Thailandia: archeologie traballanti

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Un gioco di equilibri regge le rivine dei templi e delle tombe nei siti archeologici della vecchia Ayuttaya. Accanto a muri sbriciolati e monumenti ben conservati o restaurati, tanti edifici sono piegati verso il terreno, come piccole torri di Pisa orientali.
A rendere ancora più pericolanti questi edifici in mattoni appoggiati senza il sostegno di solide fondamenta, c’è la pioggia. Tanta pioggia, che ingrossa i fiumi e allaga la terra, con conseguenze a volte irreparabili. Come nel caso della disastrosa alluvione che nel 2011 ha sommerso questa zona nascondendola sotto oltre due metri di acqua e fango per ben due mesi. Innumerevoli i danni ai beni conservati nelle zone archeologiche – oltre ad altri ben più evidenti – e i restauratori hanno davvero molto da fare. In alcune situazioni, infatti, è possibile integrare le parti mancanti con nuovi mattoni, come accade nell’antico Palazzo Reale (foto in basso), ma in altri casi non si puó fare nulla, oppure bisogna aspettare che crolli tutto, prima di ricostruire, come avviene in vece nel
tempio Wat Mahatat (foto in alto).

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