GRAN BRETAGNA – Maratona in Cornovaglia

2 GIORNO

Suona la sveglia e ci alziamo con grande entusiasmo, pronti per visitare nuovi luoghi. Dopo una colazione continentale partiamo alla volta di Newquay, una stupenda cittadina di mare che sembra essere nata per gli amanti del surf. Qui notiamo infatti molti negozi a tema e molte persone dedite a praticare gli sport più disparati. Camminando per raggiungere un promontorio, dal quale ammirare la baia, siamo colpiti da un gruppo di sportivi armati di muta, casco e giubbotto salvagente che si gettano in mare da uno scoglio. Mai visto gente così attrezzata per praticare uno “sport” apparentemente tanto banale e spontaneo, segno evidente che agli abitanti della Cornovaglia piace prendere le cose sul serio. Finito il tour del paese e scattate le foto di rito ripartiamo per St. Ives, forse il paese più famoso e caratteristico della Cornovaglia, con una breve sosta a Crantok, un paesino che ha ai suoi piedi una spiaggia profondissima a causa del variare delle maree. Verso le 13.00 arriviamo a St. Ives avendo subito conferma di quanto questo posto sia apprezzato dai britannici. Impieghiamo infatti più di mezz’ora per trovare un posto dove lasciare l’auto, andando infine a parcheggiare, a caro prezzo, sul promontorio sopra il paese. Il panorama promette qualcosa di veramente caratteristico. Scendiamo nel centro del paese per una passeggiata lungo il porto ammirando le tante barche arenate al suo interno, aspettando ansiosamente di vederlo riempirsi di acqua e riprendere il suo aspetto più “naturale”. E’ veramente incredibile notare come per tutti l’arrivo della marea sia un evento impedibile. Notiamo alcuni ragazzi scavare una buca e costruirsi una barricata di sabbia per “ripararsi” dall’acqua che sicuramente avrebbe presto sommerso le loro gambe. Aspettando l’evento pranziamo in un tipico ristorante del porto assaggiando uno dei piatti tipici chiamato “St.Ives seafood spaghetti” fatti con gamberi, muscoli e ceddar, oltre ad erbe aromatiche di vario genere. Sono le 16.30 ed il mare inizia il suo cammino dentro il porto. Dopo mezz’ora “il cerchio si chiude” e le barche riprendono il loro naturale e dignitoso galleggiamento. Per noi la giornata turistica non è ancora finita. Ci siamo infatti imposti di sfruttare fino all’ultimo istante le ore di luce per non perdersi niente di ciò che la Cornovaglia può offrire. Così ripartiamo verso “Land’s End”, luogo il cui nome fa interedere qualcosa di estremo. Questo infatti è il punto più ad ovest di tutta la Gran Bretagna che, secondo noi, rappresenta a pieno la Cornovaglia per quanto è comunemente conosciuta. Ci troviamo infatti in un promontorio a strapiombo sul mare, nel quale troviamo le caratteristiche costruzioni bianche con tetti di paglia e prati di un verde inteso che circondano tutto Land’s End. La tipicità del paesaggio è esaltata da una nebbia fine e fittissima che lascia intravedere in lontananza case di allevatori ed agricoltori. Il panorama è talmente suggestivo che, se non fosse per il nostro entusiasmo sempre alle stelle, saremmo sicuramente assaliti dalla paura visto che il paesaggio ricorda moltissimo film quali “The Ring” ed altri horror aventi la stessa ambientazione… Finito il tour ripartiamo alla volta dell’hotel per una veloce doccia ed una cena nel pub a base di club sadwitches ed un paio di pinte a testa di deliziosa birra rossa prodotta proprio a St. Austell. Tra una chiacchiera ed un’altra arriva presto l’ora di andare a dormire, cosa che facciamo più che volentieri vista la stanchezza accumulata in una giornata veramente intensa.

 

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