Abbazie e luoghi d’incanto: San Fruttuoso e Piona

Sono di scena alcune Abbazie, Conventi, Monasteri e i luoghi in cui sorgono, fra i più belli d’Italia. Moltissimi gli insediamenti religiosi – alcuni vasti complessi monastici, altri piccoli e raccolti edifici, quasi sempre capolavori architettonici e artistici – sparsi un po’ dappertutto nella penisola.

Alcuni sono tuttavia più fortunati di altri, perché sorti in luoghi celebrati per essere attrattive turistiche di prim’ordine. Questa settimana ne visitiamo alcuni, cui altri seguiranno da qui alla fine del 2020. 

Veduta del golfo di Portofino, in Liguria Foto di Barbara Raviolo da Pixabay

Abbazia di San Fruttuoso – Si trova alla fine di una marcata insenatura della penisola di Portofino, tra punta Chiappa e la celebre cittadina ligure. Diciamo subito che l’abbazia ha il pregio sovrano della quiete, del silenzio, dato che può essere raggiunta solo a piedi lungo i sentieri del Parco Naturale Regionale sovrastante, oppure in barca, via mare.

La chiesa, la torre Doria e le poche case del luogo sono circondate da pinete e dalla macchia mediterranea e sono meravigliosamente inserite in quest’angolo di Liguria. Non è da meno la leggenda che si tramanda dalla notte dei tempi: quella del vescovo Fruttuoso, morto bruciato sul rogo assieme ai diaconi Eulogio e Augurio, agli albori del cristianesimo.

Fruttuoso aveva scelto la piccola baia, che avrebbe in seguito assunto il suo nome, quale luogo per la sepoltura; desiderio trasmesso in sogno a cinque monaci, esecutori fedeli dell’inumazione; il primo documento che parla infatti dell’abbazia risale all’anno 977.

L’abbazia di San Fruttuoso, in Liguria, raggiungibile solo a piedi Foto di mexicrow da Pixabay

Il complesso merita senza dubbio, unitamente agli splendidi luoghi naturali circostanti, una visita accurata. Possiede infatti uno dei più antichi elementi architettonici della Liguria: la cupola o calotta sferica della chiesa, leggermente tendente all’ovale e ricoperta da pietre d’ardesia, nel X secolo è stata completata sovrapponendovi una torre nolare (torre campanaria).

Situato dirimpetto al mare, il monumento religioso è arricchito inoltre da un semplice ma elegante loggiato a due ordini di trifore, risalente al XIII secolo e costruito grazie alle donazioni della famiglia Doria. La torre con lo stesso nome, prossima all’abbazia, è stata invece edificata nell’anno 1562 da Andrea Doria su permesso accordato da papa Giulio III.

Le cronache ricordano infine una rovinosa alluvione che, convogliando pietre e detriti dalla montagna, ha danneggiato in maniera grave il complesso monastico, ostruendo addirittura l’accesso al mare; il materiale pietroso della frana è stato in seguito utilizzato per ridisegnare la piccola spiaggia. Dal 1983 l’Abbazia Benedettina di San Fruttuoso fa parte del patrimonio FAI (Fondo Ambiente Italiano).

Abbazia Cistercense di Piona – La piccola località di Piona, nell’alto Lario, si trova ai piedi dei monti Legnone e Legnoncino, sulla parte terminale del promontorio dell’Olgiasca dove sorge il monastero benedettino. Caratteristico, ombroso e suggestivo per la vegetazione che lo circonda, è il piccolo golfo del lago.

L’abbazia di Piona, nell’alto Lario, Lago di Como

Le notizie che fanno riferimento a questo luogo – frequentato abitualmente da turisti e pellegrini – partono dal VII secolo d.C. e narrano dell’esistenza di una comunità monastica, probabilmente formata da eremiti. Nel chiostro dell’abbazia si conserva il Cippo di Agrippino, che prende il nome dal vescovo di Como che nell’anno 617 ha dedicato un oratorio a santa Giustina martire.

Verso la fine dell’XI secolo l’abbazia di Piona, grazie alla riforma cluniacense, ha accolto monaci dalla casa madre di Cluny ed ha rivitalizzato la propria missione; nel 1138 la chiesa è stata infine consacrata alla Beata Vergine Maria. Significativo l’operato del priore del monastero, ser Bonacorso de Canova di Gravedona, che nel 1252 fa edificare l’opera artistica di maggior pregio di Piona: il raccolto chiostro ancor oggi centro della vita quotidiana e religiosa dei monaci; i bellissimi capitelli raccontano l’epoca medievale raffigurando piante, animali e l’affresco dei vari mesi dell’anno.

Significativo il giudizio contenuto in un documento conservato nella curia vescovile di Como, datato 1256: il monastero di Piona viene indicato come uno dei dodici complessi religiosi più ricchi di tutta la diocesi. I molti visitatori che ogni anno vengono a Piona, apprezzano il silenzio e l’atmosfera dell’abbazia, le buone erbe e i liquori preparati dai monaci e le rilassanti visioni della piccola baia sulla quale vigila, da sempre, il monastero.    

Libertas Dicendi n°283 del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com   

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