Sardegna, Sud Ovest Selvaggio

Nel Sulcis Iglesiente, estrema punta sudoccidentale dell’isola, la natura esplode accanto ai resti delle antiche miniere. E’ un territorio superlativo per tutti gli appassionati di 2 ruote, d’asfalto ma soprattutto di fuoristrada.

Testo e foto di Marco Santini

La Sardegna selvaggia da percorrere in moto @Marco Santini

Un reticolo misterioso, poco segnalato e ancor meno frequentato percorre questo territorio spesso selvaggio e sempre affascinante. Sono sentieri e mulattiere che raggiungono villaggi fantasma, si inerpicano sulle alture e regalano vedute memorabili, scendono lungo il corso di torrenti impervi e sbucano presso tunnel abbandonati e resti di costruzioni ciclopiche. Attraversano boschi silenziosi e approdano a baie nascoste. Se le antiche miniere con i loro resti sono il pretesto per partire alla scoperta del territorio, la natura che ospita questo palcoscenico non è certo da meno, con la bellezza del suo mare, con i colori e i profumi della macchia che stregano anche i più distratti. E’ la meta perfetta per chi ama il mare vero. Per quelli che agli hotel all’ultima moda preferiscono una camera semplice ed essenziale a pochi passi dal mare, per chi ama scoprire le spiagge e le calette di una regione che ha mantenuto identità e radici autentiche.

Tra Gonnesa e Masua @Marco Santini

Non alla portata di tutti però. Molto spesso non ci sono indicazioni, il reticolo di sentieri appare piuttosto un labirinto o una pista lanciata nel nulla. Può capitare di sfiorare punti di grande interesse senza neppure immaginarselo e quasi sicuramente di perdersi. La cartografia esistente, assai scarsa e imprecisa, non riporta né le località minerarie abbandonate (tranne quelle sulla costa ristrutturate e aperte al turismo) né i sentieri.

Per poter andare alla scoperta di questa zona risulta indispensabile una guida esperta, che conosca tanto il territorio quanto le esigenze dei motociclisti. Ed ecco il colpo di scena. Da tempo, a Gonnesa, opera Andrea, che ha aperto un gradevole Bed & Breakfast dedicato ai motociclisti. Andrea è la guida ideale per godere al meglio delle bellezze nascoste del Sulcis. Profondo conoscitore del territorio e appassionato fuoristradista, è capace di disegnare percorsi adatti ai desideri e alla preparazione dei suoi clienti, ma sempre divertenti e diversi. Che si tratti di motociclisti esperti o neofiti curiosi, tutti torneranno a casa con una bella avventura sulle spalle. Un’esperienza assolutamente innovativa nella formula quanto piacevole nella sostanza. Ecco un paio di esempi provati con mano.

Percorsi tra i sentieri

Escursione in moto nei villaggi abbandonati del Sulcis @Marco Santini

Il primo giorno è dedicato alla scoperta delle miniere dell’interno, un patrimonio vastissimo, ricco d’infinite possibilità a livello di itinerari, incredibilmente intrigante e soprattutto, sconosciuto. Lasciato il B&B si abbandona l’asfalto e s’imbocca uno sterrato facile, giusto per prendere confidenza con i mezzi e scaldarsi un po’. Pochi minuti d’affiatamento, superate le ultime case di Gonnesa, si comincia a salire e ad affrontare sentieri mozzafiato, mulattiere dismesse e pietraie. Nel raggio di 30 chilometri, si passa dalla sabbia, alla roccia, alle montagne del complesso del Marganai, alle Cascate di valle di Oridda (località Villacidro), per poi attraversare il bosco di Sa Ducchessa straripante di lecci secolari che fanno da cornice ai villaggi minerari dismessi come Arenas, Malacalzetta, Baueddu, per poi arrivare alla Sorgente di Pubusinu (Fluminimaggiore).

Pic-nic sulla spiaggia di Fontanamare @Marco Santini

Per un breve tratto si accarezza l’asfalto, ma poi è la volta di una delle vette più alte da scollinare (Sibiri). Una volta arrivati in cima si può godere del panorama che spazia dall’interno della Sardegna fino al mare e alle isole minori. La discesa dal costone è emozionante e meno difficile di quanto non appaia dalla cima. Di nuovo in pianura, si affrontano un paio di tornantini, prima di prendere un sentiero senza indicazioni e di arrivare a ridosso delle dune di sabbia fra più alte d’Europa: quelle meravigliose di Piscinas, affacciate sul mare. Da qui, il ritorno è poco meno di un’ora d’asfalto lungo una costa che toglie il fiato per la sua bellezza.

Anche il secondo giorno si lascia l’asfalto e ci si lancia sullo sterrato. In soli 7 chilometri raggiungiamo il complesso nuragico più grande della Sardegna, il Nuraghe di Seruci, (un complesso costituito da oltre 100 capanne e 3 tombe dei giganti). Dopo averlo ammirato e esserci lasciati rapire dal panorama s’imbocca una breve lingua d’asfalto  che viene subito abbandonata per affrontare un tratto sabbioso. Lungo questa sezione del percorso, sia ai neofiti che ai più esperti,  sembrerà di essere alla Parigi-Dakar invece che in Sardegna. Sono 5 divertentissimi chilometri di sabbia con continui saliscendi, il tutto a ridosso del tratto di costa che va da Canale Trincas a Porto Paglia (dove sorgeva l’antica tonnara). Il territorio qui è dominato dalla macchia mediterranea, punteggiata di ginepri secolari, lentischio, salvia, che carezzata dalla brezza di maestrale, riempie l’aria di una fragranza destinata a rimanere nel ricordo quanto l’avventura in moto. Superata la “spiaggia di mezzo” si procede verso l’interno per costeggiare e visitare la palude di Sa Masa, habitat naturale di folaghe, aironi e di una razza protetta unica in Sardegna: il pollo sultano. E’ un attimo di pausa da dedicare al birdwatching  che consente un breve riposo prima di affrontare  l’arrampicata lungo la mulattiera che conduce alla volta di Monte San Giovanni. Salita ripida che permette di guadagnare i 615 metri sul mare della cima.

@Marco Santini

Da questa balconata naturale si comanda una vista incomparabile sulle isole di Sant’Antioco e San Pietro (Carloforte). Una bella sterrata consente di scendere in direzione di Nebida e poi sull’asfalto all’abitato di Masua con alcune case dei minatori adagiate in mezzo al verde, su dislivelli protetti da massicciate di pietra e una piccola baia con una spiaggia che fronteggia l’imponente isolotto del Pan di Zucchero. La strada prosegue sterrata fino all’ingresso della miniera di Porto Flavia. Il sito, visitabile, era un impianto per il trasporto dei minerali, realizzato, nel 1924, dall’ingegnere Cesare Vecelli (che gli diede il nome della sua primogenita, Flavia) per abbattere gli ingenti costi di trasporto del minerale estratto dalle miniere della zona.

@Marco Santini

Di nuovo in moto, proseguendo oltre Masua, si percorre per un breve tratto la strada asfaltata e poi all’interno, non più sul mare, un bello sterrato che passa per Acquaresi (miniera) fino a giungere in località Scalittas dopo circa 8 km, dove si trova il bivio per Cala Domestica. Quest’ultima è considerata una delle più belle spiagge della Sardegna. A soli 2 chilometri da Cala Domestica si trova Buggerru, ultima tappa di questo splendido percorso, dove bisogna visitare la galleria Henry, la più importante struttura mineraria della zona. Si trova 50 metri sopra l’abitato e attraversa per circa un chilometro la falesia a strapiombo sul mare in un continuo alternarsi tra piccole gallerie e camminamenti all’aperto scolpiti nella roccia che consentono scorci superbi sullo strapiombo a mare.

Testo e foto di Marco Santini |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Infoutili 

Dove dormire

B&B Domus de Janas, aperto tutto l’anno, 3 stanze triple con i servizi privati. Trattamento B&B a persona da €30.00 a €40.00 (in base al periodo e al numero di notti.) Per una notte sola sovrapprezzo di €5.00 a persona. Escursioni con moto propria €55.00 (a persona al giorno, minimo due partecipanti) incluso la guida. A breve sarà anche pronta la Wellness Spa.

Quando andare

Per gli amanti della moto da settembre a giugno. Altrimenti tutto l’anno.I percorsi sono sia per principianti che per praticanti più esperti, sia uomini che donne e le percorrenze vanno dagli 80 ai 200 chilometri al giorno.

Dove Mangiare

Ristorante “La baia da Tore” a Buggerru. Ottimi spaghetti ai ricci di mare, bottarga e il pescato di giornata. Via Roma, 28, tel. 0781.54205  prezzi 25/30€

Ristorante da Letizia

Un percorso gastronomico che dall’antipasto arriva al dolce utilizzando le erbe selvatiche raccolte da loro. Via San Pietro 10, Nuxis, tel. 0781957021, www.sardegnadelsudovest.com Prezzo medio 30 euro

Azienda Agrituristica Associata Perdaba

Dieci antipasti , due primi  e due secondi, verdure di stagione e dolci misti. Tutto preparato in casa. La cucina è a vista. Hanno anche 5 camere. Vico III Vittorio Emanuele 15, Fluminimaggiore, tel. 0781.580533 Orari: solo su prenotazione. Prezzo medio: menu tipico 25 euro

Caro lettore,

Latitudes è una testata indipendente, gratis e accessibile a tutti. Ogni giorno produciamo articoli e foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro.

Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto. E con lo stesso coraggio che ormai da 10 anni ci rende orgogliosi di quello facciamo. Grazie.