Viaggio in Molise: tradizione e natura nel Parco del Matese

Molise, Colli al Volturno ©Franco Cappellari

Emblema di una storia secolare, il Massiccio del Matese domina l’Appenino sannita a cavallo tra Campania e Molise, dove a oltre 2000 metri svetta la sua cima più alta, il Monte Miletto. Dimora di antiche civiltà che hanno lasciato in eredità le loro tradizioni, l’area del Matese è oggi una delle più interessanti di tutto l’Appennino centrale.

Le grotte, i borghi e l’eccellenza culinaria

Il Matese è un massiccio che si estende per circa mille chilometri quadrati nell’Appennino centrale, delimitato dai fiumi Volturno, Tammaro, Cavaliere, Calore e dalla piana di Bojano. I terreni si caratterizzano per la ricca idrologia sotterranea, con corsi d’acqua che vengono inghiottiti dai terreni carsici per riaffiorare solo a valle. Suggestive grotte tra le più lunghe d’Italia, come il Pozzo della Neve, insieme a sorgenti, torrenti e cascate, come la Forra di San Nicola, regalano agli amanti della natura degli scenari spettacolari. I primi insediamenti risalgono al V secolo d.C. e hanno visto susseguirsi i Goti, i Vandali, i Longobardi e i Saraceni.

Foto di sigual da Pixabay

I piccoli borghi collinari e i forti sono l’eredità di un Medioevo in cui ogni città era dominata dalla sua fortezza. Nelle tradizioni tramandate dalle antiche popolazioni affonda le radici la cucina tipica della zona. Terra di pastori e di transumanza, nel Matese si possono gustare alcuni dei formaggi più saporiti del Molise: pecorini, caciocavalli e caciotte caprine eccellenti grazie alla qualità del latte locale. Il fatto poi che alle pendici di queste montagne sorga un celebre pastificio italiano, La Molisana, dimostra che non solo il Molise esiste, ma che rappresenta anche una vera e propria eccellenza italiana. Il clima montano ha favorito la diffusione di pietanze locali sostanziose, come la polenta con salsicce paesane o le pappardelle con il ragù di agnello.

Il paradiso del trekking

L’area archeologica di Saepinum

Se gastronomia e natura da sole non dovessero costituire da sole un motivo sufficiente a visitare il Parco del Matese, non mancano di certo altre attrazioni degne di nota. Il patrimonio naturalistico e culturale di questi luoghi è infatti immenso.

La Riserva Naturale di Guardiaregia-Campochiaro rappresenta la seconda oasi italiana del WWF per estensione. Gli amanti del trekking possono dilettarsi a scalare diverse cime: il Monte Miletto (2050 metri) in provincia di Isernia è la cima più alta e nota, seguito dalla Gallinola (1923 metri), un monte roccioso caratterizzato da un’ampia ed elegante cresta e dalla rada vegetazione arborea in altitudine; il Monte Mutria (1823 metri) vanta boschi rigogliosi e versanti erti e rocciosi. Da ognuna di queste cime, quando il cielo è limpido e l’aria pulita, si possono persino ammirare il mar Adriatico ed il Tirreno.

Le aree archeologiche

La storia e la cultura regalano spunti altrettanto interessanti. Un tour delle aree archeologiche di Saepinum, antica città romana, di San Pietro di Cantoni, tempio sannita e chiesa medievale, del Conventino, convento francescano. Inoltre Saipins, villaggio sannita, offre la possibilità di vedere anche il luogo delle apparizioni della Madonna Addolorata e del Cristo Morto del 1888 e di visitare lo splendido santuario neogotico della Basilica Minore di Castelpetroso.

I centri storici arroccati in collina sono altrettanto suggestivi: l’antico borgo medievale di Sepino, la chiesa di San Nicola a Guardiaregia e il castello di Roccamandolfi sapranno ammaliarvi. A parole è complicato trasmettere l’unicità e la genuinità di questo parco che si possono cogliere a pieno solo visitandolo di persona e lasciandosi catturare dall’atmosfera del posto.

Testo di Redazione|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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