Le città d’arte del Veneto

Sono tutte città d’arte, quelle del Veneto. Il tempo e la storia hanno plasmato in seguito le differenze e alcune, attraverso le sedimentazioni culturali dei secoli, hanno finito per prevalere.  Ma tutte indistintamente possiedono, pur nelle spiccate individualità, una comune aura di grandiosità.

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Vicenza, panorama del centro storico dalla torre civica

Non è esercizio sterile ricordarlo in poche frasi: chi visita le città del Veneto sa già cosa cercare e vedere: l’Arena e il balcone di Giulietta a Verona; la basilica di Sant’Antonio, Prato della Valle e piazza delle Erbe a Padova; le testimonianze architettoniche del Palladio a Vicenza e quindi a Venezia… oh, Venezia! La più bella città del mondo. Quante sono le cose da vedere? Mille e più di mille. Tanto, tutto è magia. Questi gli imprinting mentali di chi viene in Veneto; prima di un viaggio, sa già cosa troverà, cosa vedrà; sono immagini e luoghi e situazioni che da sempre ha dentro di sé. Questo è il miracolo che le Città d’Arte – in questo caso quelle splendide del Veneto – sanno generare. Non importa se altre mille, centomila persone hanno avuto la stessa idea; farne parte materialmente è obiettivo sognato, desiderato, realizzato compiutamente. In Veneto tutto questo è possibile. Sempre.

Venezia

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Venezia, il Canal Grande dal ponte di Rialto

Sarebbe come perpetrare un grosso sgarbo alla città, pensare di elencare in queste note le bellezze architettoniche e gli scorci d’interesse che possiede. Venezia è unica, irripetibile, fragile e fortissima, solitaria in certi angoli e vicoli ideali – nel riproporre antiche atmosfere – quando poco per volta venivano costruite le case sull’acqua e cominciava a prendere sostanza l’insediamento nella laguna, altro miracolo del creato. Tra le oltre cento e cento isole disseminate tra le acque, alcune si sono unite a formare Venezia, la regina adriatica della storia. Potenza e rispetto nei secoli, costruiti passando dal Ducato alla Serenissima Repubblica che spaziava su tutti i mari e fra tutte le genti, sino allo Stato da Mar; nobilitando nel tempo la parlata locale dalla dignità di lingua. Una storia formidabile non poteva rimanere appannaggio di una sola città; ecco allora che Venezia si è sacrificata. Ha permesso al mondo di invaderla – con sempre maggiore amore – dedicando tutta se stessa a questo universale abbraccio che non finisce mai, anche ai nostri giorni. Venezia patrimonio dell’umanità; Venezia dai monumenti ineguagliabili (chiese, ponti, palazzi) che si reggono su una selva di palafitte infisse sui fondali di quel mare di cui è l’indiscussa regina. Venezia città d’arte, città del mondo. Città faro del Veneto.

Verona

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Verona , Castelvecchio e Museo Civico d’Arte

Per numero di turisti in visita, Verona segue Venezia. Ma visitare Verona richiede un approccio diverso; entrambe sono città dense di poesia e romanticismo, entrambe possiedono scorci panoramici, monumenti, luoghi dal fascino speciale; tutto giustifica il viaggio. A Verona, anziché sulle acque, il cammino è terrestre e la stragrande maggioranza di coloro che iniziano un tragitto di conoscenza (specie se giovani e innamorati) sosta sotto il balcone di Giulietta per sognare; ancora oggi, in tempi di famiglie allargate! Si potrebbe obiettare che la storia con i protagonisti del dramma scespiriano si ripeta – cambiando i personaggi – in altre culture, con altri scrittori, proponendo amori diversi. Ma alla fine il più famoso, quello eterno, è qui a Verona. Esaurita la meta prima (spesso, anche per i meno giovani) per la quale Verona è famosa nel mondo al pari di Venezia, resta l’incanto di questa città speciale da vivere ed esplorare. Strade, palazzi, piazze, ponti, chiese e monumenti parlano dell’antica Roma, del periodo medievale, della Serenissima Repubblica e dell’impero asburgico, offrendo un inedito mix che racchiude oltre duemila anni di arte, storia e tradizioni.

Quali i luoghi da vedere? Piazza Bra e l’Arena, Piazza delle Erbe e Piazza dei Signori, il Teatro Romano, Castelvecchio, i numerosi ponti sull’Adige, chiese e monumenti ciascuno con le proprie peculiarità e attrattive. Imponente è l’Arena, terzo anfiteatro italiano per dimensioni, dopo il Colosseo e quello di Capua; edificata nel I secolo d. C., oggi è il luogo ideale per spettacoli e concerti tra i quali primeggia il Festival Lirico, attivo da quasi un secolo. Interessante e da visitare passo passo è la Verona medievale: Castelvecchio, Porta dei Borsari, vie e corti medievali del centro storico, piazza delle Erbe con il Palazzo del Comune e le Torri del Gardello e dei Lamberti, la piazza dei Signori e le Arche Scaligere. Tra le molte chiese non può mancare il Duomo, San Zeno – con il suo caratteristico soffitto a carena di nave capovolta – e ancora San Fermo e Santa Anastasia. Per finire magari con la Verona sotterranea: la Domus romana di Piazza Nogara, il Capitolium – tempio dedicato alla triade capitolina- la Curia romana e gli scavi Scaligeri. A Verona il visitatore non ha il tempo d’annoiarsi!

Padova

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Veduta su Padova e i Colli Euganei

Padova riveste da sempre un duplice ruolo: città colta, sede di una celebre Università e città santa, per avere “adottato” e condotto alla gloria degli altari un Santo che veniva da Lisbona, glorificato con una Basilica meta di continui pellegrinaggi e devozioni. Non si renderebbe giustizia a questa splendida città, senza ricordare che è anche città d’arte pura: lo testimoniano i capolavori qui raccolti e dovuti ad artisti di fama mondiale: Giotto, Mantegna, Donatello. Incontro privilegiato per chi viene a Padova è quello con la Cappella degli Scrovegni, impreziosita, quasi “arabescata” dalle magie di Giotto; la cappella contiene uno dei massimi cicli pittorici della storia dell’arte medievale. Notevole anche il salone del Palazzo della Ragione, straordinario esempio di architettura medievale, famoso per la sua copertura a carena di nave e per lo splendido salone pensile completamente affrescato. Il centro di Padova accosta architetture di un glorioso passato ad una vita culturale vivacissima, grazie anche all’influenza determinante che l’università esercita. Piazza delle Erbe è il cuore di questa centralità di Padova. Da qui si aprono vie, piazze e vicoli che pulsano di vita, specie per la presenza dei coloratissimi mercati rionali della frutta e della verdura. Le tracce del medioevo sono evidenti, in città; non è infrequente trovare botteghe artigiane, antiche insegne di arti e mestieri, per poi concludere la passeggiata nel silenzio raccolto delle vie del ghetto ebraico. Padova è conosciuta anche per la Basilica di Sant’Antonio, il più importante edificio di culto della città, affascinante compendio di stili architettonici diversi; la Cappella dell’Arca del Santo, capolavoro rinascimentale, per mezzo dei suoi altorilievi marmorei traccia la storia della vita e dei miracoli di Sant’Antonio. Altri luoghi che identificano e completano la città, tutti molto frequentati e visitati: Prato della Valle, giudicata la piazza più grande d’Europa, seconda solo alla Piazza Rossa di Mosca. Il Caffè Pedrocchi, così inserito intimamente nel tessuto cittadino, da non aver mai avuto per lungo tempo necessità di porte d’ingresso.. In definitiva: Padova, al pari di Venezia – alla quale la lega un intenso rapporto di rivalità e complicità – e di Verona, è città “principe” della regione Veneto.

Vicenza

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Vicenza, il Teatro Olimpico

Sono a prima vista tre i caratteri distintivi di Vicenza che emergono all’occhio del visitatore: la maestosa grandezza dell’Impero Romano, il Rinascimento Palladiano e l’ambiente naturale, rimarcato dal prezioso e gradevolissimo contorno dei Colli Berici e di tutti quegli spazi di verde che cingono la città, vivificata a sua volta dalle acque del Bacchiglione. Vicenza è una sorta di palcoscenico dove la vita sposa l’arte ogni giorno. Palladio è divenuto l’architetto più grande di tutti i tempi proprio grazie al suo clima evocativo: tutto qui parla di lui, dalla basilica di Piazza dei Signori, al celebre Teatro Olimpico, dove il luogo è già la più emozionante delle rappresentazioni sceniche, passando per le decine di ville che rivisitano il concetto stesso di vivere lo spazio. C’è poi la Vicenza più spirituale, che guarda dall’alto del Monte Berico e custodisce un tesoro quale “La Cena di San Gregorio Magno” di Paolo Veronese. A Vicenza convivono splendidamente eleganza, ospitalità, estetica sopraffina. Un itinerario della città può svilupparsi seguendo alcuni precisi suggerimenti.

Quella iniziale è una camminata fra la storia e le meraviglie del Palladio: Palazzo Chiericati, Corso Palladio, Palazzo Thiene, Contrà Porti, Piazza dei Signori, Duomo e Teatro Olimpico. Poi i musei: quelli di Palazzo Chiericati, di Palazzo Leoni Montanari e il Palladio Museum. Tra i monumenti religiosi, anzitutto la cattedrale di Santa Maria Annunciata, la Chiesa di San Lorenzo, la Chiesa di Santa Corona e l’oratorio di San Nicola: Dal centro storico sono agevolmente raggiungibili due magnifici esempi di ville venete: La Rotonda di Vicenza e Villa Valmarana ai Nani. Quindi, ultima tappa ma certamente una delle più interessanti, il Santuario del Monte Berico. Lo si può raggiungere anche a piedi! Una passeggiata forse un po’ faticosa (in salita) ma che permette di godere del panorama di Vicenza dall’alto, proprio dal piazzale che si trova davanti l’edificio religioso.

Treviso

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Treviso, il Duomo

Treviso è detta, congiuntamente, città delle acque (quelle dei fiumi Sile e Cagnan, dei suoi canali) e città dipinta. Qui tutto è armonico, misurato, gentile, elegante: in una parola, gioioso. Che è poi anche il nome che nell’antichità veniva dato a questo centro situato in una pianura a sua volta sospesa tra le acque della laguna e i primi rilievi delle Prealpi Venete. “La Marca Gioiosa et Amorosa” era dunque l’appellativo di Treviso, splendida con le sue costruzioni in mattoni e legno che lambiscono i fiumi, ornate da affreschi ed intervallate da salici che scendono; Treviso è una elegante città a filo d’acqua che conserva per intero un’aura medievale. Le pavimentazioni di ciottoli consumati dal tempo, i piccoli corsi d’acqua, gli imponenti palazzi e le dimore signorili che trovano posto dentro il perimetro delle antiche mura cittadine rendono Treviso un gioiello da apprezzare compiutamente. Portici, giardini e riverberi di luce, accompagnano il visitatore attraverso un cammino nel tempo, tra le nobili residenze di Piazza dei Signori – che conserva l’edificio simbolo di Treviso nel Palazzo dei Trecento – la Casa dei Carraresi e la Loggia dei Cavalieri. Un percorso nell’arte dove l’arte è di casa. Cosa visitare a Treviso? Vediamolo insieme.

Passeggiare nel centro di Treviso significa scoprire i principali siti storico-artistici, come la chiesa di San Nicolò, che conserva al suo interno uno splendido affresco attribuito a Lorenzo Lotto; quindi la Sala del Capitolo dei Domenicani, il Duomo che accoglie l’Annunciazione del Tiziano, la chiesa di San Francesco con i monumenti funebri della figlia del Petrarca e del figlio di Dante e il Museo di Santa Caterina, posizionato all’interno di un antico convento. Piene di fascino sono le caratteristiche vie del centro con negozi e palazzi signorili, l’area della Pescheria e quella dei Buranelli, la celebre Piazza dei Signori col maestoso Palazzo dei Trecento. Interessante anche la Treviso dell’Ottocento che, partendo dalla Stazione, attraversa il centro storico alla ricerca delle tracce storico-artistiche risalenti al XIX secolo. Infine: Treviso città d’acqua. Ingentilita dal suggestivo intreccio di vene liquide che la percorrono tutta. Treviso è menzionata nel IX canto della Divina Commedia come il luogo “…dove Sile e Cagnan s’accompagna”. Il Sile bagna la parte meridionale della città e offre scorci di rara bellezza, mentre il Botteniga si insinua tra vicoli e case diramandosi in pittoreschi canali che percorrono l’intero abitato. Non è difficile capire gli antichi entusiasmi del sommo poeta che ha deciso di immortalare con le sue parole Treviso.

Belluno

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Belluno, Santo Stefano

La Città Vecchia di Belluno è davvero romantica, fascinosa, adagiata com’è su un alto sperone roccioso tra Piave e Ardo e ornata da edifici tardo gotici e rinascimentali. Le antiche piazze, dei Martiri e delle Erbe, rievocano le non dimenticate descrizioni di Dino Buzzati, illustre figlio di questa terra, cuore di una vasta regione a carattere montuoso, compresa fra Trentino-Alto Adige Südtirol, Austria e Friuli e attraversata dal Piave e i suoi affluenti. Da visitare a Belluno sono la chiesa di Santo Stefano e il Duomo, costruito agli inizi del XVI secolo, con un campanile di 69 metri disegnato da Filippo Juvara; una delle più belle torri d’orologio del periodo barocco in Italia. Di notevole interesse, a Belluno, è il MIM (Museo Interattivo delle Migrazioni), che raccoglie infinite storie di Italiani all’estero e di stranieri accolti nel nostro paese;in modo particolare si raccontano gelatai e minatori: due professioni presenti più di altre nella vita di lavoro e migrazione del bellunese.

Rovigo

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Una veduta aerea del centro di Rovigo

La “capitale” del Polesine – detta anche capitale delle nebbie – vanta una collocazione geografica dai più definita “anfibia”, stretta com’è tra i fiumi Po e Adige e contornata dalle acque del Delta del grande fiume e dell’Adriatico. La zona è abitata da tempi remoti: l’antica Rhodigium era cinta da mura che ancor oggi formano la struttura urbanistica di Rovigo. Assieme alle rovine del castello altomedievale figurano i palazzi civili e religiosi (palazzo Roverella, Chiostro di San Bartolomeo e palazzo Roncale) sorti durante la dominazione della Serenissima. Famosa a Rovigo è l’Accademia dei Concordi, del 1580, sede della biblioteca e della pinacoteca.

Testo di Federico Formignani Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

 

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