Colmar, Le Maréchal e la favola

Colmar pittoresca, colorata e affasciante, da vivere per un week end lungo o una vacanza in uno degli hotel storici come Le Maréchal, affacciato sul canale della Petite Venice, per assaporarne tutto lo charme.

Colmar e i suoi canali, veduta da una finestra dell’hotel Le maréchal.

Bellissima anche in autunno Colmar, nel cuore dell’Alsazia, nord est della Francia, molto più vicina al confine tedesco, con il giallo delle vigne, i rossi e gli aranciati dei boschi, a colorare la campagna e il centro città.

Magica a Natale con i mercati di oggetti tradizionali e prodotti gournand, unica a luglio con il Festival di musica classica internazionale, vale il viaggio in ogni stagione.  Meta green da raggiungere comodamente in treno per un week end lungo, il Ponte dell’Immacolata, una vacanzina primaverile, un city break estivo o autunnale. Colmar è sempre una buona idea.


Colmar, con 70 mila abitanti ma con centro molto raccolto, che fa più pensare ad un borgo, sorge ai piedi dei monti Vosgi, circondata da dolci colline a vigneti. Siamo infatti lungo la famosa Route des Vins, la Strada dei Vini dell’Alsazia.

Le colorate case a graticcio sono ovunque a Colmar

La città e i villaggi circostanti appaiono come un set delle storie dei Fratelli Grimm: case a graticcio che sembrano di marzapane, dai colori pastello, con i fiori ai davanzali, le decorazioni sulle pareti che cambiano con le stagioni.  Ma l’Alsazia è stata per secoli terra di grandi battaglie e oggetto di contesa tra Germania e Francia. Per questo vi si ritrovano e fondono tradizioni francesi e tedesche, rendendo il contesto originale e molto interessante.

A passeggio per Colmar

Per le dimensioni contenute Colmar è da scoprire a piedi passeggiando per le vie del centro storico con il naso all’insù stupiti per le tante case a graticcio, tipiche di queste zone, come di altre parti dell’Europa Centrale. Hanno bei colori tenui o vivaci a contrasto con le travi di legno a vista (quelle orizzontali sono la struttura portante, le altre oblique o verticali sono decorative) e il tetto spiovente. Perfettamente conservate e ristrutturate, tanto da sembrare finte. Nel centro edifici di architettura gotica si alternano alle case tipiche, intorno al reticolo dei canali della Petite Venice, al Mercato ottocentesco e il Palazzo della Vecchia Dogana creando un insieme omogeno e particolare.

Il palazzo della Vecchia Dogana in centro a Colmar

La Petite Venise

La Petite Venise è il cuore pulsante di Colmar. La vita qui scorre lungo e di fianco al canale, il Lauch. Il ponte è il punto più fotografato, con il recente ornamento dei lucchetti “dell’amore” sulla ringhiera. Lungo il fiume ci sono deliziosi locali pieds dans l’eau, si aprono piazzette, si scoprono piccoli negozi bric à brac, di modernariato, cappelli. Ma è il mercato lungo le vie con le ceste colorate di frutta e verdura, formaggi del territorio, miele, e altre leccornie a catturare l’attenzione. 

Il canale è navigabile e si possono fare gite sulla barca dal fondo piatto della durata di circa mezz’ora per scoprire angoli nascosti  visti da una prospettiva insolita. E’ lo stesso percorso che un tempo  i contadini e i mercanti facevano per portare frutta, verdura o pesce e carni al mercato. L’imbarco è da Pont Saint Pierre oppure dalla Winstub La Krutenau, vicino al ponte di Rue Turenne. Le Winstub sono assolutamente da provare per avere l’Alsazia nel piatto!

Nel cuore della Piccola Venezia la Wistub Brenner di Agostino Di Foggia, chef molto conosciuto in zona, acquista principalmente da artigiani locali con cui condivide gli stessi valori e lo stesso amore per i buoni prodotti. Lo chef Daniel Queille, al timone della cucina dal 2008, propone una cucina generosa e gustosa, interamente fatta in casa elogiata da numerose guide gastronomiche come la Michelin e la Gault et Millau.

Il Mercato coperto

Le Marchè couvert all’incrocio dei canali, all’interno banchi di verdura, frutta formaggi, angoli dove degustare specialità e una terrazza affaccaita sul canale

Percorrere Rue de la Poissonnerie è un tripudio di case a graticcio una più bella dell’altra e decorate con cura e fantasia. E’ il vecchio quartiere dei pescatori, uno fra tra i più caratteristici della città. Un tempo di mattina presto sulla riva del fiume il pesce veniva venduto all’asta. Di fronte c’è il Marché Couvert, l’elegante edificio rosso che risale al 1865. All’interno tanti corner di prodotti del territorio, punti di ristoro tradizionali ed etnici. Sulla bella terrazza esterna affacciata al fiume ci si può concedere una pausa e assaggiare le specialità locali.

Place de l’Ancienne Douane ospita la vecchia Dogana, Koïfhus, l’edificio più antico della città, di  fine del 1400. Si fa notare anche la Maison Pfister, un’antica casa in pietra e legno, datata 1537. Molto particolare: con una torretta, due loggiati e i muri dipinti con scene bibliche e profane.

Bartholdi e la Statua della Libertà

Il cortile interno della casa-museo Bartholdi, lo sculture nato a Colmar che ha progettato la statua della Libertà

Sul lato opposto la casa natale di Auguste Bartholdi lo scultore francese che ha progettato la Statua della Libertà di New York.
Oggi nella casa–museo si trovano sculture, disegni, fotografie e dipinti. Alle porte di Colmar nel centenario della morte dello scultura nel 2004 è stata eretta una copia della Statua della Libertà alta 12 metri. Il 19 e 20 novembre il museo sarà aperto gratuitamente per celebrare il centenario dell’apertura.
Notevole la Cattedrale di San Martino del 1200 in stile gotico, in pietra locale giallo-ocra. Curiosa la Maison des Têtes, del 1600 e decorata con 106 teste. Oggi è un elegante hotel e ristorante.

Museo Unterlinden, dall’arte sacra alla contemporanea

Il museo Unterlinden, situato in un ex convento, a Colmar

Interessante la visita al Museo Unterlinden, all’interno di quello che fu un convento di monache Domenicane del XIII secolo. Le sale sono disposte a più livelli intorno a un antico chiostro in stile gotico. Il museo accoglie importanti collezioni dai reperti archeologici di età neolitica, pitture e sculture dal Medioevo al Rinascimento. Al piano superiore una galleria ospita le opere di arte moderna di Monet, Renoir e Picasso Leger, Otto Dix, Rodin. 
Nella cappella gotica a pian terreno si trova il pezzo più famoso: la Pala d’Altare di Issenheim, realizzata nel XVI secolo da Matthias Grünewald, composta da diversi pannelli dipinti fissi e altri semovibili, per avere più combinazioni di immagini ed essere usati in diverse funzioni religiose. Per la sua bellezza l’opera è stata anche definita “La Cappella Sistina dell’Europa del Nord”.

E’ in corso, e durerà fino al 27 marzo 2023, una mostra contemporanea dell’artista Fabienne Verdier, Le chant des ètoiles.Progettata in due fasi, una selezione di opere dell’artista dipinte tra il 2006 e il 2018 e nella galleria Ackerhof prosegue con la monumentale installazione Arcobaleni (76 dipinti) e il Grande Vortice di Unterlinden (polittico). Creata nel contesto della pandemia del 2020, l’opera paragona la fine della vita negli esseri umani al destino delle stelle.


L’esposione in corso al Museo Unterlinden dell’artista Fabienne Verdier.

A Colmar c’è anche il museo della storia del giocattolo dal ‘900 ad oggi. Bambole di porcellana e Barbie, dalle piste per i trenini al Lego, dai robot giapponesi degli anni ’80 ai primi videogiochi.

Abitare la storia Hotel Le Maréchal e A L’Echevin

Nell’antico quartiere romantico della città, la “Piccola Venezia”, in un dedalo di stradine e canali, si trovano l’Hotel Le Maréchal e il suo ristorante gastronomico A L’Échevin. L’edificio originale risale al 1565, ma il complesso attuale è composto da diversi edifici costruiti sulle mura della città e ristrutturati con le tipiche facciate alsaziane. Il nome attuale dell’hotel deriva da Henri de La Tour d’Auvergne, visconte di Turenne e maresciallo di Francia, che vi soggiornò per una battaglia combattuta nella regione vicino a Turckheim alla fine del XVII secolo.  All’epoca l’hotel era conosciuto come “Gasthof zum Schwartzenberg” (locanda della Montagna Nera). 

La facciata dell’hotel Le maréchal a Colmar affacciato sul canale della Petite Venice, addobbato per le festività natalizie

All’inizio degli anni Settanta Gilbert Bomo ebbe l’opportunità di affittare il piano terra e nell’agosto del 1972 inizia la storia del ristorante Le Maréchal. Vanta una magnifica terrazza sul lungofiume, una cantina e una specialità che presto renderà famoso il locale, jambon à la broche, il prosciutto allo spiedo. In poco tempo Bomo e la moglie lo trasformano in hotel, con 30 camere e un ristorante gourmet acclamato da tutte le guide gastronomiche. Gilbert Bomo è stato a lungo responsabile della cucina, con specialità come i crauti Bartholdi, crauti cotti in pasta sfoglia con foie gras. Nel 1999 ha deciso di avviare un progetto di acquisizione con il fratello Roland e il nipote Alexandre. 

Il 1° gennaio 2000, Roland, Marianne e Alexandre hanno rilevato il locale, mantenendo tutto il personale e la filosofia che la coppia fondatrice aveva coltivato per tanto tempo, come l’accoglienza calorosa, la gastronomia, l’ospitalità e la porfessionalità.

L’équipe di cucina del ristorante A l’Echevin dell’hotel Le maréchal, che si vede alle spalle.

Le trenta camere e suite l’una diversa dall’altra e ognuna con il nome di un noto musicista, sono arredate in stile Luigi XV e  XVI. Alcune con letti a baldacchino, altre con letti imbottiti. Alcuni bagni hanno vasca idromassaggio e ogni comfort di un buon 4 stelle. L’hotel Le Maréchal fa parte di diverse catene indipendenti: Les Collectionneurs di Alain Ducasse, Romantik Hotels & Restaurants International e la guida Johansens di Condé Nast Traveller.

La terrazza del ristorante A l’Echevin che affaccia sul canale a Colmar

Il ristorante A l’Echevin, all’interno dell’hotel, offre una rinomata cucina gastronomica. Lo chef de cuisine Paul Fabuel elabora piatti originali che combinano cucina moderna e locale. Le cene a lume di candela nelle belle sale o in stagione sulla terrazza che si affaccia sul fiume, in una atmosfera classica e romantica sono la cornice perfetta per piatti piatti innovativi e raffinati. Accompagnati da un’ottima selezione di vini locali e non solo e serviti dal l’attento e gentile staff di sala.

Uno dei piatti della cucina di A l’Echevin a Colmar firmati dallo chef Paul Fabuel

A l’Echevin è classificato tra i migliori ristoranti di Colmar con 2 toques nella Gault Millau 14/20. Lo chef Paul Fabuel, in cucina dal marzo 2022, valorizza e interpreta i prodotti della regione rispettando il calendario stagionale. Per festeggiare il 50 anniversario dell’hotel e ristorante la famiglia Bomo propone un menu degustazione, appositamente studiato per l’occasione, per tutto il mese di novembre.

Natale a Colmar

A Natale Colmar si veste a festa. Le case cambiano addobbi e sulle  le vie compaiono alberi di Natale, tante casette in legno, lucine scintillanti e l’aria profuma di vin brulé e pan di spezie. Ben sei i mercati di Natale in città. C’è quello dedicato ai più piccoli con i giocattoli in legno e la buca per inviare la letterina a Babbo Natale a Petite Venise, quello coperto nel Palazzo della Vecchia dogana con creazioni  di intagliatori, mastri vetrai, falegnami e ceramisti.

Colamr con la neve è ancora più suggestiva e durante l’Avvento diventa davvero magica, sfavillante di profumi di pan speziato, vin brulé e luci ovunque.

In Place des Dominicains, 60 casette colme di oggetti di artigianato alsaziano. Place de l’Ancienne Douane altre  50 bancarelle disposte intorno alla fontana. E poi quello dedicato soprattutto alla tradizione enogastronomica dell’Alsazia e in piazza della Cattedrale quello gourmand per un assaggio dei piatti preparati famosi chef. I mercatini di Natale si terranno dal 24 novembre al 29 dicembre 2022.

Per l’estate l’appuntamento più importante è il Festival Internazionale di Colmar di musica classica sinfonica, si svolge ogni anno nelle prime due settimane di luglio, con la partecipazione di musicisti e ensemble di altissimo livello. L’omaggio a un grande musicista, ogni anno diverso, è il filo conduttore di tutto l’evento.


Vigneti, manieri e borghi fatati

Eguisheim, il borgo medievale circondato da vigneti, con le case a graticcio e sui comignoli i nidi di cicogna

L’Alsazia è bellissima e offre scorci da fiaba, borghi e villaggi la cui storia si perde nel tempo. Passeggiando su stradine acciottolate, sembrerà di sentire il rumore di zoccoli di cavalli montati da fieri cavalieri e scorgere le dame a passeggio. Così è ad esempio Eguisheim, affascinante e sospeso nel tempo, considerato fra Les Plus Beaux Villages de France e eletto Village préféré des Français a 10 minuti da Colmar sulla Route des Vins d’Alsace.

Luogo di nascita di Papa San Leone IX, le cui reliquie sono conservate nella Chapelle St-Lèon, Eguisheim ha ottenuto diversi riconoscimenti anche internazionali legati alla produzione vinicola e alla coltivazione dei fiori. La cittadella fortificata, è circondata da una cinta muraria a doppia parete costruita a scopo difensivo e centro è un dedalo di stradine concentriche su cui affacciano le tipiche case a graticcio.

Il piatto alsaziano baeckeoffe di carne e patate, nella foto servito all’ Auberge Les Trois Châteaux a Eguisheim.

La casa delle cicogne

Su alcune pareti e porte delle case del borgo ci sono iscrizioni che indicano le botteghe di antichi mestieri come il bottaio, il carpentiere, il fornaio. Altre scritte rivolgono invocazioni a Dio e sono tracce evidenti della dominazione tedesca durata fino alla metà del ‘600. Sulla via principale cortili medievali ospitano le case vinicole. Percorrendo la grande rue che attraversa il paese si raggiunge la chiesa parrocchiale dedicata a Saint-Pierre e Saint-Paul in stile romanico, e successivamente restaurata nel 1220 seguendo il gusto gotico. Della costruzione originale rimane il campanile.

E come in ogni favola c’è il castello di San Leone che risale al VIII secolo e che si affaccia sull’omonima piazza, e poi i nidi delle cicogne disseminati un po’ ovunque sui tetti e comignoli. Sulla collina in lontananza si vede l’imponente castello di Haut Koenigsbourg, una fortezza ricostruita fedelmente che porta direttamente nel Medievo.

Per Natale la fiaba continua con le bancarelle, le luci e i profumi speziati del pan di zenzero e vin brulé. Da provare anche un tradizionale dolce dedicato a Papa Leone IX, Le Millenaire.

Il kougelhopf, deliziosa brioche tipicamente alsaziana, con uva passa e mandorle, è facilmente riconoscibile grazie alla sua forma particolare. Si può gustare dolce o salata. Una delizia!

Grandi vini d’Alsazia

A Eguisheim nell’ultima settimana di agosto si tiene la Festa del Vino, la più antica di tutta l’Alsazia, e a settembre iniziative tra musica e vino. Una degustazione è d’ obbligo: fra le tante aziende, Domaine Ginglinger,  dove ci si può fermare anche a dormire. Da tredici generazioni e 400 anni sono produttori di vino, oggi da agricoltura biologica; Crèmant d’Alsace, selezioni tradizionali, Grand Cru, le loro Signatures create da Mathieu Ginglinger, i vini da vendemia tardiva, i macerati vin orange e la selezione di acquavite .

In centro paese all’Auberge Les Trois Châteaux merita una sosta pr degustare la vera baeckeoffe, piatto della tradizione alsaziana di carne, patate, carote, porri.

Tarte flambée uno dei piatti più tipici dell’Alsazia, servita con differenti condimenti, formaggio fresco, creme fraiche, lardo, altri salumi, cipolle, oppure dolce con mele, uvetta, ha una base di pasta brisèè ed è cotto sul fuoco.

La pizza d’Alsace e altre golosità

Altra specialità da gustare è la tarte flambée, la celebre “pizza” autunnale francese, uno dei piatti più tipici dell’Alsazia, servita con differenti condimenti, formaggio fresco, creme fraiche, lardo, altri salumi, cipolle, oppure dolce con mele, uvetta, ha una base di pasta brisèè ed è cotto sul fuoco.

Intorno a Colmar fra le colline a vigna sulla strada dei vini nel cuore dei vigneti alsaziani si trovano le Cantine Cattin, dal 1720 produttori di grandi vini hanno costruito un avveniristico edifico immerso nei vigneti dove degustare i loro pregiati vini, a inziare dal Crèmant d’Alsace e il Pinot noir, ma la produzione è davvero vasta, se il tempo lo permette, sulla meravigliosa terrazza con vista sui vigneti.

Zuppetta di funghi locali, uova e erbe aromatiche dello Chef Jean-Christophe Perrin del ristorante L’Altevic.

Per la cena L’Altevic, delizioso ristorante ai pedi dedi vigneti, moderno e accogliente, pieno di luce. inserito fra le tavole bibgourmand della Michelin, ha veramente un ottimo rapporto qualità prezzo.

Aperto da dicembre 2012 diretto dallo chef Jean-Christophe Perrin, grande appassionato del suo lavoro, propone una cuicna gustosa e gourmet. Il menu cambia ogni settimana con prezzi interessanti. I prodotti sono sempre di stagione e del territorio.

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Testo Teresa Scacchi| Foto courtesy Hotel Le Maréchal e Teresa Scacchi |Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com

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