Il popolo di piazza del popolo

Pochi luoghi hanno raccolto proclami, musica, entusiasmi, amori e drammi come la Piazza del Popolo di Roma. Ha fatto da scenografia a manifestazioni politiche, concerti e raduni dai temi più disparati. Se solo i sampietrini, tipico selciato romano, potessero parlare, racconterebbero molti aneddoti allettanti.

roma-piazza-del-popolo-chiese-gemelle
Le due chiese di S. Maria in Montesanto e di S. Maria dei Miracoli con al centro l’Obelisco Flaminio, in Piazza del Popolo a Roma ©Dino Latella

Scenograficamente ampia, ha una superficie di circa 17.000 metri quadrati, più o meno come 4 campi di calcio, si trova poco distante dal Tevere, proprio sotto il parco del Pincio e alla confluenza di tre delle vie dello shopping tra le più importanti di Roma: via del Corso, Via del Babbuino e Via di Ripetta, chiamato il Tridente.

Origine del nome ed elementi principali di Piazza del Popolo

Sull’origine del nome della piazza si raccontano diverse ipotesi: anticamente si diceva che il nome derivasse dai numerosi pioppi (che in latino si dice “populus“) che si estendevano fin qui. Ma una piazza senza almeno un fantasma non può esistere, infatti si narra che l’imperatore Nerone si uccise proprio nei pressi della piazza, e qui fu sepolto.

roma-piazza-del-popolo
Un’immagine di Piazza del Popolo risalente al 1750

Sulla sua tomba fu piantato un albero di noce divenuto luogo prediletto di fantasmi, compreso quello di Nerone, streghe e demoni, che si riunivano qui per i loro sabba.

Per esorcizzare questo luogo, Papa Pasquale II, attorno al 1099, oltre ad abbattere il noce, fece bruciare le ossa dell’imperatore. Al posto del suo sepolcro, inoltre, consacrò la cappella diventata poi l’attuale chiesa di Santa Maria del Popolo.

Poiché la chiesa fu costruita a spese del popolo romano ebbe la denominazione di “Santa Maria o Madonna del Popolo”, divenuto toponimo della piazza.

Al centro della piazza c’è il suo simbolo, l’obelisco detto “Flaminio, alto più di 23 metri, che riporta i geroglifici del faraone Seti I (1318-1304 a.C.).

Fu il primo obelisco a essere trasferito a Roma al tempo dall’imperatore Augusto nel 10 a.C. per celebrare la conquista dell’Egitto e decorare il Circo Massimo.

roma-piazza-del-popolo-fontana
La fontana dei leoni in Piazza del Popolo a Roma ©Dino Latella

Poi questo luogo venne abbandonato e l’obelisco, un po’ alla volta, si sommerse sotto molti strati di terra. Solo nel ’500 tornò alla luce e il Papa di allora, Sisto V, lo fece restaurare e trasportare al centro di Piazza del Popolo.

Alla base dell’obelisco si trovava la fontana del Trullo, sostituita da Giuseppe Valadier con la fontana dei Leoni quando trasformò la piazza nel XIX secolo.

Egli disegnò l’attuale scenografia con la forma ovale racchiusa tra i due grandi emicicli.

Tra i leoni che difendono i quattro angoli della fontana e che gettano continuamente acqua, ci si ferma per riposare, chiacchierare e, d’estate, per trovare un po’ di fresco e ombra.

roma-piazza-del-popolo-obelisco-flaiano
L’umanità varia di turisti di tutto il mondo in cerca di riposo alla base dell’Obelisco in Piazza del Popolo a Roma ©Dino Latella

Qui si incontra una varia umanità: turisti di tutto il mondo ormai distrutti da tour defatiganti, orde di adolescenti che hanno piacevolmente saltato la scuola e rare coppie d’innamorati. Per loro forse il luogo si presta poco, meglio il vicino Pincio, più intimo e silenzioso.

Le due chiese gemelle

Sul lato sud della piazza, quasi a sentinelle del Tridente, ci sono le due chiese di S. Maria in Montesanto e di S. Maria dei Miracoli. Apparentemente le chiese sembrano gemelle, come suggerisce il nome, ma non lo sono.

roma-piazza-del-popolo-chiese-gemelle
Le cupole delle due chiese gemelle di Piazza del Popolo dietro la sagoma dell’Obelisco ©Dino Latella

Papa Alessandro VII nel ’600 le voleva simmetriche, ma l’architetto dovette fare i conti col fatto che a sinistra lo spazio disponibile era minore.

Aguzzando la vista ci si accorge che la chiesa a destra ha una cupola ottagonale, mentre quella a sinistra ne ha una addirittura dodecagonale.

La forma singolare ha infatti permesso all’architetto di schiacciarla nello spazio disponibile. Così, sfruttando un particolare effetto ottico, sembrano identiche se guardate dal centro della piazza.

Un’altra particolarità che distingue le due è la “Messa degli artisti”. Dal 1953 la chiesa S. Maria in Montesanto, quella a sinistra, è diventata sede della Messa domenicale a cui partecipano personaggi del mondo della cultura e dell’arte.

Inoltre qui si celebrano i funerali di celebrità, tra gli ultimi Fabrizio Frizzi, Fred Buongusto e Roberto Gervaso.

I caffè storici: artisti, performer e altre presenze

Ai due lati delle chiese ci sono due caffè storici di Roma, il Cavona e il Rosati. Su questi tavolini si sono appoggiati i caffè di tutta l’intellighenzia romana e di generazioni di artisti più o meno famosi.

Immancabili sono i venditori di fiori o giocattoli, oramai parte strutturale di quasi tutte le piazze di Roma, che continuamente offrono la loro merce ai turisti e alle famiglie che attraversano la grande piazza.

roma-piazza-del-popolo-blindati-esercito
Blindati dell’esercito in Piazza del Popolo a Roma ©Dino Latella

Non mancano certo performer e musicisti, statue viventi e giocolieri, così da rendere la piazza uno spazio vivo. Tra la notte e il giorno non c’è un grande cambiamento della fauna e anche il Covid ha inciso solo nel numero delle persone. Però negli ultimi anni alcune nuove presenze sono diventate parte stabile della piazza.

A seguito dei vari attentati che hanno colpito l’Europa, in alcune delle nostre piazze sono sempre presenti blindati dell’esercito con militari armati di mitra.

A Piazza del Popolo chiudono l’ingresso alla Via del Corso e fanno intravedere appena il Vittoriano che chiude Piazza Venezia.

Altra presenza, di tutt’altro tenore, si è manifesta da pochissimo tempo. Parliamo dei monopattini, spuntati recentemente e in quantità inimmaginabile, come se buona parte della popolazione avesse perso l’uso delle gambe.

roma-piazza-del-popolo
Monopattini in Piazza del Popolo a Roma ©Dino Latella

La piazza si presta benissimo sia per i principianti alle prime armi sia ai disinvolti utilizzatori. Questi ultimi sfrecciano velocissimi sul selciato della piazza, incuranti del rischio che i distratti turisti possono incontrare.

Tra le tante attività per la quale la piazza si è distinta, c’è da ricordare anche quella come luogo di esecuzioni capitali, avvenute fino al XIX secolo. L’ultima nel 1826, con il supplizio della mazzolatura semplice, cioè senza squartamento: il condannato era tal Giuseppe Franconi, reo di aver ucciso un prete per rapina.

Testo e foto di Dino Latella | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.