On the road again? Interrogazioni sul futuro di viaggi e vacanze

Quando, e soprattutto come, torneremo a viaggiare? Il parere di operatori e pubblico su come sarà viaggiare di nuovo.

Un camper nella natura selvaggia dell’ovest americano, simbolo della vacanza on the road ©Lucio Rossi

Fra i tanti interrogativi di questo momento traumatico c’è anche quello che riguarda una delle abitudini più diffuse e radicate dei nostri tempi. Le motivazioni, i risvolti e le implicazioni del viaggio sono molteplici. Solo guardando agli aspetti economici basti considerare il peso del settore viaggi e vacanze compreso l’indotto sul PIL italiano: 13% circa nel 2019.

Gli operatori, nonostante le enormi difficoltà, provano a disegnare il futuro, con maggiore o minore ottimismo a seconda dei segmenti che occupano. Intanto un sondaggio su un campione rappresentativo di italiani ci consegna le opinioni e gli umori del pubblico. E su un aspetto tutti concordano: un cambiamento almeno nel breve periodo (ma forse anche oltre) sarà inevitabile.

Lo scenario e le opinioni degli italiani

Il settore del turismo è uno dei più colpiti dal coronavirus. Secondo una recente indagine di Demoskopika, intitolata “Turismo in quarantena”, gli accadimenti attuali porteranno a bruciare 18 miliardi di spesa turistica, che comprendono anche la rinuncia alle vacanze degli italiani. E si parla di qualcosa come 14 milioni di connazionali che avrebbero già deciso di fare a meno delle vacanze estive in Italia o all’estero. Ma il dato potrebbe essere condizionato dall’incertezza, su un’eventuale proroga delle restrizioni e sui problemi economici con cui confrontarsi.

Questa situazione si riflette pesantemente sulle compagnie aeree e sui settori alberghiero, ristorazione, ospitalità, agenzie e tour operator, e tutto il vasto mondo dei servizi collegati ai viaggi e al turismo. Se tutto va bene le agenzie di viaggio, ad esempio, potranno sperare di vedere una piccola ripresa delle attività a partire dalla stagione estiva/autunnale ma una vera ripresa solo dal prossimo anno (stime Astoi Confindustria viaggi).

Il sondaggio online

Un sondaggio on line a cura di SIMTUR (Società Italiana Professionisti Mobilità Dolce e Turismo Sostenibile) effettuato nella prima metà di aprile su un campione rappresentativo di oltre 1000 italiani ha cercato di capire quale sia attualmente il “sentimento di viaggio” dei nostri concittadini. Attraverso 10 domande emergono dati interessanti. Su quanti hanno risposto – un numero sempre statisticamente significativo – quasi il 40% dichiara di non pensare nemmeno ai prossimi viaggi o di non poter viaggiare a breve termine. Ma una grande maggioranza crede che comunque per la prossima estate “non si potrà andare troppo lontano”. Molti a questo proposito vorrebbero un sostegno alla mobilità a scuole e famiglie in forma di voucher per incentivare il viaggio in Italia, che sarà la meta preferita se non obbligatoria per molti mesi. Insomma un invito a reintrodurre la moda del Gran Tour.  Il campione si spacca sui tempi di normalizzazione nel medio periodo: da “saremo tutti costretti a viaggiare di meno” a “lo faremo come e più di prima”.  Per oltre il 40% la scelta di viaggio dipenderà dalle rassicurazioni sulle condizioni di sicurezza igienico sanitaria.

Molte incognite per gli operatori, ma anche idee

Foto di skipp604 da Pixabay

Intanto giungono i primi segnali di ripresa dei voli di alcune compagnie aeree in Europa e oltre. Se potremo tornare a viaggiare a partire dai mesi estivi è probabile che inizialmente, come da più parti ipotizzato, dovremo stare entro i confini italiani. Ma poi anche le mete all’estero dovranno essere riconsiderate alla luce dell’esperienza Coronavirus. Abbiamo sentito tre operatori per fare il punto sulle prospettive secondo la loro visione.

Se dunque l’estate vedrà gli italiani in Italia, il Bel Paese offre tantissime alternative. Però sarà consigliabile o obbligatorio evitare i posti affollati. E negli spostamenti utilizzare mezzi il più possibile sicuri. Si prevede un boom dell’auto, il camper dovrebbe vedere un rilancio, ma anche la barca, soprattutto per famiglie, può essere un’alternativa di vacanza in libertà e in sicurezza.

Il turismo nautico

Guglielmo Masala Mondovela

A proposito di turismo nautico e sue prospettive, la posizione di Guglielmo Masala, amministratore dello storico T.O. Mondovela di Milano. “Per ora stiamo davvero navigando a vista.  È quasi impossibili fare previsioni perché molto dipenderà dalle linee guida che regolamenteranno il nostro settore, relativamente al mantenimento delle distanze sociali. L’unica attività ipotizzabile adesso è quella del noleggio in esclusiva delle imbarcazioni per gruppi familiari, per la quale stiamo ricevendo sempre più richieste.” Quindi, come si diceva, la barca in famiglia, in autonomia, o con uno skipper certificato “immune”.

Previsioni temporali e mete da proporre? “Ci siamo dati un mese e mezzo da ora, per poter capire chiaramente quali potranno essere le attività proponibili. Quanto alle mete stiamo programmando Italia per clientela italiana. Non pensiamo sarà possibile fare outgoing.”

Molti comprensibilmente s’interrogano sui prezzi che ci aspettano. “I prezzi dei fornitori italiani, al momento, per agosto non stanno cambiando, perché tutti pensano che potrà essere l’unico mese di introiti e che l’offerta di imbarcazioni (per le probabili limitazioni) sarà necessariamente contenuta.”

Le strategie di comunicazione verso il pubblico? “Attueremo campagne di sensibilizzazione e informazione sulla sicurezza e la possibilità di mantenere facilmente le distanze sociali (con gli estranei alla barca, ovviamente) navigando in barca con la propria famiglia.”

Un altro aspetto che preoccupa i viaggiatori dopo l’esperienza del coronavirus è la politica di annullamenti, rimborsi, riprotezioni, etc. dei T.O..  Soprattutto in un mondo come quello nautico, viene evidenziata ancora di più oggi l’importanza di affidarsi a un tour operator o un’agenzia italiani con regolare licenza.  In primo luogo il cliente viene seguito in tutte le fasi del viaggio, ma in più agenzie e tour operator nazionali sono obbligati dalla legge (con il recepimento della Dir UE 2015/2302) a costituire un fondo di garanzia assicurativo per le varie tutele del cliente, compreso il caso di loro fallimento o insolvenza. Una certezza fondamentale in questo travagliato periodo.

Mete lontane e mete vicine

Da tempo quando si tratta di viaggi e vacanze il nostro mondo non ha confini. Secondo alcuni osservatori e una buona fetta di pubblico, appena possibile (anche economicamente) scatterà una gran voglia di mete lontane, anche più di prima.

Davide Catania Alidays

Davide Catania è fondatore e amministratore di Alidays, importante tour operator specializzato su estero. Da lui un quadro su difficoltà attuali, tendenze, proposte.

L’orizzonte è molto incerto e a mio avviso non si riprenderà prima dell’autunno con i viaggi a lungo raggio. In questo periodo abbiamo lavorato soprattutto per le cancellazioni e per riorganizzare i viaggi. Ora stiamo riproteggendo le partenze programmate fino al 31 maggio, con nuove date o voucher.”

La mobilità aerea, aspetto fondamentale, e poi il viaggio in sicurezza. “I voli sono la componente più ostica. Superato questo ostacolo abbiamo offerte interessanti.  Perché se è vero che il nostro core business sono i viaggi itineranti taylor made, spesso ci si muove in auto dando maggiori garanzie di protezione personale. Una buona alternativa sono i viaggi stanziali in mete come Mauritius, Maldive, Seychelles, che potrebbero partire prima. Una volta a destinazione si può soggiornare in luoghi bellissimi abitando in bungalow isolati dove è possibile cenare privatamente, condurre volendo una vita appartata, ma con tutti i confort.”

Maldives

Dobbiamo attenderci un aumento dei prezzi? “I prezzi per forza di cose all’inizio saranno più alti a causa dei voli, che non potranno essere competitivi con un terzo dell’aereo vuoto. Questo limiterà soprattutto i viaggi d’affari, cui spesso si può ovviare con video conferenze etc. Diverso il leasure: Il viaggio è piacere, ma anche benessere, e la voglia di partire sarà tanta. Qui ovviamente incideranno le disponibilità economiche.”

Comunicare, fare squadra, tenersi aggiornati: strategie di resilienza e rilancio. “Facciamo molti webinar sia di formazione classica sia di scambio di opinioni con operatori del settore. La comunicazione al cliente è mediata dalle agenzie e forse andrebbe ripensata per renderla più efficace. Anche la stampa ha un ruolo determinante nel rapporto fra operatore e pubblico, rendendo evidente la valenza del settore viaggi e turismo e informando con professionalità e affidabilità sulle azioni messe in campo per superare il momento e prepararsi al futuro.

Dare certezze al cliente, essere trasparenti, è fondamentale. “Fare nuovi accordi con i fornitori per garantire maggiore flessibilità, e non solo per le cancellazioni, ma anche ad esempio per nuove tutele assicurative (per epidemie, pandemie, emergenze sanitarie, etc.). Poi rendere più comprensibile la contrattualistica al cliente, da parte di tutti gli attori coinvolti. Un aspetto positivo di oggi, per niente scontato, è la sorprendente coesione dei competitors e il comportamento collaborativo delle agenzie. Questo fa ben sperare. Ricordando che la professionalità e il senso di responsabilità pagano sempre. Quello che noi sentiamo anche verso i nostri dipendenti e che ci impegna ancora di più.”

Ci sono destinazioni classiche che andranno comunque ripensate alla luce della pandemia e delle sue conseguenze. Il nuovo approccio, anche se limitato nel tempo, potrebbe farci scoprire tanti aspetti di un Paese spesso lasciati in sottofondo, e potrebbe essere un bene.

Olga Mazzoni di Thema Nuovi Mondi

Da Olga Mazzoni ceo e presidente di Thema Srl, specialista degli USA, una fotografia del presente e alcune interessanti considerazioni sulle nuove frontiere del viaggio negli Stati Uniti.

Ripartire, ma quando? “Difficile dirlo, si può stimare per l’autunno. E ogni Paese partirà a singhiozzo, in ragione dei territori che potranno garantire di essere indenni o possedere misure di prevenzione e sanitarie adeguate. Ovvio, determinante sarà il settore trasporti. Ma più importante del Quando, a mio parere, saranno il Come e il Dove.”

Cambiare contenuti e modi. “Il mordi e fuggi, il viaggio superficiale che fa immagine senza mai a toccare l’essenza dei luoghi e delle persone, delle economie, dell’ambiente, della fauna, della flora ha fatto il suo tempo. Bisogna rileggere i contenuti e i modi del viaggio, i percorsi, gli itinerari per fare cambiare una cultura e far nascere un turismo migliore, più selettivo, meno massificato e con maggiori competenze.”

La situazione negli USA

Tutte le mete nordamericane sono state coinvolte dal COVID19, ma in modo molto diversificato, a scacchiera. I media danno risalto alle destinazioni più conosciute o “mediatiche”, dando l’idea che l’emergenza sia uguale ovunque. Invece ci sono intere aree estesissime e scarsamente popolate con pochi o zero casi. Tante zone in cui si potrà viaggiare a breve in piena sicurezza.”

Massachusetts_Motif #1 American Flag, Rockport, Credit to Sue Ann Pearson

Le destinazioni degli States per un viaggio diverso, ricco, esperienziale. “Penso ad esempio al Massachusetts dei piccoli villaggi adagiati sulle colline e nelle campagne. Oppure ai fiordi del Maine, un tracciato costiero di rara spiritualità nella sua solitaria bellezza marina. Le montagne ed i numerosissimi laghi del New Hampshire che sembrano far parte di grandi dipinti di scuola romantica. Niente a che vedere con il New England del famigerato pacchetto triangolare che divora tutto in tre giorni. E poi lo spirito selvaggio del Great American West, nel nord ovest ai confini con il Canada. Vasto quanto metà Europa, ci vivono poco più di 3 milioni di abitanti, e vi domina una natura strepitosa tra praterie, canyon, cascate e montagne.”

Spendere il giusto sarà ancora possibile. “Esistono da sempre varietà di servizi che soddisfano tutte le tasche. Magari una politica più accorta sull’offerta dovrà anche accompagnarsi ad una gamma più ampia di possibilità, Bisognerà allontanarsi dai cliché e dalla propaganda del servizio sofisticato e aumentare le proposte negli alloggi, ad esempio, valutando al meglio tutti i benefici spesso tralasciati poiché non corrispondono ai dettami della tendenza o dello stile diagnosticato quale vincente o instagrammabile! L’attuale situazione ci insegna ad ampliare gli orizzonti anche per quanto riguarda la comunicazione. Nella sostanza conviene puntare su informazioni concrete da fonti affidabili.”

A questo proposito #Ripartiamodallinformazione è l’hastag scelto per la campagna dei giornalisti e comunicatori di viaggio. L’importanza dell’informazione fatta da chi lo fa per mestiere e può attingere a fonti sicure, da chi nei posti c’è stato per davvero e che si prende la responsabilità di ciò che scrive. Il manifesto (qui il link), fa il punto sul il valore della professionalità e ribadisce che i media e la comunicazione sono  parte integrante del settore turismo in questo momento in piena crisi e che mai come ora sia necessario investire su un’informazione di viaggio seria e professionale e creare sinergie e fare rete con tutti gli operatori del turismo, informazione compresa.

Testo e foto di Teresa Scacchi e Gianfranco Podestà|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com