GRAN BRETAGNA – Maratona in Cornovaglia

La nascita delle compagnie low cost non ha soltanto ampliato la possibilità di viaggiare, ma ne ha caratterizzato anche la modalità, favorendo l’organizzazione di percorsi “self made” prima impensabili. Uno dei viaggi che nella vita ho sempre desiderato fare è il tour della Cornovaglia visitando i luoghi meno frequentati e meno scontati, senza prescindere da quelli impedibili. Così, grazie ai prezzi Ryanair ed all’immancabile disponibilità mitico Tiberio, zio di mia moglie residente nei pressi di Londra, la mia “dolce metà”, mia figlia di 6 anni ed io decidiamo di partire per un viaggio in auto di 5 giorni in Cornovaglia per visitare… mah? Lo decideremo appena arrivati.

1 GIORNO

Partiamo da Pisa e dopo un volo di circa due ore, verso le 12.00, atterriamo a Bournemouth. Ci accoglie una noiosa, fitta pioggerella, accompagnata da forti raffiche di vento. Questo non abbassa il nostro morale perché, comunque ansiosi di compiere il nostro viaggio, incontriamo subito Tiberio che ci accoglie con grande calore (come sempre del resto) e grazie BMW serie 1 di colore rosso fiammante che, proprio grazie a questa caratteristica, scorgiamo immediatamente in mezzo a centinaia di auto, partiamo per l’avventura in direzione St. Austell, con l’idea di fermarsi a visitare qualunque cosa possa attrarre la nostra attenzione. Verso le 13.00 siamo assaliti dalla fame e decidiamo di fare sosta a Wintrebourne Abbas per pranzare “carvery” in un tipico Pub inglese in compagnia di una squisita birra prodotta localmente… dall’altro lato della strada. “Carvery” significa semplicemente “paghi una quota fissa e mangi quello che vuoi”. Non male per un pranzetto veloce! Proseguendo verso Exeter, notiamo sulla via un’indicazione con su scritto “Powdarham Castle”. Come resistere? Deviamo su una strada sterrata verso il castello che giudichiamo, già da lontano, come qualcosa di veramente imponente. All’arrivo un gentile custode ci fa capire che purtroppo le visite sono ormai chiuse per cui, senza indugi e senza darci pena per l’accaduto, proseguiamo alla volta di Exeter per una veloce visita al centro ed, in particolare, alla sua cattedrale gotica. Sfidiamo quindi la pioggia che ormai ha deciso di tenerci compagnia (speriamo solo per il primo giorno) grazie ad un ombrello ed un paio di cappelli acquistati per l’occasione. Dopo un frugale spuntino, ripartiamo per St. Austell, dove abbiamo prenotato un hotel con pub annesso, in modo da avere sempre un po’ di buona birra a portata di camera. Arrivati in hotel posiamo i bagagli e… via verso il centro della città! Appena arrivati siamo colpiti dall’atmosfera sinistra di questo luogo. Sembra di essere in una città fantasma. Le pochissime persone in giro camminano sotto la pioggia a testa bassa e con passo svelto. Insomma il centro di questa città ci delude non poco. Ma che ci importa! Abbiamo altri 4 giorni da vivere in Cornovaglia. Per consolarci dell’accaduto ceniamo in un locale che stimola la nostra curiosità perché veramente kitsch. E’ uno pseudo ristorante italiano con palloncini colorati in ogni dove, bandire bianco – rosso e verde appese a tutti gli angoli e camerieri in tenuta da pizzaioli napoletani. Uno spasso! Ordiniamo qualcosa di “italiano” ed iniziamo a far programmi per il prossimo giorno quando… esplode ad un volume assurdo la canzone “tanti auguri a te”, cosa che ci fa fare delle grasse risate a doveroso coronamento del primo giorno di viaggio.

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.