Val Mastallone, bella e possibile


Conosciuta come una delle valli più integre dal punto di vista naturalistico e attraenti per arte e architettura tradizionali dell’intero arco alpino occidentale, l’Alta Valle Sesia richiede al viaggiatore curioso un poco di sacrificio, perché molti angoli imperdibili e caratteristici se ne stanno arroccati all’interno di scoscese valli laterali. E dunque salite, curve, tornanti e tutto il repertorio classico della viabilità d’alta montagna. Molto più accessibile ma altrettanto incantevole è la Val Mastallone, oggi un poco oscurata da quell’autentico gioiello d’arte che è la cittadina di Varallo Sesia, posta al suo imbocco.



Un aspetto peraltro ben poco rilevante per i  notabili di fine Ottocento, che avevano eletto la valle a meta privilegiata, come testimonia il numero cospicuo di ville signorili presenti a Fobello e Cervatto. Qui si possono ammirare le molte residenze fatte costruire dall’alta borghesia e nobiltà milanese e torinese che fino alla prima metà del XX secolo erano solite soggiornare per la villeggiatura estiva. Fra le più note Villa Lancia, Villa Musy e Villa Rizzetti a Fobello e il Castello Montaldo a Cervatto.


Quel che cercavano allora, quasi per miracolo lo si può trovare ancora oggi. Lungo i 20 km di sviluppo a partire da Varallo e seguendo le sinuosità del torrente Mastallone fino alle sorgenti, quasi 10 mila ettari di boschi frondosi ed incontaminati, principalmente faggete, alternati a verdissimi prati di pascolo e alpeggio, dove rilassarsi, riposarsi e camminare, sfruttando magari i sentieri della GTA, la Grande Traversata delle Alpi, per scavallare e  raggiungere la Valle Anzasca o la Val Strona. In quest’ultimo caso converrà aguzzare la vista: non è detto che durante il tragitto nel folto non possa spuntare, proprio come cento anni fa, la sagoma furtiva dell’orso bruno, inaspettatamente segnalato da queste parti all’inizio della primavera.

Del resto una vasta porzione di territorio dei comuni di Fobello e Rimella è inserita nel Parco Naturale dell’Alta Valsesia, rigidamente tutelato. Lo stesso torrente è una manna per gli appassionati di pesca sportiva. Nelle acque limpide del Mastallone la preda più ambita è la trota marmorata, dalle carni tenere e prelibate, e dal 2006 un tratto del torrente è stato riservato alla pesca a mosca, sia a coda di topo che valsesiana. Fanno parte della valle 5 comuni, oltre a quelli citati Sabbia, Cravagliana e Rimella, il più elevato (1180 m.)  e anche l’unico appartenente alla comunità Walser. Detto Remmalju in lingua Tittschu, è stato proprio il primo insediamento valsesiano delle popolazioni tedesche provenienti del Vallese che nel Medioevo colonizzarono l’arco alpino occidentale. In molte delle piccole frazioni che lo compongono – Grondo, Roncaccio, Pianello, Riva, Sant’Antonio, Sant’Anna, Chiesa, San Gottardo, Sella – sono ancora visibili case dalle tipiche architetture walser.

A Rimella si trova anche il  Museo Etnografico Walser, una fonte preziosa per conoscere i mestieri tipici, l’alimentazione e i rimedi naturali impiegati da questi campioni dell’adattamento alle condizioni estreme. E forse sorprenderà scoprirli abili artigiani e artisti raffinati, come i fratelli d’Enrico, autori di affreschi e statue del Sacro Monte di Varallo. Nella valle è ancora possibile trovare prodotti genuini, lavorati con metodi tradizionali, frutto di recupero, ricerca, reinterpretazione degli antichi alimenti tipici di montagna. E’ il caso ad esempio del lavoro di Bruno Giovannacci, il quale nel piccolo caseificio La Giuncà produce formaggi artigianali, che gli hanno valso riconoscimenti autorevolissimi, come il Blue di Roj, il Laciarin d’la Paja, la Beola e il Cappello del Mago, primo premio come “Miglior caprino al mondo” al Cheese of the Year 2008.

Cultura e tradizione vengono conservate gelosamente dai pochi abitanti stabili della valle. Oltre al museo Walser, c’è il Museo del Puncetto di Fobello, dedicato all’arte  di annodare fili di cotone ricavando splendidi disegni ornati che abbelliscono ancora oggi lenzuola, corredi per neonati e gli abiti tipici della valle. Le strutture alberghiere sono semplici e accoglienti, in armonia con i costumi della montagna più autentica, che tiene molto alla sostanza, come il rispetto dell’ambiente e la conservazione della natura. Anche per questo il  Consorzio Intercomunale Val Mastallone, che riunisce tutti i comuni della valle, ha deciso di aderire alla Certificazione Internazionale Ambientale EN UNI ISO 14001 adottando le buone prassi legate alla “Qualità Ambientale”, inerenti in particolare la raccolta rifiuti, il servizio idrico integrato, la qualità delle acque e i servizi comunali.


Testo di  Gianfranco Podestà Foto di Gisella Motta


Per informazioni: Consorzio Valmastallone-Fobello (VC) t. 0163 55062. www.consorziovalmastallone.it

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