Abbazie e luoghi d’incanto: Casentino e Greccio

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Un’immagine dell’Eremo di Camaldoli sotto una coltre di neve ©percorsisolidarieta.istorecofc.it

Sono quattro le Abbazie e le località che le ospitano, ricordate in questa rubrica: San Fruttuoso di Camogli e Piona nell’alto Lario (16 ottobre); Malles e Venezia (6 novembre). Ora è la volta del Centro Italia, con Camaldoli nel Casentino e Greccio nella Valle Reatina. Fa da cornice la natura splendida dell’alta valle dell’Arno e la rude e raccolta bellezza delle montagne prossime a Rieti.

Monastero di Camaldoli

Tra Toscana e Romagna, a poco più di 800 metri d’altitudine, c’è questo luogo sacro, speciale per chi cerca gratificanti esperienze interiori. La foresteria, grazie alla tradizionale ospitalità dei monaci camaldolesi, rappresenta il punto ideale per incontri di studio, mostre, settimane bibliche, esercizi spirituali, incontri teologici e interreligiosi.

Arrivando a Camaldoli nel Casentino, che è poi l’alta valle del fiume Arno, si visita il Monastero con la Chiesa, il Refettorio, il Chiostro di Maldolo, quindi la sala dei convegni, la Libreria, l’antica Farmacia e la Foresteria; poi si può raggiungere l’Eremo e le prime celle eremitiche, salendo l’antica strada;qui sono gli edifici costruiti nell’anno 1025 dal monaco Romualdo di Ravenna che da subito ha tracciato anche gli obiettivi da perseguire da parte della comunità: vivere in alternanza la solitudine della cella e la vita comune.

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Un monaco passeggia tra le mura dell’Eremo di Camaldoli ©www.wikiwand.com

Nel 1046, per volere e pressione del vescovo di Arezzo, i monaci camaldolesi rendono il monastero molto più efficiente nella sua funzione di spedale, ossia di ospitalità e accoglienza di pellegrini. Ad inizio del XIII secolo la chiesa rimane gravemente danneggiata da un incendio e viene ricostruita negli anni successivi, finendo i lavori agli inizi del Cinquecento, resa più bella grazie alle decorazioni di Giorgio Vasari.

Sistemata la chiesa, viene dato avvio ai lavori per l’edificazione del complesso abbaziale, conclusi nel 1611. Camaldoli, al centro del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, è un ideale punto di partenza per rilassanti passeggiate e per lunghe escursioni tra abeti e faggi secolari.

Santuario di Greccio

In una grotta di questo paesino tra Lazio e Umbria, è nato per volere di San Francesco il primo presepio vivente: era la notte di Natale del 1223. Viene quindi naturale, appena entrati nel Santuario di Greccio, visitare la Cappella del Presepio edificata nell’anno 1228, lo stesso della canonizzazione del Santo.

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Una parete affrescata al’interno del Santuario di Greccio, Rieti Foto di Robert Cheaib da Pixabay

I corridoi del santuario portano ai luoghi abitati da Francesco e dai primi frati: l’antico dormitorio, il refettorio; altri locali adibiti a cantina e in prossimità del luogo nel quale venivano un tempo inumati i frati, c’è il pulpito dal quale parlava San Bernardino da Siena. Il piano superiore conserva un dormitorio del XIII secolo, il coro del XVII secolo con un antico leggio.

Tutto, qui, parla del grande Santo protettore d’Italia: un frammento di affresco che ricorda la remissione dei peccati a San Francesco avvenuta a Poggio Bustone e una copia di un crocifisso del XIII secolo. Nella cappella laterale a fianco della piccola chiesa si conserva in copia moderna un ritratto di San Francesco sofferente che si asciuga gli occhi. Esterna al Santuario è visibile la cella solitaria di San Francesco e la grotta dove visse per 32 anni.

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L’ingresso al Santuario di Greccio, Rieti Photo by Gabriella Clare Marino on Unsplash

Questa zona del Reatino è detta la Valle Santa; oltre al Santuario di Greccio, vi sono altri tre santuari costruiti da Francesco: il Santuario di Fonte Colombo, quello della Madonna della Foresta e il Santuario di San Giacomo a Poggio Bustone. Poi c’è l’antico borgo medievale di Greccio; sorge sulle pendici del monte Lacerone, a 700 metri di quota.

L’antica struttura è quella tipica di un castrum romano fortificato, nel quale spiccano i resti del Castello che risale all’XI secolo. Nella parte alta del colle ha sede la chiesa parrocchiale del 1799, ornata da opere cinquecentesche. A circa cinquanta metri dalla chiesa, si trova la Torre Campanaria, edificata nel seicento sui resti di una delle due torri sopravvissute, tra le sei che presidiavano l’antica cinta muraria medievale.

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Il Santuario di Greccio in provincia di Rieti Photo by Gabriella Clare Marino on Unsplash

Il territorio presenta altri tipi di interesse: paesaggistico e panoramico in primo luogo, quindi botanico nelle rigogliose zone di bosco e sottobosco e idrologico, per via delle numerose sorgenti montane. C’è poi una rete di sentieri lunga una ventina di chilometri che si sviluppa in una natura integra.

Attraverso questi sentieri è possibile raggiungere il rifugio della Cappelletta, a 1200 metri d’altitudine, primo luogo nel quale Francesco è stato quando è arrivato a Greccio, nell’anno 1209. Su tutto, il fascino immortale e percepibile del Santo d’Assisi.

Libertas Dicendi n°288 del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com 

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