 1988, il violoncellista Mstislav Rostropovič decise di suonare il proprio strumento proprio sotto il muro, per festeggiarne la caduta, e quello divenne uno dei concerti di strada più famosi della Storia. Per il famoso musicista il muro era stato un grande danno anche a livello personale: fino al 1974 non aveva potuto suonare nell’Europa occidentale, essendo russo; dopo essere stato esiliato dall’Unione Sovietica, non gli era stato più concesso di suonare a Est, fino al 1989. Raccontò in seguito di essere arrivato al muro, aver chiesto una sedia in prestito, ed aver iniziato a suonare canzoni allegre, per festeggiare. Dopo essersi ricordato delle vittime del muro nel corso degli anni, però, suonò un’aria in re minore.

Roger Waters dopo la caduta del muro

Foto di Caro Sodar da Pixabay

Quello di violoncello di Rostropovič fu il primo di tanti concerti che celebrarono la caduta del muro. Solo pochi mesi dopo, il 21 luglio 1990, Roger Waters tenne un concerto enorme a Potsdamer Platz: vi parteciparono circa 350.000 spettatori: un oceano di persone che festeggiavano la fine del muro cantando i brani più famosi dell’album The Wall.

A cura di Stefano Ghetti|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com

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