Fotografia e movimento: Ori Gersht in mostra a Milano

Scenari sublimi che diventano all’improvviso inquietanti, immagini sospese per meditare sulla vita, la perdita, il destino e il caso.

Tra le tante esposizioni fotografiche in programma a Milano in questo periodo, non perdetevi una nuova mostra che vi farà riflettere sull’attualità e sul confronto tra bellezza e distruzione. Per la prima volta in Italia, arriva Still and Forever, la personale dell’artista israeliano Ori Gersht, alla Brand New Gallery fino al 4 aprile.

Catturare un attimo, fermarlo nel tempo e nello spazio per renderlo percettibile in modo chiaro e preciso è una prerogativa di questo artista. I paesaggi spettacolari nelle opere di Ori Gersht, si incupiscono improvvisamente con una decadenza graduale, regalando a chi osserva momenti prolungati di suspense grazie all’uso della fotografia in stop-motion e del film al rallentatore.

I quadri s’ispirano ai grandi maestri dell’arte, (Fantin Latour, il pittore spagnolo Juan Sànchez Cotan,  Chardin e le sue nature morte) e ne trasformano il senso attraverso le nuove tecnologie, in un momento di unione e simultanea distruzione.

Nato a Tel Aviv, Ori Gersht vive e lavora a Londra, e ha esposto in gallerie e fiere di fama internazionale.

Una composizione floreale che salta in aria improvvisamente, esplodendo dopo essersi congelato per alcuni istanti: è quello che succede ai fiori dei colori del tricolore francese, nella serie Blow Up, che richiama volutamente l’omonimo film di Michelangelo Antonioni.

L’azione viene catturata in modo assai vivido per mezzo di una speciale fotocamera ad alta risoluzione (1/7.500 di secondo): i momenti cruciali di quest’immagine, allo stesso tempo affascinante e inquietante, vengono selezionati dall’artista ad evocare la dicotomia tra caos e serenità così come gli atti casuali di violenza, non solo della storia europea, ma anche del suo paese d’origine.

Lo stesso procedimento è utilizzato nel film dal titolo Big Bang, dove frammenti di petali, steli e cocci di vaso schizzano nell’ambiente e cadono rallentati verso terra. In Pomegranate la composizione è attraversata questa volta da un proiettile che sembra bucare il telaio per colpire e spappolare il frutto sospeso. In Falling Bird, un fagiano è appeso senza vita a testa in giù e si riflette in uno specchio d’acqua scuro verso cui cade impotente a picco, consumandosi, nel tuffo, nel proprio riflesso.

La serie Chasing Good Fortune, invece, è stata realizzata in Giappone nel mese di fioritura dei ciliegi. Qui l’artista esplora il simbolismo di questo fiore, prima associato al rinnovamento buddista e simbolo di buon auspicio, poi mutato in favore della causa della militarizzazione del Giappone e dell’espansione coloniale. Se una volta celebrato come fiore dell’abbondanza ora la caduta dei petali del ciliegio sono il simbolo dei soldati kamikaze: Ori Gersht ne cattura l’essenza in un’atmosfera sinistra e post-atomica.

Nelle opere dell’artista israeliano, più che un commento critico alla violenza, si nascondono l’osservazione delle assurdità della vita, come il fatto che in un posto si combattono guerre sanguinose mentre in un altro luogo le persone vivono un comodo stile di vita decadente. sono esistenze opposte e parallele che talvolta s’incontrano, proprio come nelle sue opere convivono bellezza e distruzione.


Info utili:

Brand New Gallery

via Farini 32, Milano (M2 Porta Garibaldi, M3 Zara)

1 marzo – 6 aprile

da martedì a sabato, ore 11-13 e 14:30-19

www.brandnew-gallery.com

Testo di Giorgia Boitano

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