Parchi Letterari: “F. De Sanctis” e “G. Tomasi di Lampedusa”

Santa Margherita di Belìce, Giardino

Due grandi nomi della letteratura italiana per questa puntata di riscoperta e insieme riconferma della vitalità della nostra lingua. Ma a quanti realmente interessa? Mi illudo siano ben più dei 27 lettori dei “Promessi Sposi” che Manzoni auspicava, particolare che non gli ha impedito comunque di assicurarsi l’immortalità letteraria. I due personaggi qui presentati fanno tuttavia parte dell’Olimpo degli scrittori italiani grazie alle loro due opere più conosciute: la “Storia della Letteratura Italiana” (De Sanctis) e “Il Gattopardo” (Tomasi di Lampedusa).

 Francesco Saverio de Sanctis – Nasce a Morra Irpina, in provincia di Avellino, il 28 marzo del 1817.

Il primo incarico di un certo prestigio lo vede insegnante presso il Collegio Militare della Nunziatella di Napoli fino all’anno 1848, anno in cui prende parte attiva ai moti napoletani che finiscono per procurargli non pochi guai; si dà infatti alla latitanza al termine della quale viene arrestato dalle autorità Borboniche. Nei tre anni di galera al Castel dell’Ovo di Napoli, ha modo di scrivere il “Torquato Tasso” e “La prigione”. Nel 1853 viene scarcerato e messo su una nave, destinazione America. Però nella sosta a Malta riesce a sbarcare e parte alla volta di Torino dove riprende l’insegnamento; nel 1856 si trasferisce a Zurigo per accettare una cattedra che il Politecnico gli ha offerto, in omaggio alla sua popolarità ed autorevolezza intellettuale. Dopo l’unità d’Italia fa ritorno a Napoli, viene eletto deputato e chiamato da Cavour a ricoprire il ruolo di ministro della Pubblica Istruzione. La carriera letteraria prosegue con la pubblicazione nel 1866 dei “Saggi critici” e nel 1869 viene dato alle stampe il suo capolavoro “Storia della letteratura italiana”, oltre che un “Saggio critico sul Petrarca”. Nel 1871, infine, ottiene la cattedra all’Università di Napoli. Abbandona l’incarico per problemi di salute e trascorre gli ultimi anni continuando a produrre scritti e studi; muore a Napoli il 29 dicembre del 1883. Il Parco Letterario dedicato al suo nome contempla anche la storia stessa del Mezzogiorno d’Italia. Il legame tra De Sanctis, intellettuale per vocazione e personaggio di respiro europeo e la terra in cui è nato è sempre stato intenso e saldissimo. Il Parco propone viaggi sentimentali sulle sue tracce, incontri letterari e conviviali, corsi di scrittura, festival. I luoghi coinvolti della provincia di Avellino sono i comuni di Andreatta, Bisaccia, Calitri, Guardia Lombardi, Lacedonia, Morra De Sanctis, Sant’Angelo dei Lombardi.

 Giuseppe Tomasi di Lampedusa – Il Parco letterario intitolato a Giuseppe Tomasi di Lampedusa comprende un vasto territorio della Sicilia occidentale che da Palermo si estende a Santa Margherita di Belice: qui gli anni felici dell’infanzia e della giovinezza nel bellissimo palazzo Filangeri di Cutò, sino a Palma di Montechiaro, feudo di famiglia, col palazzo dei principi Tomasi. Duca di Palma di Montechiaro e principe di Lampedusa, Giuseppe Tomasi nasce a Palermo il 23 dicembre 1896. Nel 1911 viene chiamato alle armi: partecipa alla disfatta di Caporetto e viene fatto prigioniero dagli austriaci. Rinchiuso in un campo di concentramento ungherese, riesce a fuggire tornando a piedi in Italia. Viene dimesso dall’esercito con il grado di tenente e fa ritorno in Sicilia. Da qui alterna al riposo qualche viaggio, sempre in compagnia della madre che mai lo abbandona: nel frattempo compie studi sulle letterature straniere. Nel 1925 vive per circa sei mesi a Genova collaborando alla rivista letteraria “Le opere e i giorni”. Nel 1932 sposa a Riga (oggi capitale della Lettonia) la studiosa di psicanalisi Alexandra Wolff Stomersee, detta Licy. Nel 1934 il padre Giulio Tomasi muore e Giuseppe eredita il titolo nobiliare. Viene richiamato in guerra nel 1940 ma viene presto congedato, perché a capo dell’azienda agricola ereditata. Si rifugia con la madre a Capo d’Orlando, dove poi Licy li raggiungerà per sfuggire i pericoli della guerra che avanza in tutta Europa. Dopo la morte della madre, avvenuta nel 1946, Tomasi torna con la moglie a Palermo. Nel 1954, in occasione di un premio letterario, conosce Eugenio Montale e Maria Bellonci. Pare che sia stato al ritorno da quel viaggio che Tomasi di Lampedusa abbia iniziato a scrivere il suo unico e famoso romanzo: “Il Gattopardo”. Termina l’opera due anni dopo, nel 1956. Lo scrittore siciliano morirà l’anno dopo, il 23 luglio del 1957, per un tumore ai polmoni. Il suo romanzo viene pubblicato postumo nel 1958, dalla casa editrice Feltrinelli; nel 1959 il romanzo vince il Premio Strega. Ma è soprattutto il film di Luchino Visconti a renderlo popolare presso il grande pubblico.

del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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